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	<title>Nicola Bellotti 5.0 &#187; Editoriali su Piacenza Night</title>
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	<description>Strategia e creativita. Fotografia. Romanzi fantasy. Editoriali ed opinioni.</description>
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		<title>Se esiste qualcosa di più bello del vedere realizzati i propri sogni, è aiutare un amico a conquistare i suoi traguardi</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 18:55:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Bellotti</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;altra notte sono andato a dormire tardi. Ho imprecato contro il condizionatore rotto e mi sono infilato a letto, solo. Osservavo le ombre muoversi sul soffitto, in una danza che diventava sempre più ipnotica ad ogni auto che illuminava la strada fuori dalla mia finestra. Avevo la fronte madida di sudore, e tiepide gocce salate mi solcavano il viso, schiantandosi sul cuscino ormai fradicio. Provavo un senso di struggente nostalgia, quella stessa sensazione che milioni di altri padri e mariti devono avere assaporato lasciando la famiglia al mare per tornare soli in città a lavorare.</p>
<p>Ormai vittima di questa forma di insonnia imputabile al caldo, ho acceso l&#8217;iPad e ho iniziato a fare zapping su YouTube, passando da un video comico ad una pillola cinematografica, approdando infine, in modo assolutamente casuale, ad un filmato che vorrei condividere con voi.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="320" height="267" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/2-PNnBFSazg&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="320" height="267" src="http://www.youtube.com/v/2-PNnBFSazg&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Si trattava, come avrete notato, del video realizzato per diffondere il brano &#8220;Non ho più tempo&#8221; degli ET3, un duo di giovani rapper piacentini a me molto caro.</p>
<p>Mentre mi rigiravo nel letto, scaraventando lenzuola e cuscini ormai fradici sul pavimento, mi sono ripromesso di citare questi artisti, Valerio Del Fine e Marco Premoli (in arte Delfo e Prez), in un mio editoriale, sperando che rimbalzi in rete a più non posso.</p>
<p>Se esiste qualcosa di più bello del vedere realizzati i propri sogni, è aiutare un amico (che ha talento e se lo merita) a conquistare i suoi traguardi.</p>
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		<title>Povera Italia. I pensieri di uno che di calcio se ne intende, ma solo una volta ogni 4 anni</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 15:35:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Bellotti</dc:creator>
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		<category><![CDATA[calcio]]></category>
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		<description><![CDATA[Il calcio non è un brutto sport. Da vedere in tv è  uno dei più avvincenti, insieme al biliardo e al curling. Lo dice uno  che di calcio se ne intende, ma solo una volta ogni 4 anni.
Si, lo ammetto, faccio parte di quella tribù che si pittura la faccia  una volta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span>Il calcio non è un brutto sport. Da vedere in tv è  uno dei più avvincenti, insieme al biliardo e al curling. Lo dice uno  che di calcio se ne intende, ma solo una volta ogni 4 anni.</p>
<p>Si, lo ammetto, faccio parte di quella tribù che si pittura la faccia  una volta ogni 4 anni, per tifare con tutto il cuore per gli Azzurri,  per gufare la Francia e per sparare frasi d&#8217;effetto la mattina al bar,  tipo: &#8220;il calcio ormai è monopolio sudamericano&#8221;, oppure &#8220;io avrei messo  in campo Tizio o Caio, non Sempronio&#8221;, ecc.</p>
<p>Non posso nemmeno definirmi un tifoso della domenica, perchè la domenica  faccio tutto tranne che seguire il campionato.</p>
<p>Però sono qui, sul divano di casa, arrivato di corsa tra un appuntamento  di lavoro e l&#8217;altro, per sperare di vedere l&#8217;Italia ribaltare un  risultato negativo&#8230; Siamo 2 a 1 per la Slovacchia, e le speranze sono  ridotte all&#8217;osso.</p>
<p>Il commento sulla Rai è più fastidioso dell&#8217;orticaria. Un tono lamentoso  costante che ti fa pensare &#8220;che palle&#8221; ogni 10 secondi.</p>
<p>Diavolo! L&#8217;Italia ha segnato&#8230; Ma era fuorigioco&#8230;</p>
