Stai sfogliando gli articoli di questo archvio - Nicola Bellotti 5.0 - per il periodo maggio, 2010.

Archive for maggio, 2010

Steve Jobs ha ragione dicendo che gli utenti non devono per forza acquistare il suo iPad, e che i programmatori non devono per forza sviluppare e pubblicare per i suoi dispositivi. Lui fa quello che gli pare e il mondo, che in questo momento pende dalle sue labbra, è libro di condividere o meno la sua filosofia. Tuttavia…

La Apple è un’icona. E’ un’azienda che per anni ha combattuto contro colossi dell’informatica, immettendo sul mercato dispositivi rivoluzionari. Con i suoi Mac ha contribuito a migliorare il lavoro di artisti, grafici, musicisti, videomaker. Con l’Ipod ha cambiato il mondo della musica. Con l’iPhone ha stravolto il mercato della telefonia mobile.

Lo spot dell’iPad, infatti, presenta questo nuovo gioiellino come una vera rivoluzione. In termini di marketing, gli uomini di Steve Jobs hanno voluto affermare un concetto importante usando questa parola: ”rivoluzione”. Un concetto che è stato recepito e duramente criticato da Ryan Tate, editorialista e blogger di Valleywag.

”Se Bob Dylan fosse giovane oggi – ha domandato Ryan Tate a Steve Jobs – cosa penserebbe della sua azienda?”. Il cantautore americano non riuscirebbe ad associare la parola iPad con la parola rivoluzione, dal momento che ”le rivoluzioni sono legate al concetto di libertà”.

Il CEO della Mela, colpito duramente dalla domanda del blogger, ha risposto che ogni utente di iPad sarà libero: ”…da programmi che rubano i dati personali della gente. Dai programmi che uccidono la durata delle batterie. Dalla pornografia”.

Ne è nato un dibattito davvero interessante, in cui Ryan Tate ha accusato la Apple di avere imposto un vero e proprio regime, decidendo cosa includere o meno nei propri dispositivi, limitando di fatto la libertà degli utenti. Inoltre l’editorialista di Valleywag ha accusato Steve Jobs di avere messo in atto una sorta di vendetta personale nei confronti di Adobe, per esempio impedendo l’uso di Flash su iPad e iPhone.

Quanto alla pornografia, Ryan Tate ha risposto: ”io non voglio la libertà dalla pornografia. La pornografia va benissimo. E credo che mia moglie approverebbe”. La Apple vuole imporre al mondo ”una moralità sul porno, sui segreti industriali, sull’integrità tecnologica nel senso più deviato del termine”.

Insomma, pare proprio che Apple – secondo una parte della comunità dei bloggers americani esperti in high-tech – si stia proprio Microsoftizzando.

Io non sono mai stato anti-Microsoft e oggi non sono certo anti-Apple; sulla scrivania ho un PC (con Windows XP) e un iMac. Adoro il mio iPod e trovo che il mio iPad sia un gadget divertente, anche se condivido al 100% il pensiero di Ryan Tate riguardo la libertà di usare quello che mi pare. Circa il 75% dei siti web del mondo hanno almeno un banner in tecnologia Flash, che io – con il mio iPad – non posso vedere.

E’ un po’ come usare Google in Cina…

Torno sull’argomento iPad visto il gran numero di lettori che mi ha sollecitato una recensione. Il nuovo dispositivo della Mela e’ uno degli oggetti piu’ attesi del 2010, anche grazie ad una campagna marketing davvero efficace, che ha saputo sfruttare il successo planetario dell’iPhone per creare una forte aspettativa. Dopo averlo usato per circa una settimana devo dire che sono un po’ deluso. Certo sapevo che avrei avuto in mano un hardware limitato, ma rifiutavo di credere che l’ipad fosse solo un giocattolo costoso per amanti dell’hi-tech.

Ho provato ad usarlo per lavoro ed e’ stato un vero disastro. Safari e’ un browser pieno di limitazioni, a tal punto da rendere la vita impossibile a chi ha la necessita’, per esempio, di scaricare un Pdf per consultarlo in un secondo momento. Scrivere questo editoriale, usando il backend di PiacenzaNigt.com, e’ possibile, ma non mi e’ concesso di caricare foto, dal momento che il pulsante “sfoglia” e’ disabilitato. Non parliamo del gargantuesco disagio provocato dall’assenza di Flash. Il plugin della Adobe che tanto infastidisce il signor Jobs, e’ presente in oltre il 75% dei siti web, e molti siti con cui ho a che far per lavoro quotidianamente non possono essere navigati. Altro tasto dolente.

