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	<title>Nicola Bellotti 5.0</title>
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	<description>Strategia e creativita. Fotografia. Romanzi fantasy. Editoriali ed opinioni.</description>
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		<title>Dopo Grecia e Italia, la prossima a scivolare sarà la Francia?</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Nov 2011 17:13:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Bellotti</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Dopo l&#8217;Italia e la Grecia, toccherà alla Francia?&#8221;. Questo titolo a caratteri cubitali è stato pubblicato in prima pagina dal quotidiano &#8220;Le Monde&#8221;, che ha analizzato la situazione francese mettendo in luce una serie di pericoli molto concreti. Nei giorni scorsi Standard &#038; Poor&#8217;s aveva mandato un messaggio ai suoi abbonati scrivendo: &#8220;Debito sovrano, Francia, downgrading&#8221;. Poche parole per dire che Parigi non avrebbe più contato sulla &#8220;tripla A&#8221;. Ma alcuni minuti dopo &#8211; quando già il mondo intero era finito nel caos &#8211; la notizia è stata smentita da New York. Una coincidenza strana, soprattutto se si pensa che la perdita dalla &#8220;tripla A&#8221; da parte della Francia è data come sempre più probabile negli ambienti finanziari europei e americani. </p>
<p>La verità è che gli speculatori hanno preso di mira gli Oat, i titoli di Stato francesi che equivalgono &#8211; in sostanza &#8211; ai nostri Btp. Queste operazioni sugli Oat stanno causando problemi di spread e di rendimenti, esattamente come quelli che hanno colpito il nostro Paese. A metà della scorsa settimana il divario tra gli Oat decennali e i loro corrispettivi tedeschi, a cui tutti fanno riferimento, è schizzato a 170 punti base (in luglio erano 60!). Un record negativo storico che non ha precedenti nell&#8217;era dell&#8217;euro. Se i conti francesi sono migliori di quelli italiani, alcuni aspetti dell&#8217;economia reale fanno pensare. La disoccupazione in Francia sta sfiorando il 10% contro l&#8217;8,3% dell&#8217;Italia. Il deficit pubblico a fine 2011 è stimato intorno al 5,8% in Francia, mente in Italia è il 3,7% del Pil. In più il debito delle famiglie francesi nel 2010 era il 55,1% del Pil, contro il 45% del nostro Paese.</p>
<p>L&#8217;economista Marc Touati ha commentato questa fase con parole che non lasciano spazio all&#8217;interpretazione. &#8220;La questione ormai non è più se la Francia abbandonerà la tripla A,&#8221; ha spiegato, &#8220;ma quando&#8221;. &#8220;L&#8217;allargamento dello spread con i Bund tedeschi riflette un&#8217;oggettiva differenza nella gestione delle finanze dello Stato. Dal 2001 il deficit pubblico è stato in media il 4,1% del Pil in Francia e il 2,5% in Germania&#8221;. La conferma arriva da un altro stimato economista, Jacques Attali, che ha sottolineato: &#8220;Non facciamoci illusioni: sul mercato il rating del debito pubblico francese non è più la tripla A&#8221;. Punto.</p>
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		<title>Israele pronto ad attaccare l&#8217;Iran. Uno scenario da Terza Guerra Mondiale</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Nov 2011 17:09:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Bellotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali su Piacenza Night]]></category>
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		<description><![CDATA[Tutto il mondo attende le rivelazioni dell&#8217;Agenzia atomica dell&#8217;Onu con le foto satellitari che proverebbero i test iraniani con le armi atomiche. I nuovi missili forniti all&#8217;Iran dalla Siria, alleato anti israeliano, sono in grado di raggiungere qualsiasi città ebraica, e Israele è pronto ad un attacco militare. Ieri il presidente Shimon Peres ha ribadito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tutto il mondo attende le rivelazioni dell&#8217;Agenzia atomica dell&#8217;Onu con le foto satellitari che proverebbero i test iraniani con le armi atomiche. I nuovi missili forniti all&#8217;Iran dalla Siria, alleato anti israeliano, sono in grado di raggiungere qualsiasi città ebraica, e Israele è pronto ad un attacco militare. Ieri il presidente Shimon Peres ha ribadito in una intervista ad una televisione israeliana, che &#8220;un attacco all&#8217;Iran è sempre più verosimile&#8221;. Questa minaccia preoccupa gli USA che temono di non essere avvertiti prima di un possibile attacco, e che la rappresaglia colpisca i soldati americani in Irak e nel Golfo Persico. Le minacce di Teheran al popolo ebraico si fanno sempre più concrete, e negli ultimi mesi la situazione sta diventando davvero critica. Una guerra tra Iran e Israele potrebbe avere effetti devastanti e portare ad un conflitto globale dagli scenari solo ipotizzabili.</p>