<p>Un cliente mi chiama e mi tiene al telefono ma non riesco a capire cosa  dice&#8230; Difficile guardare la partita, scrivere questo post e parlare al  telefono.</p>
<p>Bon. Hanno segnato il terzo gol. Siamo fuori dai Mondiali. Ah, no,  aspetta&#8230; L&#8217;Italia ha segnato, giusto per farmi stare in ansia gli  ultimi 4 minuti di recupero.</p>
<p>Meglio tornare in ufficio, va&#8230;</span></p>
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		<title>Intercettazioni. Meglio la &#8220;legge-bavaglio&#8221; del far west</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Jun 2010 14:14:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Bellotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali su Piacenza Night]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Rutelli]]></category>
		<category><![CDATA[Pd]]></category>
		<category><![CDATA[Romano Prodi]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>

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		<description><![CDATA[Pur avendo scritto nella mia vita almeno 5.000  articoli pubblicati su riviste specializzate, testate giornalistiche,  quotidiani e soprattutto su PiacenzaNight.com, premetto che non sono un  giornalista. Un po&#8217; per pigrizia, un po&#8217; perché il mio mestiere è un  altro, non ho mai mandato all&#8217;Ordine di Bologna i miei pezzi (stampati e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span>Pur avendo scritto nella mia vita almeno 5.000  articoli pubblicati su riviste specializzate, testate giornalistiche,  quotidiani e soprattutto su PiacenzaNight.com, premetto che non sono un  giornalista. Un po&#8217; per pigrizia, un po&#8217; perché il mio mestiere è un  altro, non ho mai mandato all&#8217;Ordine di Bologna i miei pezzi (stampati e  raccolti diligentemente già da anni) per ottenere il patentino.</span></p>
<p>Ho il massimo rispetto per la categoria dei giornalisti, ma trovo che  &#8220;La Repubblica&#8221; e i politici allineati a sinistra stiano esagerando  gridando al golpe, dimostrando una volta di più quanto in questo Paese  sia tragicamente impossibile dialogare. Basti pensare che solo pochi  anni fa una riforma ancora più restrittiva, proposta dal Governo Prodi,  era stata descritta come &#8220;necessaria&#8221;.</p>
<p>Ricordate il ddl Mastella? Fu votato da tutti senza battere ciglio,  dagli stessi politici che oggi &#8211; sostenuti dai giornalisti &#8211; gridano  alla morte delle libertà civili.</p>
<p>Il decreto sulle intercettazioni potrà non essere la panacea di ogni  male. In un clima così teso, è possibile &#8211; anzi, probabile &#8211; che il  testo sia imperfetto e migliorabile. Tuttavia ritengo che anche un testo  imperfetto e antipatico sia meglio del far west in cui ci troviamo.</p>
<p>Ripensiamo a come siamo arrivati a questa cd. &#8220;legge bavaglio&#8221;. In  questi anni abbiamo asistito a centinaia di sputtanamenti mediatici che  hanno rovinato la vita a persone risultate poi innocenti nelle aule di  Tribunale. E si, perché interi fascicoli di indagine, intercettazioni e  indiscrezioni varie finivano sulle prime pagine dei giornali, solo allo  scopo di condizionare l&#8217;opinione pubblica e arrivare ad una condanna di  piazza, senza bisogno che la legge facesse il proprio corso.</p>
<p>La Legge (quella con la &#8220;L&#8221; maiuscola) è stata pensata e scritta per  proteggere ogni imputato, fino a che non siano dimostrate in modo  convincente le sue colpe. In uno stato garantista come l&#8217;Italia, gli  imputati sono innocenti fino a prova contraria. Dall&#8217;antica Roma fino a  l&#8217;altro ieri, questo principio è stato il pilastro sul quale poggiava  l&#8217;intero sistema giudiziario.</p>
<p>Poi alcuni giornali hanno deciso di sostituirsi ai Tribunali (e ai  politici, i quali pensano di avere il controllo di questo mostro, ma non  sono altro che pedine inconsapevoli), e tutto ha preso una piega  diversa.</p>
<p>Questa &#8220;legge-bavaglio&#8221; dice una cosa importante: <em>è fatto divieto di  pubblicazione, anche parziale, di tutti gli atti fino alla conclusione  delle indagini</em>. E&#8217; un sacrosanto diritto di ogni imputato, innocente  fino a prova contraria! Ed è un diritto che dovrebbe, in uno stato  civile e garantista, essere più importante del diritto del giornalista  di scrivere ciò che gli pare e piace.</p>
