Il mio lavoro. Portare la tua idea al successo comunicando in modo efficace.
Archive for giugno, 2009
Media Planning. Una corretta pianificazione più aiutare a risparmiare investendo meglio le proprie risorse
Porto sempre ad esempio, quando mi capita di affrontare il tema del “media planning”, il caso della mia città . A Piacenza tutte le attività commerciali ed industriali investono la quasi totalità del proprio budget sul quotidiano locale. Il quale, forte di questa assoluta leadership, vende i propri spazi pubblicitari a prezzi che farebbero vacillare uno sceicco.
Nei casi in cui mi è stata offerta la possibilità di aiutare un cliente a stendere un piano media, è stato facile ottenere risultati significativi dirottando una piccola porzione di quello stesso budget su mezzi di comunicazione alternativi (e spesso più efficaci). Impostando una pianificazione quantitativa e qualitativa degli investimenti pubblicitari sui mezzi di comunicazione locali (internet, radio e tv) siamo riusciti a raggiungere target specifici, spendendo meno ed aumentando i contatti.
Un’azienda di abbigliamento, per esempio, che volesse comunicare ai giovani di età compresa tra i 15 e i 25 anni a chi dovrebbe rivolgersi?
Il quotidiano locale, come tutti i quotidiani, soffre di una distanza de facto dalla cultura giovanile. Da un sondaggio effettuato sugli studenti di un liceo classico e di uno scientifico, su un campione di circa 1000 persone, solo un misero 3% ha detto di leggere il giornale tutti i giorni. Mentre oltre il 70% utilizza internet quotidianamente, e si informa accedendo alle risorse che la rete mette a disposizione.
Dovendo rispondere alla domanda precedente, direi che l’azienda di abbigliamento potrebbe provare a dirottare – prudenzialmente – il 20% del proprio budget su internet, per andare ad intercettare quel 70% di giovani che sul giornale non troverebbe mai.
Una buona comunicazione pubblicitaria necessita di un media planning ben configurato, al fine di fornire ai consuenti di marketing gli strumenti teorici e pratici per comprendere e interpretare le esigenze di comunicazione aziendale, formulare campagne pubblicitarie coerenti con le strategie di chi sta al timone dell’azienda e interagire con i settori creativi per favorire campagne più efficaci.
L’Espresso pronto a pagare Laura Drezwicka del Gf9 per incastrare Berlusconi
Comprendo perfettamente le critiche di chi ha commentato duramente il mio ultimo editoriale, anche se trovo offensivo – non per me, ma per il popolo italiano – che chiunque non sposi l’ideologia antiberlusconiana debba essere evidentemente un idiota, lobotomizzato davanti alla tv spazzatura, incapace di vedere la verità professata dalla casta degli illuminati (i vari Santoro, Grillo, Travaglio), o peggio colluso con un sistema mafioso…
Invidio le vostre certezze, anche se preferisco ragionare sui miei tanti dubbi. A me piace dialogare, soprattutto con chi è di sinistra. Soprattutto con chi può aiutarmi a vedere le cose da un diverso punto di vista…
Permettetemi di tornare, però, un’ultima volta all’argomento trattato nel precedente editoriale per riflettere insieme, o almeno per porci delle domande.
Laura Drezwicka, una delle concorrenti dell’ultima edizione del Grande Fratello (GF9), ha dichiarato che due giornalisti dell’Espresso hanno avuto con lei una trattativa ed “erano pronti a pagarmi per incastrare Berlusconi”.
La dichiarazione della concorrente del GF9 si unisce alle tante che sono state pubblicate nelle ultime settimane sui giornali vicini al centrodestra, segno che in molti – per fini politici o semplicemente per gonfiare il proprio portafogli – hanno cercato di trovare l’oro sotto la montagna di fango con cui si è cercato si seppellire il premier italiano.
E mentre Veronica Lario, che ha sganciato la prima bomba, oggi fa marcia indietro scrivendo al Corriere della Sera che “la verità del rapporto tra me e mio marito non è neppure stata sfiorata, così come la ragione per cui ho dovuto ricorrere alla stampa per comunicare con lui”, il Gruppo Espresso prova a difendersi querelando “Il Giornale”, reo di avere pubblicato l’intervista alla Drezwicka.
Ma “Il Giornale” ha risposto prontamente che è in loro possesso “la registrazione del colloquio fra Laura Drezwicka e i giornalisti dell’ Espresso. E siamo pronti a esibirla in ogni sede opportuna”.
