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	<title>Nicola Bellotti 5.0</title>
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	<description>Strategia e creativita. Fotografia. Romanzi fantasy. Editoriali ed opinioni.</description>
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		<title>GF10. Mauro Marin, moderno Taschino, piace perchè è uno di noi</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 18:17:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Bellotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali su Piacenza Night]]></category>
		<category><![CDATA[Alessia Marcuzzi]]></category>
		<category><![CDATA[Canale 5]]></category>
		<category><![CDATA[Christopher Moore]]></category>
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		<category><![CDATA[Mauro Marin]]></category>
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		<description><![CDATA[Il &#8220;matto&#8221;, o &#8220;giullare&#8221;, era l&#8217;unico a potersi prendere gioco del Re. Pensate a &#8220;Re Lear&#8221;, la tragedia scritta intorno al 1606 da William Shakespeare, e ancor più a &#8220;Fool&#8221;, il bestseller di Christopher Moore che racconta la medesima vicenda dal punto di vista del buffone.
Nella rilettura di Moore, il giullare, Taschino, sembra il personaggio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il &#8220;matto&#8221;, o &#8220;giullare&#8221;, era l&#8217;unico a potersi prendere gioco del Re. Pensate a &#8220;Re Lear&#8221;, la tragedia scritta intorno al 1606 da William Shakespeare, e ancor più a &#8220;Fool&#8221;, il bestseller di Christopher Moore che racconta la medesima vicenda dal punto di vista del buffone.</p>
<p>Nella rilettura di Moore, il giullare, Taschino, sembra il personaggio meno influente a corte. Tuttavia è in grado di manovrare tutta l&#8217;azione di nascosto, manipolando le figlie di Re Lear e i loro mariti, e ottenendo alla fine una sorta di giustizia.</p>
<p>Mauro Marin è stato il vero &#8220;matto&#8221; del Grande Fratello. In questa decima edizione il reality si è confermato il più seguito in Italia, con una media del 27,52% di share. Ci ha accompagnato per più di 4 mesi, con ben 20 puntate di prime time, per un totale di 134 giorni e oltre 3.200 ore di diretta tv. E il salumiere è stato sempre l&#8217;indiscusso protagonista.</p>
<p>Il nostro &#8220;matto&#8221; non si è mai finto un santo. Non ha mai sprecato lacrime. Il ventinovenne trevigiano ha superato senza difficoltà gli altri tre finalisti (Giorgio, Cristina e Alberto) perché fuori dalla Casa poteva contare su un vero e proprio esercito di fans, pronti a battersi per lui.</p>
<p>In un articolo pubblicato recentemente su &#8220;Panorama&#8221;, il movimento dei &#8220;mauriani&#8221; viene paragonato a quello che ha sostenuto e portato alla vittoria il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. Stesse tecniche, stesso utilizzo consapevole di internet. Stessa popolarità, nata dal basso, dal popolo&#8230; e impossibile da controllare.</p>
<p>Mauro Marin ha conquistato il pubblico perché è uno di noi. Con uno spirito goliardico e scanzonato da italiano medio (che non si prende troppo sul serio, specialmente mentre partecipa ad un gioco), contando su un&#8217;intelligenza non comune, il salumiere ha portato a casa il bottino finale di 250.000 euro ed ha dichiarato: &#8220;con questi soldi ci pago il mutuo. Sogno di comprare un piccolo salumificio dalle mie parti&#8221;.</p>
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		<title>Opera lettearia o plagio? Il caso di Maria Antonietta Pinna</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Feb 2010 15:04:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Bellotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali su Piacenza Night]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Manconi]]></category>
		<category><![CDATA[La Gazzetta di Parma]]></category>
		<category><![CDATA[Letizia Maurelli]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Antonietta Pinna]]></category>
		<category><![CDATA[Miriam Turrini]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; consuetudine tristemente diffusa, in Italia, che i professori universitari pubblichino, firmandole con il proprio nome, le tesi degli allievi. Di norma lo studente tace per paura delle ripercussioni, ma Maria Antonietta Pinna ha avuto il coraggio di raccontare la sua storia.