<p>Oggi l&#8217;opposizione grida allo scandalo. Ma leggendo il programma del  Partito Democratico (benedetto e osannato da &#8220;La Reppubblica&#8221; &amp;  Co.), alla voce &#8220;Giustizia&#8221; troviamo un imperativo: &#8220;il divieto assoluto  di pubblicazione di tutta la documentazione relativa alle  intercettazioni &#8211; si legge &#8211; serve a tutelare i diritti fondamentali del  cittadino. È necessario ridurre drasticamente il numero dei centri di  ascolto e determinare sanzioni penali e amministrative molto più severe  delle attuali&#8221;. Infatti, il vice-premier del Governo Prodi, Francesco  Rutelli, ha dichiarato un paio d&#8217;anni fa: &#8220;La magistratura indaghi pure,  faccia le intercettazioni, però finché non c&#8217;è una verità non sbattiamo  sui giornali delle persone che si trovano prima ricattate e poi  svergognate&#8221;.</p>
<p>Avranno cambiato idea? Chissà&#8230; a me sembra che come al solito in  Italia si affrontino temi delicatissimi, che condizionano e  condizioneranno la vita della gente, con la stessa leggerezza e la  stessa arroganza di quegli ubriaconi che il lunedì mattina commentano le  partite al bar.</p>
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		<title>Steve Jobs sfidato da Ryan Tate sul concetto di libertà. Navigare senza Flash è un po&#8217; come usare Google in Cina</title>
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		<pubDate>Tue, 18 May 2010 09:45:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Bellotti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Steve Jobs ha ragione dicendo che gli utenti non  devono per forza acquistare il suo iPad, e che i programmatori non  devono per forza sviluppare e pubblicare per i suoi dispositivi. Lui fa  quello che gli pare e il mondo, che in questo momento pende dalle sue  labbra, è libro di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span>Steve Jobs ha ragione dicendo che gli utenti non  devono per forza acquistare il suo iPad, e che i programmatori non  devono per forza sviluppare e pubblicare per i suoi dispositivi. Lui fa  quello che gli pare e il mondo, che in questo momento pende dalle sue  labbra, è libro di condividere o meno la sua filosofia. Tuttavia&#8230;</p>
<p>La Apple è un&#8217;icona. E&#8217; un&#8217;azienda che per anni ha combattuto contro  colossi dell&#8217;informatica, immettendo sul mercato dispositivi  rivoluzionari. Con i suoi Mac ha contribuito a migliorare il lavoro di  artisti, grafici, musicisti, videomaker. Con l&#8217;Ipod ha cambiato il mondo  della musica. Con l&#8217;iPhone ha stravolto il mercato della telefonia  mobile.</p>
<p>Lo spot dell&#8217;iPad, infatti, presenta questo nuovo gioiellino come una  vera rivoluzione. In termini di marketing, gli uomini di Steve Jobs  hanno voluto affermare un concetto importante usando questa parola:  &#8221;rivoluzione&#8221;. Un concetto che è stato recepito e duramente criticato  da <strong>Ryan Tate</strong>, editorialista e blogger di <em>Valleywag</em>.</p>
<p>&#8221;Se Bob Dylan fosse giovane oggi &#8211; ha domandato Ryan Tate a Steve Jobs &#8211;  cosa penserebbe della sua azienda?&#8221;. Il cantautore americano non  riuscirebbe ad associare la parola iPad con la parola rivoluzione, dal  momento che &#8221;le rivoluzioni sono legate al concetto di libertà&#8221;.</p>
<p>Il CEO della Mela, colpito duramente dalla domanda del blogger, ha  risposto che ogni utente di iPad sarà libero: &#8221;&#8230;da programmi che  rubano i dati personali della gente. Dai programmi che uccidono la  durata delle batterie. Dalla pornografia&#8221;.</p>
<p>Ne è nato un dibattito davvero interessante, in cui Ryan Tate ha  accusato la Apple di avere imposto un vero e proprio regime, decidendo  cosa includere o meno nei propri dispositivi, limitando di fatto la  libertà degli utenti. Inoltre l&#8217;editorialista di Valleywag ha accusato  Steve Jobs di avere messo in atto una sorta di vendetta personale nei  confronti di Adobe, per esempio impedendo l&#8217;uso di Flash su iPad e  iPhone.</p>
<p>Quanto alla pornografia, Ryan Tate ha risposto: &#8221;io non voglio la  libertà dalla pornografia. La pornografia va benissimo. E credo che mia  moglie approverebbe&#8221;. La Apple vuole imporre al mondo &#8221;una moralità  sul porno, sui segreti industriali, sull&#8217;integrità tecnologica nel senso  più deviato del termine&#8221;.</p>