<p>Tra gli obiettivi minacciati dall&#8217;Iran ci sono tutte le basi americane nella zona e anche la base aerea di Shindad nell&#8217;Afghanistan occidentale, sotto comando italiano. Israele dispone di una potenza di fuoco impressionante e potrebbe attaccare con i missili balistici Jericho, i quali hanno una gittata di 4.000 chilometri, o dai sottomarini armati con testate nucleari e presenti nel golfo dell&#8217;Oman. Per Israele &#8220;è possibile un&#8217;incursione aerea di 24 ore, ma non riuscirebbero ad evitare la ritorsione&#8221;, ha sottolineato Mario Arpino, ex capo di stato maggiore e comandante italiano durante la guerra del Golfo nel &#8216;91. In poche ore una pioggia di missili (con testate chimiche, batteriologiche o peggio nucleari) colpirebbe tutte le città israeliane. I missili Shabab 4 possono raggiungere anche l&#8217;Europa meridionale. &#8220;Tutte le installazioni nucleari sul territorio sionista sono nel nostro raggio d&#8217;azione. Se saremo attaccati risponderemo con i missili all&#8217;aggressione&#8221; ha dichiarato ai media il generale Mohammed Ali Jafari, comandante dei Guardiani della rivoluzione.</p>
<p>L&#8217;Iran potrebbe attaccare l&#8217;Occidente anche tagliando alcune arterie petrolifere sotto il controllo della Repubblica Islamica, influenzando almeno il 50% delle forniture mondiali di greggio, facendo esplodere una crisi già in atto. Inoltre tutte le cellule terroristiche potrebbero attivarsi per compiere attacchi suicidi nelle principali capitali europee e negli Stati Uniti.</p>
<p>Intanto in Sardegna, proprio in queste ore, è stata condotta un&#8217;esercitazione dell&#8217;aviazione israeliana in collaborazione con quella italiana, per addestrarsi alle missioni a lunga distanza che necessitano di rifornimenti in volo. Tutti segnali di uno stato di agitazione concreto che trovano conferma nelle dichiarazioni del presidente israeliano in una intervista a Channel 2: &#8220;Israele è più vicino a ricorrere all&#8217;opzione militare che a trovare una soluzione diplomatica contro la minaccia&#8221; del programma nucleare di Teheran. E&#8217; lecito essere preoccupati.</p>
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		<title>Benvenuti sul nuovo Piacenza Night 4.0</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Nov 2011 17:15:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Bellotti</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Alessandra Menzani]]></category>
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		<category><![CDATA[Davide Galli]]></category>
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		<description><![CDATA[Sono davvero emozionato. Quello che avete davanti è il frutto di mesi di incessante lavoro, di decisioni prese con il fiato sospeso, di continui confronti con i lettori attraverso Facebook, Twitter e LinkedIn. La versione 4.0 di Piacenza Night era prevista per il 2012, ma uno tsunami informatico che ha travolto la società che gestiva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono davvero emozionato. Quello che avete davanti è il frutto di mesi di incessante lavoro, di decisioni prese con il fiato sospeso, di continui confronti con i lettori attraverso Facebook, Twitter e LinkedIn. <a href="http://www.piacenzanight.com">La versione 4.0 di Piacenza Night</a> era prevista per il 2012, ma uno tsunami informatico che ha travolto la società che gestiva i nostri server nell&#8217;aprile scorso, cancellando in un lampo 12 anni di lavoro, ci ha obbligato a cambiare le nostre strategie. Nelle settimane successive all&#8217;incidente, grazie ai vecchi backup e soprattutto alla cache di Google e di Yahoo, una parte dei contenuti è stata ripristinata e siamo riusciti a rimettere in linea un sito che, pur sembrando funzionante, riusciva a stare in piedi per miracolo. Da allora abbiamo investito tutte le nostre risorse nella realizzazione di un portale tutto nuovo, progettato da zero. Lo sforzo è stato enorme, soprattutto se si considera il fatto che Piacenza Night è (e rimarrà sempre) un progetto no profit.</p>
