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Archive for luglio, 2010
Mondiali 2010 in sintesi: Sudafrica, Spagna, polpo Paul, vuvuzela, Waka Waka, Mandela, Ubuntu
Si sono chiusi i primi campionati mondiali di calcio ospitati da un Paese africano, con la vittoria della nazionale spagnola. Ma questa festa dello sport verrà ricordata e passerà alla storia anche per una serie di cose che con il calcio non hanno nulla a che vedere.
Cominciamo con il mitico polpo Paul, capace di centrare 8 pronostici su 8, dall’ascesa al declino della Germania, concludendo la propria attività di indovino azzeccando pure il match che ha coronato la Spagna campione del mondo.
E che dire del tormentone “Waka Waka” che ha permesso a Shakira di superare il milione di copie vendute in tutto il mondo (compresi gli USA che snobbano da sempre il “soccer”)? Di certo si tratta di un brano orecchiabile e ben costruito, che è piaciuto subito e continua a girare in radio anche dopo la cerimonia di chiusura.
Per non parlare, poi, delle insopportabili vuvuzela, quelle malefiche trombette che hanno sbriciolato i nostri timpani, quelli dei giocatori, dei commentatori, e che – molto probabilmente – faranno felici i produttori di protesi per l’udito.
Questi mondiali sono stati importantissimi per il Sudafrica e per tutto il continente nero. Tra i successi di questo evento mi permetto di evidenziare la diffusione planetaria del concetto di ubuntu. Come spiegato anche da Nelson Mandela, presente alle carimonia di chiusura, il termine “ubuntu” è un concetto, una filosofia di vita che esorta a sostenersi e aiutarsi reciprocamente, a prendere coscienza non solo dei propri diritti, ma anche dei propri doveri, poiché è una spinta ideale verso l’umanità intera, un desiderio di pace.
Se esiste qualcosa di più bello del vedere realizzati i propri sogni, è aiutare un amico a conquistare i suoi traguardi
L’altra notte sono andato a dormire tardi. Ho imprecato contro il condizionatore rotto e mi sono infilato a letto, solo. Osservavo le ombre muoversi sul soffitto, in una danza che diventava sempre più ipnotica ad ogni auto che illuminava la strada fuori dalla mia finestra. Avevo la fronte madida di sudore, e tiepide gocce salate mi solcavano il viso, schiantandosi sul cuscino ormai fradicio. Provavo un senso di struggente nostalgia, quella stessa sensazione che milioni di altri padri e mariti devono avere assaporato lasciando la famiglia al mare per tornare soli in città a lavorare.
Ormai vittima di questa forma di insonnia imputabile al caldo, ho acceso l’iPad e ho iniziato a fare zapping su YouTube, passando da un video comico ad una pillola cinematografica, approdando infine, in modo assolutamente casuale, ad un filmato che vorrei condividere con voi.
Si trattava, come avrete notato, del video realizzato per diffondere il brano “Non ho più tempo” degli ET3, un duo di giovani rapper piacentini a me molto caro.
Mentre mi rigiravo nel letto, scaraventando lenzuola e cuscini ormai fradici sul pavimento, mi sono ripromesso di citare questi artisti, Valerio Del Fine e Marco Premoli (in arte Delfo e Prez), in un mio editoriale, sperando che rimbalzi in rete a più non posso.
Se esiste qualcosa di più bello del vedere realizzati i propri sogni, è aiutare un amico (che ha talento e se lo merita) a conquistare i suoi traguardi.