Il blog Sul Romanzo ha pubblicato una lunga intervista alla protagonista di questa vicenda, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; consuetudine tristemente diffusa, in Italia, che i professori universitari pubblichino, firmandole con il proprio nome, le tesi degli allievi. Di norma lo studente tace per paura delle ripercussioni, ma Maria Antonietta Pinna ha avuto il coraggio di raccontare la sua storia.</p>
<p>Il blog <a href="http://sulromanzo.blogspot.com/2010/02/malauniversita-baroni-e-furbizie.html">Sul Romanzo</a> ha pubblicato una lunga intervista alla protagonista di questa vicenda, che al termine del suo percorso universitario ha scritto una tesi dal titolo: &#8220;Il Collegio dei Nobili di Parma agli inizi del Settecento&#8221; (relatore: prof. Antonio Manconi; correlatori: Miriam Turrini, e Raimondo Turtas.).</p>
<p>&#8220;Il volume,&#8221; racconta l&#8217;autrice, &#8220;frutto di un lavoro certosino ed attento durato quasi un anno, si sofferma sugli aspetti più curiosi ed interessanti della vita quotidiana dei collegiali, mettendone in evidenza le abitudini alimentari, l’abbigliamento, le norme di comportamento, le malattie e tutte le attività svolte: teatro, esercizi cavallereschi, giochi&#8221;.</p>
<p>Veniamo all&#8217;ipotesi di plagio.</p>
<p>&#8220;Dato che vendo libri su web,&#8221; racconta Maria Antonietta Pinna, &#8220;navigando, per caso ho notato il titolo di una pubblicazione: “Il giovin Signore in Collegio”, di Miriam Turrini a cura di Gian Paolo Brizzi, titolo recensito anche dalla Gazzetta di Parma con frasi elogiative. Si trattava della trascrizione di un documento manoscritto inedito riguardante la vita e le attività degli studenti del Collegio dei Nobili di Parma, per gli anni 1710-1713. Mi insospettisco&#8230; L’indomani mattina vado alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma e trovo facilmente il libro. Perfetto&#8221;.</p>
<p>&#8220;Il dubbio si tramuta in dolorosa certezza. In pratica Miriam Turrini si è pubblicata tutta la mia tesi di laurea. Il documento in appendice è la fotocopia della mia trascrizione. Ma il fatto che colpisce di più è che la docente si è esercitata col copia e incolla pure sul saggio introduttivo&#8221;.</p>
<p>L&#8217;autrice rivela alcuni dettagli davvero sconcertanti. &#8220;In pratica,&#8221; spiega nell&#8217;intervista, &#8220;tutto il documento trascritto da me nella tesi di laurea (da pag. 417 a pag. 613) è contenuto interamente nel libro della Turrini. Inoltre:<br />
Tesi Pinna: pag. 417-418 corrisponde a pag. 312-313 libro Turrini<br />
Tesi Pinna: pag. 419 a 447 corrisponde a: da pag. 435 a 454 libro Turrini.<br />
Tesi Pinna: da pag. 448 a 456 corrisponde a: da pag. 267 a pag. 271 libro Turrini.<br />
Tesi Pinna: pag. 457 corrisponde pag. 456 libro Turrini.<br />
Tesi Pinna: da pag. 458 a 613 corrisponde a: da pag. 457 a pag. 555 libro Turrini, etc.<br />
Questo per citare soltanto alcuni esempi&#8221;.</p>
<p>Maria Antonietta Pinna ha presentato una denuncia per plagio letterario. La causa dovrebbe finire a maggio. Intanto &#8221;Il giovin Signore in Collegio&#8221; di Miriam Turrini viene venduto in libreria e su web, ricevendo anche elogi e critiche positive.</p>
<p>&#8220;La Gazzetta di Parma&#8221;, per esempio, ha pubblicato una recensione per lodare i contenuti del testo, negando &#8211; successivamente &#8211; a Maria Antonietta Pinna la possibilità di raccontare la sua storia. &#8220;Mi hanno risposto con sufficienza, sostenendo che quello che dicevo non poteva in alcun modo interessarli&#8221;.</p>
<p>Anche &#8220;Mi manda RaiTre&#8221;, dopo una prima dichiarazione di interesse, ha fatto marcia indietro. “Son cose che succedono, il pubblico non è interessato a questo genere di storie&#8221;, avrebbe dichiarato Letizia Maurelli.</p>
<p>A noi la storia di Maria Antonietta Pinna interessa.</p>
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		<title>Sanremo 2010. Valerio Scanu, Marco Mengoni, Pupo, il Principe e il video della polemica</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Feb 2010 14:56:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Bellotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali su Piacenza Night]]></category>
		<category><![CDATA[Emanuele Filiberto]]></category>
		<category><![CDATA[Pupo]]></category>
		<category><![CDATA[Sanremo]]></category>
		<category><![CDATA[Valerio Scanu]]></category>

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		<description><![CDATA[Antonella Clerici ce l&#8217;ha fatta. Sanremo si è chiuso con ottimi ascolti, strascichi di polemiche, giornalisti impazziti e cantanti che gongolano. Insomma, tutti gli ingredienti per un Festival che si rispetti.