<p>Piacenza Night, il primo web magazine di Piacenza e dintorni, è nato nel 2000. Fin da subito è stato apprezzato per la sua rubrica di critica cinematografica &#8211; ripresa da più testate a livello nazionale &#8211; e per le recensioni di tutti i ristoranti, gli alberghi, i locali pubblici e gli agriturismi della nostra Provincia. La scelta di dedicare mensilmente la copertina ad una &#8220;ragazza della porta accanto&#8221; ha permesso a Piacenza Night di superare i confini territoriali elettivi, divenendo oggetto di interesse e di curiosità in tutto il Paese. Negli anni successivi il magazine è stato arricchito con contenuti informativi aggiornati 24 ore su 24, divenendo immediatamente una delle fonti di Google News. Nel 2006, quando la testata giornalistica è stata registrata presso il tribunale di Piacenza, vantava circa 100.000 contatti (hits) e 7.000 visitatori unici al giorno. Le più recenti rilevazioni, che si riferiscono ai mesi del 2010 precedenti il blackout, confermano Piacenza Night al primo posto nella classifica dei siti web a contenuto giornalistico editi nel territorio piacentino. Il nostro magazine è l&#8217;unico ad essere indicizzato nella classifica di Alexa dei migliori 100.000 siti del mondo (a febbraio la sua posizione era la n. 69.000 nel ranking internazionale, e la n. 1600 nel ranking italiano).</p>
<p>Nel salutare il lancio di questo rinnovato magazine, desidero ringraziare tutti coloro che negli ultimi 12 anni hanno contribuito al suo successo. Un ringraziamento particolare va al nostro direttore responsabile, <b>Susanna Pasquali</b>, che supervisiona il nostro lavoro e cerca di tenerci lontano dai guai, e al nostro webmaster <b>Gagan Deep Dharam</b>, che con le sue visioni ci traghetta sempre più vicini al futuro. Un altro &#8220;grazie&#8221; speciale va a mia moglie <b>Ghita Pasquali</b>, che oltre ad avermi dato la gioia di due splendide bambine, alimenta questo nostro figlio elettronico sobbarcandosi da 12 anni l&#8217;intera gestione della rubrica di critica cinematografica. Grazie anche a <b>Linda Barani</b>, che con i suoi articoli di gossip e cronaca rosa rende più leggera e divertente ogni nostra giornata. Grazie ad <b>Alessandro Bucalo</b>, un pilastro portante della nostra redazione (senza il cui aiuto non riuscirei nemmeno a trovare il tempo di allacciarmi le scarpe). Grazie a <b>Davide Galli</b>, alle sue stoccate e alle sue pillole di saggezza; grazie per l&#8217;opportunità di confronto che offri a chi non la pensa come te. Grazie a <b>Giorgio Betti</b> per le sue opinioni libere che non temono l&#8217;altrui giudizio. Grazie al nuovo acquisto <b>Alessandro Maggi</b>, che si occuperà di scienza e tecnologia.</p>
<p>Grazie ancora a <b>Caterina Baldini</b>, che oggi conduce &#8220;Sky TG 24&#8243; e che fondò insieme a me questa rivista; ad Alessandra Menzani, che leggiamo su &#8220;Libero&#8221;; a Vladimiro Poggi che ha trovato la sua strada in televisione. E infine, spero di non dimenticare nessuno, grazie a tutti quelli che hanno collaborato con contenuti, sul fronte tecnico o con le loro preziose idee: Marco Tozzi-Condivi, Eviana Pasquali, Matteo Maria Maj, Andrea Pasquali, Gianpietro Bisaglia, Giovanni Rutigliano, Roberto Ridella, Maria Clara Zermani, Bernardo Tacchini, Davide Civardi, Matteo Gobbi, Alessandro Mastroianni, Alessandro Borghi, Gaetano Jose Gasparini, Tony Face, Jennifer Diana Tagliaferri, Alessandro Marseglia, Ilia Casali, Corrado De Castro, Benedetta Soffientini, Andrea Grieco, Paolo Di Benedetto, Monica Marcotti, Francesca Villa, Donato De Ieso, Corrado Gaviglio, Paolo Malpeli, Paolo Bassini, Samantha Baldini. Marco Cirasaro, Alessandra Pellettieri, Lucia Valla, Francesca Di Mauro, Gianandrea Petrolati, Moreno Moschioni, Mattia Bersani, Alessandro Carminati, Laura Bellotti, Giuseppe Dieci, Giorgio Lambri, Marzia Foletti, Luigi Niccolò Caramatti, Corrado Astrua, Davide Bellocchi, Gianmatteo Mazzoni, Leone Astrua, Michele Orsi, Luca Chiodaroli, Andrea Santangelo, Andrea Montenet, Enrico Morini, Michele Mancuso, Giacomo Ghisolfi.</p>
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		<title>SIAE. Non canto sotto la doccia per paura che mi chieda i diritti</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Oct 2011 17:18:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Bellotti</dc:creator>
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		<category><![CDATA[SIAE]]></category>