<p>Insomma, pare proprio che Apple &#8211; secondo una parte della comunità dei  bloggers americani esperti in high-tech &#8211; si stia proprio  Microsoftizzando.</p>
<p>Io non sono mai stato anti-Microsoft e oggi non sono certo anti-Apple;  sulla scrivania ho un PC (con Windows XP) e un iMac. Adoro il mio iPod e  trovo che il mio iPad sia un gadget divertente, anche se condivido al  100% il pensiero di Ryan Tate riguardo la libertà di usare quello che mi  pare. Circa il 75% dei siti web del mondo hanno almeno un banner in  tecnologia Flash, che io &#8211; con il mio iPad &#8211; non posso vedere.</p>
<p>E&#8217; un po&#8217; come usare Google in Cina&#8230;</span></p>
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		<title>iPad, la recensione. Un giocattolo divertente che delude sul lavoro</title>
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		<pubDate>Sat, 15 May 2010 13:37:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Bellotti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Torno sull&#8217;argomento iPad visto il gran numero di lettori che mi ha sollecitato una recensione. Il nuovo dispositivo della Mela e&#8217; uno degli oggetti piu&#8217; attesi del 2010, anche grazie ad una campagna marketing davvero efficace, che ha saputo sfruttare il successo planetario dell&#8217;iPhone per creare una forte aspettativa.  Dopo averlo usato per circa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Torno sull&#8217;argomento iPad visto il gran numero di lettori che mi ha sollecitato una recensione. Il nuovo dispositivo della Mela e&#8217; uno degli oggetti piu&#8217; attesi del 2010, anche grazie ad una campagna marketing davvero efficace, che ha saputo sfruttare il successo planetario dell&#8217;iPhone per creare una forte aspettativa.  Dopo averlo usato per circa una settimana devo dire che sono un po&#8217; deluso. Certo sapevo che avrei avuto in mano un hardware limitato, ma rifiutavo di credere che l&#8217;ipad fosse solo un giocattolo costoso per amanti dell&#8217;hi-tech.</p>
<p>Ho provato ad usarlo per lavoro ed e&#8217; stato un vero disastro. Safari e&#8217; un browser pieno di limitazioni, a tal punto da rendere la vita impossibile a chi ha la necessita&#8217;, per esempio, di scaricare un Pdf per consultarlo in un secondo momento. Scrivere questo editoriale, usando il backend di PiacenzaNigt.com, e&#8217; possibile, ma non mi e&#8217; concesso di caricare foto, dal momento che il pulsante &#8220;sfoglia&#8221; e&#8217; disabilitato.  Non parliamo del gargantuesco disagio provocato dall&#8217;assenza di Flash. Il plugin della Adobe che tanto infastidisce il signor Jobs, e&#8217; presente in oltre il 75% dei siti web, e molti siti con cui ho a che far per lavoro quotidianamente non possono essere navigati.  Altro tasto dolente.</p>
<p>Non esiste ancora iBooks per gli utenti italiani, per cui sono riuscito a verificare solo il funzionamento di Kindle di Amazon, che non e&#8217; certo il massimo in termini di appeal.  Ci sono anche molte Apps divertenti, videogame intriganti, tools utili, e immagino che presto saranno disponibili strumenti in grado di migliorare le prestazioni di Safari &amp; co. Leggere le email in push e&#8217; comodissimo, sfogliare le mappe e&#8217; semplice e intuitivo, l&#8217;accesso ai video di Youtube e&#8217; tanto elementare da risultare automatico a mia figlia che ha 15 mesi. Ma serviva davvero l&#8217;ipad per fare le cose che già&#8216; faceva l&#8217;iPhone?  Insomma, l&#8217;iPad e&#8217; un gadget divertente, un giocattolo sofisticato, ma non e&#8217; assolutamente uno strumento di lavoro in grado di sostituire il notebook o il netbook.</p>
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		<title>Se non hai un sex tape non sei nessuno. La storia da Pam Anderson a Belen Rodriguez</title>
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		<pubDate>Fri, 14 May 2010 09:24:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Bellotti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ragazzi, diciamocelo&#8230; se non hai un tuo sex tape in giro per il web non sei nessuno. Quello che una volta poteva essere considerato uno scandalo (in grado di rovinare una carriera) oggi è un trampolino di lancio per aspiranti star, veline, velone e per meteore speranzose di poter tornare a brillare.