In sintesi: hanno vinto gli &#8220;Amici&#8221; con l&#8217;&#8221;X-Factor&#8221;. Hanno vinto quelli che hanno saputo gestire il televoto. hanno vinto quelli che hanno sapientemente gestito lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Antonella Clerici ce l&#8217;ha fatta. Sanremo si è chiuso con ottimi ascolti, strascichi di polemiche, giornalisti impazziti e cantanti che gongolano. Insomma, tutti gli ingredienti per un Festival che si rispetti.</p>
<p>In sintesi: hanno vinto gli &#8220;Amici&#8221; con l&#8217;&#8221;X-Factor&#8221;. Hanno vinto quelli che hanno saputo gestire il televoto. hanno vinto quelli che hanno sapientemente gestito lo spettacolo, oltre che la musica. Si, perché Sanremo non è solo un festival musicale, ma è anche la trasmissione televisiva italiana più importante; è prima di tutto spettacolo.</p>
<p>Lo ha capito bene, anzi benissimo, Valerio Scanu che, eliminato dai musicisti, condannato dai critici musicali, ha vinto a furor di popolo (il famoso venturesco &#8220;popolo sovrano&#8221;).</p>
<p>Lo hanno capito Pupo, il principe Emanuele Filiberto di Savoia e il tenore Luca Canonici, sbattuti fuori con sdegno dalla giuria, e arrivati al secondo posto (grazie anche all&#8217;effetto simpatica scatenato proprio dall&#8217;eliminazione, e dall&#8217;aiutino di Marcello Lippi).</p>
<p>Ecco il video che tutti vogliono rivedere. Dieci minuti di fischi e contestazioni che hanno fatto diventare pallida Antonella Clerici quando ha letto i nomi degli esclusi. Platea, gallerie e orchestra si sono scatenate quando Malika Ayane è stata esclusa. L’orchestra ha strappato e gettato gli spartiti mentre il pubblico in sala ha gridato “vergona vergona” e poi, ancora, “venduti venduti”.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="320" height="267" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/u5yKsNF0_Tw&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=it_IT&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="320" height="267" src="http://www.youtube.com/v/u5yKsNF0_Tw&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=it_IT&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Poco importa se le canzoni più belle erano quelle di Noemi e di Malika. Poco importa se al leader del Pd, Pierluigi Bersani, piacevano Irene Grandi e Simone Cristicchi. Loro venderanno un sacco di Cd e di Mp3, e sapranno accontentarsi. Lo show si è chiuso con il botto. E&#8217; questo che conta per mamma Rai.</p>
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		<title>Milano dedica una via a Bettino Craxi. Il &#8220;craxismo&#8221; tra revisione &#8220;estetica&#8221; e rivoluzione modernista, come dice Wikipedia</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 20:07:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Bellotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali su Piacenza Night]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Di Pietro]]></category>
		<category><![CDATA[Bettino Craxi]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Saverio Borrelli]]></category>
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		<category><![CDATA[Luigi De Magistris]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Pier Ferdinando Casini]]></category>
		<category><![CDATA[Tangentopoli]]></category>
		<category><![CDATA[Wikipedia]]></category>

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		<description><![CDATA[Fa discutere la decisione del sindaco di Milano Letizia Moratti di intitolare una strada, un parco o un altro luogo della città a Bettino Craxi, storico leader del Partito Socialista Italiano. L&#8217;ex Presidente del Consiglio, statista la cui attività amministrativa non può che essere ricordata per la sua rilevanza storica, fu travolto dai fatti di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fa discutere la decisione del sindaco di Milano Letizia Moratti di intitolare una strada, un parco o un altro luogo della città a Bettino Craxi, storico leader del Partito Socialista Italiano. L&#8217;ex Presidente del Consiglio, statista la cui attività amministrativa non può che essere ricordata per la sua rilevanza storica, fu travolto dai fatti di Tangentopoli, e morì in Tunisia, ad Hammamet, dove era latitante in seguito alle condanne.</p>
<p>Sul mutamento introdotto da Craxi nella politica e nella società italiana, mi limito a riportare quello che recita Wikipedia.</p>
<p>&#8220;Quali che fossero destinati ad essere i suoi orientamenti tattici dopo la rovinosa caduta degli anni Novanta, la sua formazione personale e politica restava strategicamente di sinistra: per tutti gli anni Ottanta l&#8217;attenzione per il progresso sociale e le conquiste sociali della sinistra non fu da lui abbandonata, se è vero che, ancora vent&#8217;anni dopo, Massimo D&#8217;Alema indicava in Craxi uno dei due soli leader di partiti di sinistra che abbiano assunto la carica di capo del Governo nei 148 anni dall&#8217;Unità d&#8217;Italia&#8221;.</p>
<p>(&#8230;) vi è chi ha sottolineato come, al di là delle estremizzazioni mediatiche, il craxismo abbia &#8220;lanciato&#8221; una generazione di giovani di cui, ancora a vent&#8217;anni di distanza e dagli opposti fronti degli schieramenti parlamentari, le istituzioni e la gestione della cosa pubblica ancora si avvalgono. Ma il quesito storiografico è se questa spinta modernizzatrice abbia avuto anche un valore in sé, oltre all&#8217;emersione di una nuova generazione di politici e di amministratori. Secondo alcuni gli anni di Craxi “sono il frutto di quell&#8217;idea di moderno in cui l&#8217;individualismo senza princìpi si sostituisce alle solidarietà tradizionali in crisi”, di cui quel governo seppe solo accelerare la “destrutturazione” senza sostituirvi nuovi valori. Secondo altri, invece, “Craxi interpreta le domande di dinamicità di una società che cambia e chiede alla politica di stare al passo”, a differenza di chi vedeva “nei cambiamenti un&#8217;insidia, anziché un&#8217;opportunità”.</p>
<p>Tornando alla proposta del sindaco Moratti, Antonio Di Pietro ha commentato con la consueta delicatezza che lo contraddistingue: facciamola pure questa via, ma scriviamo che era un politico corrotto ed è morto da latitante. Al commento di Di Pietro si è associato il vecchio capo del pool Francesco Saverio Borrelli, anch&#8217;egli convinto che sia &#8221;indecoroso e insultante&#8221; dedicare una strada &#8221;a chi e&#8217; morto da latitante&#8221;, e l&#8217;altro ex magistrato Luigi De Magistris, che ha definito &#8216;indecente&#8221; la sola idea.</p>
<p>In questo polverone ho trovato, una volta tanto, illuminanti le parole di Pier Ferdinando Casini, che ha commentato: &#8220;Le vie d&#8217;Italia non devono necessariamente essere dedicate ai santi ma a personalita&#8217; che hanno servito il proprio Paese. Credo che Craxi sia stato riabilitato gia&#8217; nei fatti molto prima di questa decisione della Moratti. Ha fatto errori, e certamente non ce ne possiamo dimenticare, ma ha avuto anche meriti&#8221;.</p>
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		<title>Happy Holidays? Season Greetings? E&#8217; ormai vietato dire &#8220;Buon Natale&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Dec 2009 21:44:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Bellotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali su Piacenza Night]]></category>

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		<description><![CDATA[Mancano pochi giorni a Natale, e in ufficio ricevo molti biglietti d&#8217;auguri da parte dei miei clienti e dei miei fornitori. Mi deprime constatare come anche in Italia si sia ormai diffusa la pratica di non menzionare la parola &#8220;Natale&#8221; negli auguri&#8230; di Natale.