Supponiamo quindi che non sia tutto falso quello scritto dai giornali vicini al centrodestra, le domande che mi pongo (e a cui non pretendo certo di dare una risposta) sono le seguenti: qualcuno sperava di trarre un beneficio dall’attacco personale a Silvio Berlusconi e alla sua famiglia? Qualcuno ha calcato la mano, scegliendo di non giocare secondo le regole, pur di alimentare il gossip? Qualcuno ha deliberatamente scelto di provare a ridicolizzare l’immagine del premier italiano (e di conseguenza del popolo che lo ha eletto democraticamente) all’estero, pur di ottenere un vantaggio alle urne?
Pane e Salame. Marketing di sistema e una strategia di successo
Il format di Pane e Salame è un esempio di come una buona idea accompagnata da una strategia di marketing e comunicazione possa arrivare al successo dimezzando i tempi necessari. Sul progetto, ispirati dalle idee del “demiurgo” Luigi Morini, hanno lavorato Nicola Bellotti e un gruppo di giovani talentuosi selezionati tra i consulenti di Blacklemon per le specifiche competenze. Il management e i consulenti hanno supervisionato ogni aspetto del format, dal marketing di sistema alla comunicazione, dalla selezione dei partners fino alla cura degli aspetti economici e finanziari del kick-off.
Esaminando il primo ristorante aperto a Milano i dati sono impressionanti.
Gli incassi, patendo da una previsione in business plan di 60.000 € mensili (a regime dopo 6 mesi), superano in realtà la media di 90.000 € al mese. La forza lavoro in meno di sei mesi è pronta a passare da 15 unità a 25.
A pochi giorni dall’apertura del secondo ristorante, in Porta Romana a Milano, lo stesso team che ha creato “Pane e Salame” e varato i primi locali del capoluogo meneghino, sta preparandosi a portare il progetto oltre i confini nazionali, sfruttando l’interesse dimostrato verso il format da investitori operanti sui mercati di Londra e Tokyo.
Noemi, i cronisti di sinistra, il tycoon Rupert Murdoch, El Pais e la trappola contro Berlusconi
Guai a dire che esiste un complotto teso a defenestrare un premier eletto democraticamente dagli italiani. Chiunque osi sussurrarlo viene fatto passare per il solito imbecille credulone (ma non sono forse tutti imbecilli creduloni gli italiani che, lobotomizzati davanti alla tv spazzatura, hanno votato per Berlusconi in tutti questi anni?)…
Io sono convinto che questo attacco a Silvio Berlusconi, orchestrato a suon di gossip dalla stampa, non vada affatto minimizzato. Siamo di fronte ad un caso analogo a quello del 1994, quando – con un avviso di garanzia recapitato dalle colonne del Corriere della sera a un Berlusconi impegnato a presiedere il summit dell’Onu sulla criminalità – la magistratura riuscì ad abbattere un governo eletto democraticamente.
Dopo le successive vittorie del centrodestra, la magistratura non riuscì a compiere nuovamente il miracolo. La sinistra si trovò con i coltelli spuntati a doversi confrontare solo sul piano politico… e subì una serie di dure sconfitte.
Oggi siamo di fronte allo stesso scenario del 1994. I nemici di Berlusconi si sono però ingegnati ed hanno deciso di non ricorrere più alla via giudiziaria, ma allo screditamento privato, applicando le regole del gossip per la demolizione dell’avversario politico.
E in questa azione la stampa di sinistra ha trovato preziosi alleati. Il tycoon Rupert Murdoch, proprietario dei media di mezzo mondo e da sempre nemico di Berlusconi, che con i suoi giornali tenta di screditarlo all’estero. Il quotidiano spagnolo El Pais, grazie al quale – alla vigilia del voto – si è potuto costruire un caso intorno ad una serie di foto private, che nella loro innocenza non dimostrano assolutamente nulla se non che il piano era orchestrato da tempo, e che sul campo le milizie anti-Cav sono ben organizzate. Veronica Lario, che si è prestata (dopo le prove generali durante le precedenti due tornate elettorali) ad innescare la bomba.
E infine arriviamo a Noemi Letizia e alle storie raccontate dall’ex fidanzato, ritenuto teste credibilissimo da parte dei giornali di sinistra, che però ben si sono guardati dal riferire che il ragazzino per bene è in realtà stato condannato a un anno e due mesi per rapina, e in un’intervista ha ammesso di essere stato usato.
La trappola contro Silvio Berlusconi, e contro la maggioranza degli italiani che lo ha democraticamente incaricato di governare il Paese, è scattata. Indipendentemente da come finiranno le elezioni europee ed amministrative, il Cav è esposto ad un fuoco pesante che punta a renderlo impresentabile, a ridicolizzarlo, a renderlo vulnerabile agli occhi della comunità internazionale. Ecco perché è sbagliato minimizzare: questo attacco è soltanto l’inizio di un’azione che continuerà nei prossimi mesi, a suon di pseudo-scoop e finte notizie, fino a che il dubbio non si sarà insinuato…