Tutto è cominciato con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ragazzi, diciamocelo&#8230; se non hai un tuo sex tape in giro per il web non sei nessuno. Quello che una volta poteva essere considerato uno scandalo (in grado di rovinare una carriera) oggi è un trampolino di lancio per aspiranti star, veline, velone e per meteore speranzose di poter tornare a brillare.</p>
<p>Tutto è cominciato con Pamela Anderson, la diva di Baywatch, che si era lasciata rubare il filmetto porno amatoriale girato con il marito Tommy Lee in luna di miele. La fama di Pam è cresciuta esponenzialmente, scatenando l&#8217;invidia di mezza Hollywood. &#8221;Se l&#8217;ha fatto Pam, posso farlo anch&#8217;io,&#8221; deve aver pensato l&#8217;altra bagnina Gena Lee Nolin, che con il suo sex tape non è riuscita a bissare il successo della prosperosa playmate.</p>
<p>Il re di tutti i celebrity sex tapes resta, comunque, &#8221;One Night in Paris&#8221;, il capolavoro di Paris Hilton. L&#8217;affascinante ereditiera di casa Hilton, dopo avere tentato in un primo momento di censurare il video, ha pensato di cavalcarlo, cambiando il suo status da &#8221;perfetta sconosciuta&#8221; a &#8221;diva interplanetaria&#8221;.</p>
<p>L&#8217;ondata di filmetti amatoriali, a questo punto, si è schiantata sulla rete. Le vittime illustre sono state in primo luogo l&#8217;attore Colin Farrell (ripreso mentre faceva sesso con la modella Nicole Narain), l&#8217;ereditiera Kim Kardashian (protagonista di un film hard girato con l&#8217;amante Ray-J), e a seguire l&#8217;immancabile Lindsay Lohan (insieme a Calum Best, figlio del più noto George).</p>
<p>La moda degli &#8216;&#8217;scandali a luci rosse&#8221; ha coinvolto anche alcune star sulla cresta dell&#8217;onda. La cantante Rihanna, per esempio, non è riuscita ad impedire che alcuni scatti osè facessero il giro del mondo, così come la nuotatrice francese Laure Manaudou, le cui foto erano talmente esplicite da poter scandalizzare un attore porno, e ancora l&#8217;attrice Leighton Meester (reginetta di Gossip Girl) impegnata in alcuni giochi erotici con l&#8217;ex fidanzato.</p>
<p>Esistono poi i sex tape misteriosi, quelli di cui si parla molto, ma senza alcuna prova. Alcune voci vorrebbero la superstar Madonna fervente protagonista di un video hard con Alex Rodriguez; la sua collega Britney Spears sarebbe invece protagonista di un film hard girato con l&#8217;ex marito, così come l&#8217;attrice Sandra Bullock (che fino ad ora è riuscita ad evitare che le immagini facessero il giro del mondo).</p>
<p>Non si sa quale interesse possa destare il sex tape della playmate Kendra Wilkinson, visto che nemmeno un piccolo dettaglio del suo corpo è oggetto di mistero. Infatti la coniglietta, ex fidanzata di Hugh Hefner, si è vista, rivista e stravista nuda in tutte le salse.</p>
<p>E arriviamo finalmente ai giorni nostri e alla notizia dell&#8217;esistenza di un sex tape girato da Belen Rodriguez quando era ancora minorenne, insieme al modello argentino Tobias Blanco. Riuscirà Fabrizio Corona a impedire che le immagini hard dell&#8217;ex naufraga arrivino in rete?</p>
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		<title>Fini ha voluto fare la conta e si è trovato solo, con il classico cerino in mano</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 08:28:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Bellotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali su Piacenza Night]]></category>
		<category><![CDATA[Gianfranco Fini]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo D'Alema]]></category>
		<category><![CDATA[Pdl]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>

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		<description><![CDATA[Gianfranco Fini è uno degli ultimi esemplari di  &#8221;uomo politico&#8221;. Al pari di Massimo D&#8217;Alema, ha una grande  preparazione e una invidiabile capacità dialettica, ma diversamente dal  suo avversario ha saputo tenere insieme un partito per decenni,  stringendo saldamente in mano le redini (e il frustino). Con la  confluenza di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;">Gianfranco Fini è uno degli ultimi esemplari di  &#8221;uomo politico&#8221;. Al pari di Massimo D&#8217;Alema, ha una grande  preparazione e una invidiabile capacità dialettica, ma diversamente dal  suo avversario ha saputo tenere insieme un partito per decenni,  stringendo saldamente in mano le redini (e il frustino). Con la  confluenza di An nel Pdl, però, ha dovuto accettare di non essere più il  capo. Un gradino più in alto di lui, sul trono, ha accettato di far  sedere il suo storico alleato Silvio Berlusconi. Temporaneamente&#8230;</span></p>
<p>Dopo la vittoria alle elezioni politiche, scegliendo il ruolo  istituzionale di Presidente della Camera dei deputati, Fini si è dovuto  inventare ogni tanto qualche polemica per conquistare le pagine dei  giornali. Lui, da vero uomo politico, sa che &#8211; per continuare a contare &#8211;  un leader non può rinunciare ad &#8221;esistere&#8221;.</p>