Già da anni dagli Stati Uniti ricevo fastidiosi messaggi tipo &#8220;Happy Holidays&#8221; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mancano pochi giorni a Natale, e in ufficio ricevo molti biglietti d&#8217;auguri da parte dei miei clienti e dei miei fornitori. Mi deprime constatare come anche in Italia si sia ormai diffusa la pratica di non menzionare la parola &#8220;Natale&#8221; negli auguri&#8230; di Natale.</p>
<p>Già da anni dagli Stati Uniti ricevo fastidiosi messaggi tipo &#8220;Happy Holidays&#8221; o &#8220;Season Greetings&#8221;. E&#8217; la prima volta, invece, che anche le aziende italiane (fortunatamente solo una minima parte) omettono la parola Natale dai loro messaggi.</p>
<p>Negli USA e in molti paesi europei non si legge più &#8220;Merry Christmas&#8221; nei grandi magazzini e nei centri commerciali. Anche il gioviale &#8220;Merry Xmas!&#8221; è stato bandito. E&#8217; politicamente scorretto. Chissà mai che qualcuno possa sentirsi offeso dal fatto che i cristiani osino festeggiare il Natale, che è appunto una festa cristiana.</p>
<p>Sto scrivendo questo editoriale seduto al tavolo di un bar del centro di Milano. Per fortuna entrando alla Rinascente, sono stato accolto da un bellissimo &#8220;Buon Natale!&#8221;. Speriamo che questo baluardo non si lasci intimidire dalla banda del politicamente corretto. Trovo insulso, superficiale e ipocrita che il mondo stia cancellando una splendida celebrazione cristiana, che inneggia alla gioia e invita alla fraternità, tramutandola nella festa di Babbo Natale, dei regali, del consumismo sfrenato, del panettone, delle corse dell&#8217;ultimo minuto a reperire un regalo, dei rincari fatti ad hoc, delle fregature dietro l&#8217;angolo, dei pacchi ordinati su internet che non arriveranno in tempo, delle libagioni sfrenate, ecc.</p>
<p>Credetemi, non voglio fare il bigotto. La festa piace anche a me, così come mi piace sedermi a tavola circondato dagli affetti, abbuffandomi di anolini e zampone. Adoro le città illuminate a festa e l&#8217;albero di Natale mi emoziona più del Presepe.</p>
<p>Tuttavia, vi prego, se mi volete bene e desiderate farmi gli auguri&#8230; scrivetemi un semplice &#8220;Buon Natale&#8221;. E al diavolo questi sterili, ipocriti e superficiali auguri di &#8220;buone vacanze invernali&#8221;.</p>
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		<title>Aggressione a Silvio Berlusconi. Soddisfazione di Antonio Di Pietro? La Russa: &#8220;Questo è il frutto della politica dell&#8217;odio&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Dec 2009 08:31:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Bellotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali su Piacenza Night]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Di Pietro]]></category>
		<category><![CDATA[Ignazio La Russa]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
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		<category><![CDATA[Umberto Bossi]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi, a Milano, hanno colpito al volto il Presidente del Consiglio del mio Paese, con un pugno o con un oggetto. Silvio Berlusconi è caduto a terra, sanguinando copiosamente dalla bocca e dal naso, ed è stato trasportato con urgenza all&#8217;ospedale San Raffaele per accertamenti.