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		<description><![CDATA[Su Facebook è nato un gruppo che si chiama: &#8220;Non canto sotto la doccia e non fischio per strada per paura della Siae&#8221;. E&#8217; un&#8217;idea simpatica per trattare con un velo di ironia la notizia che in questi giorni ha fatto infuriare il popolo del web. La Siae, infatti, avrebbe invitato i maggiori siti di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Su Facebook è nato un gruppo che si chiama: &#8220;Non canto sotto la doccia e non fischio per strada per paura della Siae&#8221;. E&#8217; un&#8217;idea simpatica per trattare con un velo di ironia la notizia che in questi giorni ha fatto infuriare il popolo del web. La Siae, infatti, avrebbe invitato i maggiori siti di trailer a carattere commerciale a regolarizzare la propria posizione perché diffondere al pubblico colonne sonore senza aver assolto i diritti rappresenterebbe una violazione della legge. Ci sono siti che con i trailers ci campano, ma tutti i blog, le newsletter e i magazine che incorporano, come oggetti provenienti da fonti terze, le anteprime dei film, come dovrebbero comportarsi? Ecco la risposta ufficiale: &#8220;i magazine e i blog cinematografici on line e gli altri siti aumentano la loro attrattività verso gli utenti (e quindi verso gli inserzionisti pubblicitari) arricchendo con i trailer e con la musica in genere i loro contenuti&#8221;. La Siae ha provato a spiegare le sue ragioni. &#8220;Dov&#8217; è la sorpresa&#8221;, chiede la società, &#8220;se un&#8217;impresa deve pagare quando si procura le materie prime per fare business? Grazie ai produttori e ai distributori cinematografici i trailer arrivano pronti all&#8217;uso ai siti e alle riviste on line che trattano dell&#8217;argomento. L&#8217;unico diritto da pagare è quello per le colonne sonore. Chi le utilizza dovrebbe trovare tutti i titolari delle varie musiche, ma con la licenza della SIAE gli utenti risolvono il problema con un unico pagamento&#8221; (450 euro a trimestre, per essere chiari). La Siae avrebbe intrapreso questa azione &#8220;per diffondere la cultura del rispetto dei diritti degli autori anche su Internet&#8221;. Sarà, ma a molti è parsa l&#8217;ennesima gabella in stile &#8220;equo compenso&#8221;, l&#8217;obolo previsto dal discusso Decreto Bondi. A ben guardare il trailer non è altro che una pubblicità che serve a promuovere la fruizione di un audiovisivo, sul quale la Siae vanta i suoi legittimi diritti. Con questa trovata la società chiede di essere pagata per promuovere un film che, a sua volta, porterà soldi nelle sue casse.</p>
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		<title>Muammar Gheddafi è stato giustiziato. Gramellini: &#8221;Non c&#8217;è mai nulla di glorioso nell&#8217;esecuzione di un tiranno. La vendetta resta una pulsione orribile anche quando si gonfia di ragioni&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Oct 2011 17:16:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Bellotti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Con che razza di cuore si può abbinare un verbo di festa alle immagini di un corpo trascinato sull&#8217;asfalto?&#8221;. Se lo domanda Massimo Gramellini, una delle firme più importanti del quotidiano &#8220;La Stampa&#8221; di Torino. &#8220;Non c&#8217;è mai nulla di glorioso nell&#8217;esecuzione di un tiranno. La vendetta resta una pulsione orribile anche quando si gonfia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Con che razza di cuore si può abbinare un verbo di festa alle immagini di un corpo trascinato sull&#8217;asfalto?&#8221;. Se lo domanda Massimo Gramellini, una delle firme più importanti del quotidiano &#8220;La Stampa&#8221; di Torino. &#8220;Non c&#8217;è mai nulla di glorioso nell&#8217;esecuzione di un tiranno. La vendetta resta una pulsione orribile anche quando si gonfia di ragioni&#8221;. Lo sfogo, che mi sento di condividere pienamente, nasce dalla diffusione delle immagini dell&#8217;esecuzione sommaria del colonnello Muammar Gheddafi, uno dei peggiori dittatori della storia moderna, che avrei voluto vedere processare per i suoi crimini contro l&#8217;umanità. La guerra in Libia si sta concludendo nel modo sperato, con la caduta di un regime totalitario e la speranza di un futuro democratico per un popolo dalle grandi tradizioni. Ho gioito per la notizia della cattura di Gheddafi, ma non sono capace di provare gaudio nel vedere un corpo umano straziato e dileggiato. Provo tristezza ogni volta che il desiderio di vendetta e la brutalità umana trovano sfogo mascherandosi dietro lo spettro di una giustizia che giusta non è. Provo orrore dopo ogni esecuzione di un criminale negli Stati Uniti o in uno dei tanti