<p>Tutti sanno che Gianfranco Fini e i suoi fedelissimi si aspettavano una  disfatta per il Pdl alle recenti elezioni regionali. Con un risultato  negativo avrebbero potuto rimescolare le carte, puntando alla  leadership, ma soprattutto a conquistare qualche poltrona in più. E&#8217;  evidente, infatti, che la battaglia interna al Pdl non riguarda ideali,  valori e programmi, ma semplicemente poltrone e potere.</p>
<p>Ai tempi della fusione, Berlusconi e Fini si erano accordati di  dividersi i posti chiave in modo proporzionato: 70 a 30. Ma il 30% di  finiani, negli anni, si è avvicinato un po&#8217; troppo al Cavaliere.</p>
<p>In ogni caso, il Pdl e la Lega Nord hanno stravinto le regionali, e il  piano dei secessionisti è andato in malora. A questo punto, immagino, a  Fini devono essere saltati i nervi. Come ogni cavallo di razza non ci  sta a rimanere troppo a lungo nei box. Così, di scaramuccia in  scaramuccia, siamo arrivati allo scontro in diretta con il premier  Berlusconi e alla fatidica conta.</p>
<p>Ecco l&#8217;errore madornale che non mi sarei mai aspettato da un politico  come Fini. Una delle regole cardine della politica italiana è &#8221;non  andare mai alla conta se non si ha la certezza di vincere&#8221;. Si è visto  come è andata a finire. Gli ex generali di An, dal momento che la loro  sopravvivenza politica non è più stata legata alle redini e al frustino  di Re Gianfranco, gli hanno preferito Berlusconi.</p>
<p>Quando lui ha chiesto un sostegno per andare contro il Premier, si è  ritrovato solo&#8230; con il classico cerino in mano.</p>
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		<title>Afghanistan. Il peccato originale di Emergency e di Gino Strada</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 07:53:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Bellotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali su Piacenza Night]]></category>
		<category><![CDATA[Afghanistan]]></category>
		<category><![CDATA[Daoud Ahmadi]]></category>
		<category><![CDATA[Emergency]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Frattini]]></category>
		<category><![CDATA[Gino Strada]]></category>
		<category><![CDATA[Quetta Shura]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>

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		<description><![CDATA[Nessuno mette in discussione il lavoro di medici e  volontari che fanno capo ad Emergency. Questa premessa è doverosa  andando a trattare un argomento così delicato, e soprattutto  apprestandomi a criticare Gino Strada e il suo atteggiamento a mio  avviso sempre meno opportuno.
In Afghanistan sono stati arrestati tre medici italiani, accusati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;">Nessuno mette in discussione il lavoro di medici e  volontari che fanno capo ad Emergency. Questa premessa è doverosa  andando a trattare un argomento così delicato, e soprattutto  apprestandomi a criticare Gino Strada e il suo atteggiamento a mio  avviso sempre meno opportuno.</span></p>
<p>In Afghanistan sono stati arrestati tre medici italiani, accusati di  avere legami con Quetta Shura (la dirigenza talebana in esilio). Il  portavoce del governatorato di Helmand, Daoud Ahmadi, ha confermato che  nell&#8217;incursione presso il centro ospedaliero incriminato sono stati  trovai esplosivi, fra cui bombe a mano, cinture esplosive e alcune armi,  nascoste in casse di medicinali, e che si stava indagando su queste  persone da oltre un mese.</p>
<p>Il deus ex machina di Emergency ha sempre avuto il brutto vizio di voler  fare il politico a tutti i costi, dimenticandosi di quanto il suo ruolo  sia delicato. In questi giorni, dopo l&#8217;arresto da parte delle autorità  afghane di alcuni esponenti di Emergency, accusati di avere favorito  l&#8217;attività di alcuni terroristi, Gino Strada ha dichiarato: &#8220;Ce l’ho con  quel governo (si riferisce a quello afgano, n.d.r.) sostenuto pure  dall’Italia. Ma pure con le forze militari occidentali dell’Isaf che  hanno partecipato a questa manovra contro di noi. Mi sembra chiaro che  stanno tutti cooperando per mandarci via. Vogliono che ce ne andiamo.  Vogliono che Emergency si levi di mezzo&#8221;. E poi ha aggiunto: &#8220;il governo  italiano in Afghanistan conta come il due di picche quando la briscola è  fiori&#8221;.</p>
<p>Anche io stento a credere che medici italiani, che rischiano la vita per  anni in zone di guerra, accettino di partecipare ad un complotto per  attentare alla vita del governatore della provincia di Helmand, Gulab  Mangal. Tuttavia la reazione di Gino Strada è inopportuna e pericolosa  per la vita stessa dei tre operatori. Il suo peccato originale è quello  di non essere in grado di separare, nemmeno in situazioni critiche come  questa, il suo ruolo di medico, leader di Emergency, dal suo desiderio  di partecipare al dibattito politico contro Berlusconi.</p>