Come ha dichiarato Pier Luigi Bersani, leader dell&#8217;opposizione, si tratta di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, a Milano, hanno colpito al volto il Presidente del Consiglio del mio Paese, con un pugno o con un oggetto. Silvio Berlusconi è caduto a terra, sanguinando copiosamente dalla bocca e dal naso, ed è stato trasportato con urgenza all&#8217;ospedale San Raffaele per accertamenti.</p>
<p>Come ha dichiarato Pier Luigi Bersani, leader dell&#8217;opposizione, si tratta di &#8220;un gesto inqualificabile che va fermamente condannato&#8221;, o meglio &#8211; come suggerisce Umberto Bossi &#8211; &#8220;un atto di terrorismo&#8221; diretta conseguenza di un &#8220;clima pesante che si avvertiva da tempo&#8221;.</p>
<p>Il ministro della difesa Ignazio La Russa ha detto parole gravi e importanti, che condivido pienamente. &#8220;Quando si fanno le manifestazioni non per un partito ma contro una persona e si incita all&#8217;odio questo è il risultato. Questo è il frutto della politica dell&#8217;odio&#8221;. Secondo il ministro, &#8220;siamo sull&#8217;orlo del baratro&#8221;.</p>
<p>Rivedendo in tv le immagini del premier del mio Paese, un uomo di 73 anni, accasciarsi a terra sanguinante con il volto stranito, non so perché ma provo un senso di vergogna, e&#8230; non riesco a cancellare dalla mia mente le parole di Antonio Di Pietro.</p>
<p>Penso al leader dell&#8217;Italia dei Valori (quali valori?) e alla sua faccia mentre dichiara, a commento dell&#8217;episodio di violenza contro Berlusconi, quanto riportato dal quotidiano <em>Il Messaggero</em>: &#8220;Berlusconi con i suoi comportamenti e il suo menefraghismo istiga alla violenza. Condivido le rimostranze dei cittadini che ogni giorno vedono un premier che tiene bloccato il Parlamento per fare leggi che servono a lui e soltanto a lui, mentre milioni di cittadini perdono il lavoro e faticano ad arrivare a fine mese&#8221;.</p>
<p>In pratica, se Di Pietro non avesse premesso di essere &#8220;contro la violenza&#8221; (e chi non lo è, almeno pubblicamente), qualcuno avrebbe potuto leggere soddisfazione nelle sue parole. In fondo, parafrasando il leader dell&#8217;Idv, il criminale che ha aggredito il Presidente del Consiglio italiano ha combattuto per liberare l&#8217;Italia da colui il quale &#8220;tiene bloccato il Parlamento per fare leggi che servono a lui e soltanto a lui, mentre milioni di cittadini perdono il lavoro e faticano ad arrivare a fine mese&#8221;.</p>
<p>Come fa una persona che, come me, ama l&#8217;Italia a non provare vergogna? Nemmeno di fronte all&#8217;aggressione del nostro Presidente riusciamo ad evitare comportamenti e dichiarazioni incivili. Ma che razza di persone ci rappresentano? Ma che razza di bestie siamo diventati?</p>
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		<title>Anas. Le responsabilità del crollo del ponte sul Po. L&#8217;odissea del pedaggio gratuito per i piacentini</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 16:28:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Bellotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali su Piacenza Night]]></category>
		<category><![CDATA[Anas]]></category>
		<category><![CDATA[Piacenza]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Reggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Anas, in base alle dichiarazioni del Presidente Pietro Ciucci, potrebbe iniziare a far pagare il pedaggio autostradale (tra i caselli di Piacenza Sud e Piacenza Nord) ai piacentini dal primo di gennaio. &#8220;Per ora &#8211; ha dichiarato &#8211; lasceremo il pedaggio autostradale gratuito fino al 31 dicembre e poi ci regoleremo in base ai flussi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anas, in base alle dichiarazioni del Presidente Pietro Ciucci, potrebbe iniziare a far pagare il pedaggio autostradale (tra i caselli di Piacenza Sud e Piacenza Nord) ai piacentini dal primo di gennaio. &#8220;Per ora &#8211; ha dichiarato &#8211; lasceremo il pedaggio autostradale gratuito fino al 31 dicembre e poi ci regoleremo in base ai flussi di traffico&#8221;.</p>
<p>Dalle dichiarazioni di Ciucci sembra che offrire ai cittadini danneggiati dal crollo del ponte sul Po l&#8217;uso gratuito di qualche chilometro di autostrada sia un impegno economico davvero troppo gravoso. Insostenibile nel lungo periodo. Eppure&#8230;</p>
<p>In realtà sembra che la cosa ad Anas non costi nulla. Nel corso di un convegno al Politecnico di Milano, infatti, Sergio Castellucci (amministratore delegato di Autostrade per l&#8217;Italia) ha dichiarato: “Noi diamo il servizio gratuito ai residenti che si sono iscritti per ricevere una viacard, ma Anas non ci darà un euro per i mancati incassi derivanti dalla gratuità”.</p>
<p>A questo punto mi tornano in mente le parole del sindaco di Piacenza Roberto Reggi in seguito al crollo del ponte. &#8220;Anas dovrebbe spiegare, ai cittadini e agli amministratori locali, perchè ha impiegato quasi otto anni, subito dopo la piena del Po nel 2000, a far partire i lavori di manutenzione straordinaria al ponte, nonostante le ripetute segnalazioni &#8211; basate sulle relazioni tecniche di ingegneri specializzati &#8211; riguardanti la necessità di intervenire sulla struttura&#8221;.</p>