Non esiste ancora iBooks per gli utenti italiani, per cui sono riuscito a verificare solo il funzionamento di Kindle di Amazon, che non e’ certo il massimo in termini di appeal. Ci sono anche molte Apps divertenti, videogame intriganti, tools utili, e immagino che presto saranno disponibili strumenti in grado di migliorare le prestazioni di Safari & co. Leggere le email in push e’ comodissimo, sfogliare le mappe e’ semplice e intuitivo, l’accesso ai video di Youtube e’ tanto elementare da risultare automatico a mia figlia che ha 15 mesi. Ma serviva davvero l’ipad per fare le cose che già‘ faceva l’iPhone? Insomma, l’iPad e’ un gadget divertente, un giocattolo sofisticato, ma non e’ assolutamente uno strumento di lavoro in grado di sostituire il notebook o il netbook.

Ragazzi, diciamocelo… se non hai un tuo sex tape in giro per il web non sei nessuno. Quello che una volta poteva essere considerato uno scandalo (in grado di rovinare una carriera) oggi è un trampolino di lancio per aspiranti star, veline, velone e per meteore speranzose di poter tornare a brillare.

Tutto è cominciato con Pamela Anderson, la diva di Baywatch, che si era lasciata rubare il filmetto porno amatoriale girato con il marito Tommy Lee in luna di miele. La fama di Pam è cresciuta esponenzialmente, scatenando l’invidia di mezza Hollywood. ”Se l’ha fatto Pam, posso farlo anch’io,” deve aver pensato l’altra bagnina Gena Lee Nolin, che con il suo sex tape non è riuscita a bissare il successo della prosperosa playmate.

Il re di tutti i celebrity sex tapes resta, comunque, ”One Night in Paris”, il capolavoro di Paris Hilton. L’affascinante ereditiera di casa Hilton, dopo avere tentato in un primo momento di censurare il video, ha pensato di cavalcarlo, cambiando il suo status da ”perfetta sconosciuta” a ”diva interplanetaria”.

L’ondata di filmetti amatoriali, a questo punto, si è schiantata sulla rete. Le vittime illustre sono state in primo luogo l’attore Colin Farrell (ripreso mentre faceva sesso con la modella Nicole Narain), l’ereditiera Kim Kardashian (protagonista di un film hard girato con l’amante Ray-J), e a seguire l’immancabile Lindsay Lohan (insieme a Calum Best, figlio del più noto George).

La moda degli ‘’scandali a luci rosse” ha coinvolto anche alcune star sulla cresta dell’onda. La cantante Rihanna, per esempio, non è riuscita ad impedire che alcuni scatti osè facessero il giro del mondo, così come la nuotatrice francese Laure Manaudou, le cui foto erano talmente esplicite da poter scandalizzare un attore porno, e ancora l’attrice Leighton Meester (reginetta di Gossip Girl) impegnata in alcuni giochi erotici con l’ex fidanzato.

Esistono poi i sex tape misteriosi, quelli di cui si parla molto, ma senza alcuna prova. Alcune voci vorrebbero la superstar Madonna fervente protagonista di un video hard con Alex Rodriguez; la sua collega Britney Spears sarebbe invece protagonista di un film hard girato con l’ex marito, così come l’attrice Sandra Bullock (che fino ad ora è riuscita ad evitare che le immagini facessero il giro del mondo).

Non si sa quale interesse possa destare il sex tape della playmate Kendra Wilkinson, visto che nemmeno un piccolo dettaglio del suo corpo è oggetto di mistero. Infatti la coniglietta, ex fidanzata di Hugh Hefner, si è vista, rivista e stravista nuda in tutte le salse.

E arriviamo finalmente ai giorni nostri e alla notizia dell’esistenza di un sex tape girato da Belen Rodriguez quando era ancora minorenne, insieme al modello argentino Tobias Blanco. Riuscirà Fabrizio Corona a impedire che le immagini hard dell’ex naufraga arrivino in rete?