<p>Insomma, da un lato Emergency che ha sempre rivendicato con orgoglio la  propria indipendenza dalle autorità italiane vorrebbe essere neutrale  (&#8221;è una struttura neutrale,&#8221; ha sempre detto Gino Strada, &#8220;non abbiamo  armi, curiamo chiunque ne abbia bisogno senza guardare in faccia  nessuno&#8221;); dall&#8217;altro si preoccupa di richiedere l&#8217;intervento della  Farnesina senza rinunciare ad attaccarla in conferenza stampa,  complicandone il lavoro diplomatico.</p>
<p>Il Ministro degli Esteri Frattini ha spiegato che la Farnesina è attiva  in prima linea per cercare di liberare i volontari italiani che secondo  le autorià locali avrebbero confessato di avere tenuto nascosti in  ospedale armi ed esplosivi appartenenti ai ribelli. &#8220;Prego con tutto il  cuore che quelle accuse non siano vere,&#8221; ha dichiarato il Ministro,  &#8220;prego con tutto il cuore da italiano perché l&#8217;idea che possano essere  degli italiani per i quali anche una parte di quelle accuse siano vere  mi fa rabbrividire: quando vi sono accuse gravi bisogna accertare la  verità&#8220;.</p>
<p>Frattini ha giustamente precisato con le autorità locali che Emergency e  &#8220;i medici italiani in stato di fermo lavoravano in una struttura  umanitaria non riconducibile alle attività finanziate dalla cooperazione  italiana&#8221;. E&#8217; la sacrosanta verità, predicata quotidianamente dal  medico Gino Strada.</p>
<p>Ma il politico Gino Strada non ci sta. &#8220;La Farnesina non può tirarsi  fuori. Il ministero deve intervenire per far immediatamente rilasciare i  nostri operatori,&#8221; ha dichiarato attaccando il governo italiano che &#8220;in  Afghanistan conta come il due di picche quando la briscola è fiori&#8221;.</p>
<p>Per il bene dei nostri operatori arrestati, il medico Gino Strada  dovrebbe convincere il suo alter ego politico a contare fino a dieci  prima di aprire bocca.</p>
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		<title>Pierluigi Bersani alla resa dei conti. Per i veltroniani l&#8217;esito delle elezioni e&#8217; stato disastroso</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Mar 2010 08:19:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Bellotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali su Piacenza Night]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Bertini]]></category>
		<category><![CDATA[Dario Franceschini]]></category>
		<category><![CDATA[La Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Lega Nord]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo D'Alema]]></category>
		<category><![CDATA[Pd]]></category>
		<category><![CDATA[Pdl]]></category>
		<category><![CDATA[Pier Luigi Bersani]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Valter Veltroni]]></category>
		<category><![CDATA[Walter Verini]]></category>

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		<description><![CDATA[Le elezioni regionali si sono concluse e lo scenario attuale ritrae un&#8217;Italia in cui al  centrodestra vanno 11 regioni (Piemonte, Lombardia, Veneto,  Friuli-Venezia-Giulia, Lazio, Molise, Abruzzo, Campania, Calabria,  Sicilia e Sardegna) e al centrosinistra 7 regioni (Emilia-Romagna,  Toscana, Liguria, Marche, Umbria, Puglia, Basilicata).
Con la sconfitta imprevista in Lazio e Piemonte, i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le elezioni regionali si sono concluse e lo scenario attuale ritrae un&#8217;Italia in cui al  centrodestra vanno 11 regioni (Piemonte, Lombardia, Veneto,  Friuli-Venezia-Giulia, Lazio, Molise, Abruzzo, Campania, Calabria,  Sicilia e Sardegna) e al centrosinistra 7 regioni (Emilia-Romagna,  Toscana, Liguria, Marche, Umbria, Puglia, Basilicata).</p>
<p>Con la sconfitta imprevista in Lazio e Piemonte, i leader del Partito  Democratico fedeli a Veltroni e a Franceschini si sono presentati al  vertice dei big per la resa dei conti con Bersani e D’Alema e  per chiedere a gran voce un cambio di rotta.</p>
<p>Malgrado il centrodestra di Berlusconi si presentasse a queste elezioni  indebolito nei sondaggi ed appesantito dalla figuracca fatta di fronte  al Paese per via delle liste, per il centrosinistra l&#8217;esito di quste  elezioni &#8211; a detta di Veltroni &#8211; è stato &#8220;disastroso&#8221;. Il suo braccio  destro Walter Verini ha fornito un&#8217;analisi spietata. Oggi il Pd è  &#8220;ininfluente al Nord e residuale nel Sud&#8221;.</p>
<p>L&#8217;area vicina a Franceschini ha presentato al leader Bersani due  conticini della serva. Il Pd è sotto il risultato delle europee di circa  mezzo punto, fermo al 26%. &#8220;Ma di quale avanzata parliamo?&#8221; hanno  chiesto al segretario in Transatlantico.</p>