<p>Anas colpevole del crollo? Dalle parole del sindaco di Piacenza sembra che qualcuno lo sospetti. &#8220;La documentazione che ho presentato nei giorni scorsi ai Carabinieri &#8211; ha spiegato Roberto Reggi &#8211; è basata non su una mia opinione personale, bensì sull&#8217;analisi di esperti del settore, e altro non fa che confermare le inadempienze e l&#8217;indifferenza del gestore della rete stradale, che già dopo le piene del 1994 e del 2000, responsabili in buona misura dell&#8217;ammaloramento del ponte, avrebbe dovuto avviare con sollecitudine i lavori&#8221;.</p>
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		<title>Influenza A. Le cifre non giustificano l&#8217;allarmismo di alcuni media</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 08:47:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Bellotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali su Piacenza Night]]></category>
		<category><![CDATA[Influenza]]></category>
		<category><![CDATA[Piacenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Se in Italia si piangono 24 persone decedute a causa dell&#8217;influenza A H1N1, è altrettanto vero che l&#8217;allarmismo scatenato dai media non sembra giustificato dalle cifre. Secondo il Ministero della Salute sono circa 250.000 gli italiani contagiati dal virus che si sono rivolti ad ospedali o medici (la cifra è sottostimata a causa dell’impossibilità di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se in Italia si piangono 24 persone decedute a causa dell&#8217;influenza A H1N1, è altrettanto vero che l&#8217;allarmismo scatenato dai media non sembra giustificato dalle cifre. Secondo il Ministero della Salute sono <strong>circa 250.000 gli italiani contagiati dal virus </strong>che si sono rivolti ad ospedali o medici (la cifra è sottostimata a causa dell’impossibilità di eseguire dei controlli esatti su chi resta a casa e guarisce da sé). Secondo le statistiche de &#8220;Il Sole 24 Ore&#8221; i contagiati dal virus sarebbero invece <strong>oltre 500.000</strong>.</p>
<p>La <strong>mortalità resta comunque sotto lo 0,1 ogni mille</strong> persone infette (meno di un decesso ogni 10.000 malati) e fino ad ora ha riguardato persone che erano già gravemente malate. Se lo scorso anno <strong>la normale influenza di stagione ha fatto 8000 vittime</strong>, e se è vero che quella suina è cinque volte meno aggressiva, è lecito sperare che il panico sia davvero ingiustificato.</p>
<p>Sempre su &#8220;Il Sole 24 Ore&#8221; si legge che a rischio di contrarre l&#8217;influenza A &#8220;sono i giovanissimi, per l&#8217;alta capacità di subire e di trasmettere il contagio&#8221;. I bimbi sani saranno comunque vaccinati al più presto, una volta tutelate le categorie a rischio, a partire da dicembre. &#8220;Non perché temiamo per la loro salute&#8221;, ha voluto precisare il viceministro Fazio, &#8220;ma perché dobbiamo eradicare la pandemia&#8221;.</p>
<p>Quanto ai vaccini, l&#8217;Italia è uno dei paesi occidentali meglio organizzati. Entro la prima settimana di dicembre arriveranno a destinazione complessivamente <strong>10 milioni di dosi di vaccino</strong> (il ciclo competo prevede due iniezioni, a distanza di un mese l&#8217;una dall&#8217;altra).</p>
<p><strong>NOTIZIE CORRELATE</strong></p>
<p><img src="http://www.piacenzanight.com/news/Influenza-A-H1N5249-piacenza.jpg" border="0" alt="" width="36" height="34" align="left" /></p>
<p><a href="http://www.piacenzanight.com/sezione-notizie-articolo.asp?cod=5249"><span style="color: #ff3300;">Influenza A H1N1. Il Pornto Soccorso di Piacenza si prepara a fronteggiare l&#8217;epidemia</span></a></p>
<p><img src="http://www.piacenzanight.com/news/Influenza-A-H1N5242-piacenza.jpg" border="0" alt="" width="36" height="34" align="left" /></p>
<p><a href="http://www.piacenzanight.com/sezione-notizie-articolo.asp?cod=5242"><span style="color: #ff3300;">Influenza A H1N1. Decimati gli alunni delle scuole di Piacenza</span></a></p>
<p><img src="http://www.piacenzanight.com/news/Influenza-A-H1N5243-piacenza.jpg" border="0" alt="" width="36" height="34" align="left" /></p>
<p><a href="http://www.piacenzanight.com/sezione-notizie-articolo.asp?cod=5243"><span style="color: #ff3300;">Influenza A H1N1. Le FAQ e le risposte del Ministero della Salute</span></a></p>
<p><img src="http://www.piacenzanight.com/news/Influenza-stagi5022-piacenza.jpg" border="0" alt="" width="36" height="34" align="left" /></p>
<p><a href="http://www.piacenzanight.com/sezione-notizie-articolo.asp?cod=5022"><span style="color: #ff3300;">Influenza stagionale. Vaccino pronto per 69.000 piacentini</span></a></p>
<p><img src="http://www.piacenzanight.com/news/Influenza-A.-Mo4964-piacenza.jpg" border="0" alt="" width="36" height="34" align="left" /></p>
<p><a href="http://www.piacenzanight.com/sezione-notizie-articolo.asp?cod=4964"><span style="color: #ff3300;">Influenza A H1N1. Morta la donna colpita dal virus a Cesena</span></a></p>
<p><img src="http://www.piacenzanight.com/news/Inizia-la-scuol4930-piacenza.jpg" border="0" alt="" width="36" height="34" align="left" /></p>
<p><a href="http://www.piacenzanight.com/sezione-notizie-articolo.asp?cod=4930"><span style="color: #ff3300;">Inizia la scuola. Il messaggio del sindaco Roberto Reggi</span></a></p>
<p><img src="http://www.piacenzanight.com/news/Influenza-A-H1N4880-piacenza.jpg" border="0" alt="" width="36" height="34" align="left" /></p>
<p><a href="http://www.piacenzanight.com/sezione-notizie-articolo.asp?cod=4880"><span style="color: #ff3300;">Influenza A H1N1. Morto nella notte il primo contagiato italiano</span></a></p>
<p><img src="http://www.piacenzanight.com/news/Nuova-Influenza4746-piacenza.jpg" border="0" alt="" width="36" height="34" align="left" /></p>