<p>Carlo Bertini su &#8220;La Stampa&#8221; riporta anche le dichiarazioni dell&#8217;ex  segretario. &#8220;Ora serve una correzione di rotta&#8221;, ha dichiarato  Franceschini, &#8220;perché puoi abbandonare un progetto ambizioso e scegliere  la politica del quieto vivere con tutti, ma se non ti porta risultati  allora bisogna tornare al progetto originario per cui è nato il Pd: un  partito che parli al Paese, che non appalti il consenso ad altri  facendosi condizionare da coalizioni disomogenee&#8221;.</p>
<p>Dal canto suo Veltroni rifiuta di fare processi, ma non sottovaluta  quello che lui stesso definisce &#8220;un risultato elettorale così grave&#8221;.  &#8220;Sarebbe sbagliato identificare l’astensionismo solo con la rabbia,&#8221; ha  spiegato, &#8220;c’è anche gente sfiduciata perché non vede un’alternativa  credibile a Berlusconi&#8221;.</p>
<p>Pierluigi Bersani si è difeso strenuamente, spalleggiato da Massimo  D&#8217;Alema. &#8220;Non canto vittoria, ma non siamo neanche sconfitti. A gennaio  nessuno avrebbe scommesso su un sette a sei,&#8221; ha dichiarato. &#8220;È falso  poi che siamo scomparsi al Nord. Il voto alla Lega è un voto contro  Berlusconi&#8221;.</p>
<p>Sarà&#8230; ma guardando la cartina dell&#8217;Italia il Pd sembra confinato nelle  sole regioni storicamente rosse. E anche qui ci sono risultati che  meritano un&#8217;attenta lettura. In Emilia-Romagna, per esempio, Vasco  Errani ha vinto con il 52,06% dei voti, quando cinque anni fa fu eletto  presidente con il 62,7% dei voti.</p>
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		<title>GF10. Mauro Marin, moderno Taschino, piace perchè è uno di noi</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 18:17:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Bellotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali su Piacenza Night]]></category>
		<category><![CDATA[Alessia Marcuzzi]]></category>
		<category><![CDATA[Canale 5]]></category>
		<category><![CDATA[Christopher Moore]]></category>
		<category><![CDATA[Endemol]]></category>
		<category><![CDATA[Grande Fratello]]></category>
		<category><![CDATA[Mauro Marin]]></category>
		<category><![CDATA[Mediaset]]></category>
		<category><![CDATA[William Shakespeare]]></category>

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		<description><![CDATA[Il &#8220;matto&#8221;, o &#8220;giullare&#8221;, era l&#8217;unico a potersi prendere gioco del Re. Pensate a &#8220;Re Lear&#8221;, la tragedia scritta intorno al 1606 da William Shakespeare, e ancor più a &#8220;Fool&#8221;, il bestseller di Christopher Moore che racconta la medesima vicenda dal punto di vista del buffone.
Nella rilettura di Moore, il giullare, Taschino, sembra il personaggio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il &#8220;matto&#8221;, o &#8220;giullare&#8221;, era l&#8217;unico a potersi prendere gioco del Re. Pensate a &#8220;Re Lear&#8221;, la tragedia scritta intorno al 1606 da William Shakespeare, e ancor più a &#8220;Fool&#8221;, il bestseller di Christopher Moore che racconta la medesima vicenda dal punto di vista del buffone.</p>
<p>Nella rilettura di Moore, il giullare, Taschino, sembra il personaggio meno influente a corte. Tuttavia è in grado di manovrare tutta l&#8217;azione di nascosto, manipolando le figlie di Re Lear e i loro mariti, e ottenendo alla fine una sorta di giustizia.</p>
<p>Mauro Marin è stato il vero &#8220;matto&#8221; del Grande Fratello. In questa decima edizione il reality si è confermato il più seguito in Italia, con una media del 27,52% di share. Ci ha accompagnato per più di 4 mesi, con ben 20 puntate di prime time, per un totale di 134 giorni e oltre 3.200 ore di diretta tv. E il salumiere è stato sempre l&#8217;indiscusso protagonista.</p>
<p>Il nostro &#8220;matto&#8221; non si è mai finto un santo. Non ha mai sprecato lacrime. Il ventinovenne trevigiano ha superato senza difficoltà gli altri tre finalisti (Giorgio, Cristina e Alberto) perché fuori dalla Casa poteva contare su un vero e proprio esercito di fans, pronti a battersi per lui.</p>
<p>In un articolo pubblicato recentemente su &#8220;Panorama&#8221;, il movimento dei &#8220;mauriani&#8221; viene paragonato a quello che ha sostenuto e portato alla vittoria il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. Stesse tecniche, stesso utilizzo consapevole di internet. Stessa popolarità, nata dal basso, dal popolo&#8230; e impossibile da controllare.</p>
<p>Mauro Marin ha conquistato il pubblico perché è uno di noi. Con uno spirito goliardico e scanzonato da italiano medio (che non si prende troppo sul serio, specialmente mentre partecipa ad un gioco), contando su un&#8217;intelligenza non comune, il salumiere ha portato a casa il bottino finale di 250.000 euro ed ha dichiarato: &#8220;con questi soldi ci pago il mutuo. Sogno di comprare un piccolo salumificio dalle mie parti&#8221;.</p>
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