<p><a href="http://www.piacenzanight.com/sezione-notizie-articolo.asp?cod=4746"><span style="color: #ff3300;">Influenza A H1N1. Segnalati altri sette casi accertati a Piacenza e provincia</span></a></p>
<p><img src="http://www.piacenzanight.com/news/Nuova-Influenza4727-piacenza.jpg" border="0" alt="" width="36" height="34" align="left" /></p>
<p><a href="http://www.piacenzanight.com/sezione-notizie-articolo.asp?cod=4727"><span style="color: #ff3300;">Influenza A H1N1. Registrati 8 casi a Piacenza di persone infette</span></a></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Una parte della sinistra italiana (quella forcaiol-editorial-giustizialista) sogna un mondo più giusto, dove vigili l&#8217;occhio attento del Nuovo Ministero della Cultura Popolare</title>
		<link>http://www.nicolabellotti.it/index.php/2009/10/una-parte-della-sinistra-italiana-quella-forcaiol-editorial-giustizialista-sogna-un-mondo-piu-giusto-dove-vigili-locchio-attento-del-nuovo-ministero-della-cultura-popolare/</link>
		<comments>http://www.nicolabellotti.it/index.php/2009/10/una-parte-della-sinistra-italiana-quella-forcaiol-editorial-giustizialista-sogna-un-mondo-piu-giusto-dove-vigili-locchio-attento-del-nuovo-ministero-della-cultura-popolare/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 09:49:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Bellotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali su Piacenza Night]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Di Pietro]]></category>
		<category><![CDATA[Beppe Grillo]]></category>
		<category><![CDATA[Daria Bignardi]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Fazio]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Travaglio]]></category>
		<category><![CDATA[Michele Santoro]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Minculpop (Ministero della Cultura Popolare) in seno al Governo Italiano del Regno d&#8217;Italia aveva il compito di controllare e organizzare la propaganda del fascismo. &#8220;Il ministero,&#8221; recita Wikipedia, &#8220;aveva l&#8217;incarico di controllare ogni pubblicazione, sequestrando tutti quei documenti ritenuti pericolosi o contrari al regime e diffondendo i cosiddetti ordini di stampa (o veline) con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Minculpop (Ministero della Cultura Popolare) in seno al Governo Italiano del Regno d&#8217;Italia aveva il compito di controllare e organizzare la propaganda del fascismo. &#8220;Il ministero,&#8221; recita Wikipedia, &#8220;aveva l&#8217;incarico di controllare ogni pubblicazione, sequestrando tutti quei documenti ritenuti pericolosi o contrari al regime e diffondendo i cosiddetti ordini di stampa (o veline) con i quali s&#8217;impartivano precise disposizioni circa il contenuto degli articoli, l&#8217;importanza dei titoli e la loro grandezza. Più in generale, questo ufficio, si occupava della propaganda, quindi non solo controllo della stampa&#8221;.</p>
<p>Una parte della sinistra italiana, quella che non sopporta che altri possano avere idee differenti dalle proprie, quella che osanna Beppe Grillo o Marco Travaglio, quella che sogna un Antonio Di Pietro che &#8211; ovviamente in piazzale Loreto &#8211; riesca ad appendere per i piedi il Premier Silvio Berlusconi, quella che grida alla &#8220;libertà di stampa perduta&#8221;, in realtà sogna la riaffermazione in grande stile del Minculpop.</p>
<p>Vi immaginate se questi signori fossero al potere? Il nuovo Minculpop prenderebbe subito possesso della tv di stato, pagata con i soldi di tutti, per fare propaganda secondo i propri interessi?</p>
<p>Nell&#8217;anno zero di questo mondo nuovo, in prima serata, magari il giovedì sera, il Minculpop metterebbe forse un giornalista di regime, contornato da una platea di ospiti tutti schierati dalla stessa parte, per demonizzare gli avversari, naturalmente senza contraddittorio, possibilmente con insulti e calunnie a go-go.</p>
<p>Per non dare troppo nell&#8217;occhio, il Minculpop darebbe un ruolo chiave ad un intrattenitore apparentemente defilato e distaccato, ma in grado di fare informazione di regime come si deve. Uno capace di mettere le frasi scomode in bocca agli ospiti (opportunamente preparati) per poi fingere di dissociarsi. Ogni sabato, indipendentemente dal&#8230; tempo che fa, le famiglie rimarrebbero incollate alla tv.</p>
<p>Nella squadra del Minculpop non potrebbe mancare una giornalista un po&#8217; snob che, dall&#8217;alto del suo pulpito, educhi le masse alla morale di stato. Una che ai tempi dell&#8217;inquisizione si sarebbe trovata a proprio agio, grazie alla granitica fede nel giustizialismo più forcaiolo. Una donna fredda e lucida, che avrebbe resistito all&#8217;era glaciale, e fronteggiato senza paura le invasioni barbariche.</p>
<p>Per fortuna questi signori non sono al potere. E, ringraziando il cielo, queste trasmissioni faziose, schierate a senso unico e pagate con i soldi di tutti non esistono&#8230; vero?</p>
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		<title>Abortista seriale interrompe 15 gravidanze in 17 anni. Felice e contenta scrive pure un bel libro</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Oct 2009 08:29:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Bellotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali su Piacenza Night]]></category>
		<category><![CDATA[Aborto]]></category>
		<category><![CDATA[Benedetto XVI]]></category>
		<category><![CDATA[Cattolici]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Paolo II]]></category>
		<category><![CDATA[Mahatma Gandhi]]></category>
		<category><![CDATA[Pierpaolo Pasolini]]></category>

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		<description><![CDATA[Si definisce un&#8217;abortista seriale la donna americana di 40 anni che ha interrotto 15 gravidanze in 17 anni. Irene Vilar, così si chiama la protagonista di questa vicenda, non lo ha fatto per necessità, per povertà o per ignoranza, ma solo per fare un dispetto al primo marito che le diceva spesso &#8220;avere bambini uccide [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si definisce un&#8217;abortista seriale la donna americana di 40 anni che ha interrotto 15 gravidanze in 17 anni. Irene Vilar, così si chiama la protagonista di questa vicenda, non lo ha fatto per necessità, per povertà o per ignoranza, ma solo per fare un dispetto al primo marito che le diceva spesso &#8220;avere bambini uccide il desiderio sessuale&#8221;.</p>
<p>La Vilar ha scritto un libro dal titolo: &#8220;Impossibile Motherhood: Testimony of an Abortion Addict&#8221;, letteralmente &#8220;Maternità impossibile: la testimonianza di una donna dipendente dall’aborto&#8221;.<br />
Il testo ha portato alla donna una montagna di soldi e popolarità, e ha diviso l&#8217;opinione pubblica americana.</p>
<p><strong>E&#8217; difficile parlare di aborto</strong>. Io sono convinto, anche in quanto cattolico, che si tratti di un omicidio legalizzato; tuttavia sono perfettamente consapevole che esistano situazioni in cui per una donna è molto difficile, doloroso e drammatico portare a termine una gravidanza.</p>
<p>Vorrei che su questo tema, così difficile da trattare, parlassero i grandi uomini che ci hanno preceduto. Ho trovato alcune citazioni interessanti su un sito web (sandrodiremigio.com) che mi hanno fatto pensare. Ve le riporto, come spunto di riflessione da condividere.</p>
<p>Mahatma Gandhi ha pronunciato una frase storica sul tema: &#8220;Mi sembra chiaro come la luce del giorno che l&#8217;aborto è un crimine&#8221;. Papa Giovanni Paolo II, nella sua &#8220;Evangelium Vitae&#8221;, ha detto: &#8220;L&#8217;aborto procurato è l&#8217;uccisione deliberata e diretta, comunque venga attuata, di un essere umano nella fase iniziale della sua esistenza, compresa tra il concepimento e la nascita&#8221;. Pier Paolo Pasolini, nel 1975, ha scritto: &#8220;Sono traumatizzato della legalizzazione dell&#8217;aborto perchè la considero, come molti, una legalizzazione dell&#8217;omicidio&#8221;.</p>
<p>Si può decidere laicamente di girare la testa dall&#8217;altra parte, ma chiunque abbia visto un&#8217;ecografia sa che il feto è una vita a tutti gli effetti. Nel momento stesso del concepimento la &#8220;vita in potenza&#8221; diventa &#8220;vita in atto&#8221;. Pochi giorni dopo un minuscolo cuore comincia a pulsare. A dieci settimane tutti gli organi del bambino sono formati.</p>
<p>Mentre la Vilar si gode i proventi del suo libro, Papa Benedetto XVI sull&#8217;Osservatore Romano scrive: &#8220;E&#8217; necessario aiutare tutte le persone a prendere coscienza del male intrinseco del crimine dell&#8217;aborto che, attentando contro la vita umana al suo inizio, è anche un&#8217;aggressione contro la società stessa&#8221;.</p>
<p>Rivolgendosi alle donne che hanno praticato un aborto Giovanni Paolo II, con la sua dolce fermezza, ha scritto: &#8220;Un pensiero speciale vorrei riservare a voi, donne che avete fatto ricorso all&#8217;aborto. La Chiesa sa quanti condizionamenti possono aver influito sulla vostra decisione, e non dubita che in molti casi s&#8217;è trattato d&#8217;una decisione sofferta, forse drammatica. Probabilmente la ferita nel vostro animo non s&#8217;è ancor rimarginata. In realtà, quanto è avvenuto è stato e rimane profondamente ingiusto. Non lasciatevi prendere, però, dallo scoraggiamento e non abbandonate la speranza. Sappiate comprendere, piuttosto, ciò che si è verificato e interpretatelo nella sua verità. Se ancora non l&#8217;avete fatto, apritevi con umiltà e fiducia al pentimento: il Padre di ogni misericordia vi aspetta per offrirvi il suo perdono e la sua pace nel sacramento della Riconciliazione. Vi accorgerete che nulla è perduto e potrete chiedere perdono anche al vostro bambino, che ora vive nel Signore. Aiutate dal consiglio e dalla vicinanza di persone amiche e competenti, potrete essere con la vostra sofferta testimonianza tra i più eloquenti difensori del diritto di tutti alla vita. Attraverso il vostro impegno per la vita, coronato eventualmente dalla nascita di nuove creature ed esercitato con l&#8217;accoglienza e l&#8217;attenzione verso chi è più bisognoso di vicinanza, sarete artefici di un nuovo modo di guardare alla vita dell&#8217;uomo&#8221;.</p>
<p>In Italia si pratica un aborto ogni circa 4 minuti. Stiamo parlando di circa 370 al giorno. Nel 1983 nel nostro Paese si praticavano 234.000 interruzioni di gravidanza ogni anno, mentre nel 2004 sono scese a 136.700. In tutto il mondo si pratica un aborto ogni secondo, pari a circa 46 milioni all&#8217;anno.</p>
<p>Il fatto che una donna possa vantarsi di avere usato l&#8217;aborto come metodo contraccettivo, o che abbia ucciso 15 feti per far dispetto al marito, o che qualcuno compri questo libro&#8230; mi lascia davvero scioccato.</p>
<p>FONTE: Dal sito web http://www.sandrodiremigio.com/</p>
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	</channel>
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