paesi in cui vige ancora la pena di morte. Ho bene impresse davanti agli occhi le immagini dell&#8217;uccisione di Sassam Hussein. Avverto un profondo disagio quando in tv vedo passare le immagini dello scempio dei cadaveri di Benito Mussolini, di Claretta Petacci e dei gerarchi fascisti che sono stati catturati insieme al dittatore&#8230; Nel libro della Genesi, dopo l&#8217;omicidio di Abele ad opera del fratello, è scritto: &#8220;Il Signore pose su Caino un segno, perché non lo colpisse chiunque l&#8217;avesse incontrato&#8221;. Il senso della giustizia non può essere distillato dal concetto di &#8220;occhio per occhio, dente per dente&#8221;. Chi è nel giusto è chiamato ad uno sforzo in più.</p>
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		<title>Steve Jobs. 1955-2011</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Oct 2011 21:58:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Bellotti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In modo semplice, austero ed efficace, Apple ricorda la morte di Steve Jobs con una bellissima fotografia in bianco e nero e con una scritta: &#8220;Steve Jobs 1955-2011&#8243;. Tutti i big dell&#8217;era tecnologica hanno ricordato il fondatore della Mela con parole toccanti. Bill Gates, fondatore di Microsoft, ha dichiarato: &#8220;Raramente nel mondo appare qualcuno che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nicolabellotti.it/images/stevejobs.jpg"><img alt="" src="http://www.nicolabellotti.it/images/stevejobs.jpg" title="Steve Jobs. 1955-2011" class="alignleft" width="166" height="250" /></a>In modo semplice, austero ed efficace, Apple ricorda la morte di Steve Jobs con una bellissima fotografia in bianco e nero e con una scritta: &#8220;Steve Jobs 1955-2011&#8243;. Tutti i big dell&#8217;era tecnologica hanno ricordato il fondatore della Mela con parole toccanti. Bill Gates, fondatore di Microsoft, ha dichiarato: &#8220;Raramente nel mondo appare qualcuno che ha un impatto così profondo, Steve mi mancherà immensamente&#8221;. Gli ha fatto eco Mark Zuckerberg, l&#8217;ideatore di Facebook: &#8220;Grazie per aver dimostrato che quello che costruisci può cambiare le cose&#8221;. Wired, la più prestigiosa rivista informatica del mondo, ha oscurato il proprio sito web in segno di lutto. Bob Iger, presidente della Walt Disney, ha commentato: &#8220;Nonostante tutti i risultati raggiunti, mi sembrava che avesse appena cominciato&#8221;. Steve Jobs non era un uomo qualunque. Il suo celebre motto, pronunciato durante il discorso di Stanford, riecheggia per il Web. &#8220;Stay Hungry. Stay Foolish&#8221;, ovvero &#8220;Siate Affamati. Siate Folli&#8221;. E un esempio di come questo visionario ha cambiato il mondo è qui sulla mia scrivania, dove coesistono un iMac, un MacBook Pro, un iPhone, un iPad e un iPod, che insieme mandano avanti la nostra agenzia pubblicitaria, rendendo il lavoro di tutti i giorni un po&#8217; più facile e soprattutto un po&#8217; più smart. </p>
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		<title>Piacenza Night 4.0. Tutto cambia, ancora una volta</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Oct 2011 15:59:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Bellotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali su Piacenza Night]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Bellotti]]></category>
		<category><![CDATA[Piacenza Night]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono passati più di 12 anni da quando la prima versione di Piacenza Night ha esordito sul web. Allora, ricordo, Internet Explorer stava insidiando il trono di Netscape Navigator e al posto di Google si usava Altavista. In Italia il quotidiano Repubblica.it era il punto di riferimento per l&#8217;editoria online, e Piacenza vantava una pioneristica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono passati più di 12 anni da quando la prima versione di Piacenza Night ha esordito sul web. Allora, ricordo, Internet Explorer stava insidiando il trono di Netscape Navigator e al posto di Google si usava Altavista. In Italia il quotidiano Repubblica.it era il punto di riferimento per l&#8217;editoria online, e Piacenza vantava una pioneristica versione di Libertà On Line. E&#8217; proprio grazie all&#8217;esperienza maturata insieme al team di Liberta.it che è nata l&#8217;idea di Piacenza Night, un magazine giovane, libero, dinamico, intorno al quale si muoveva una community in fermento che partoriva ogni giorno nuove idee e &#8211; vero lusso &#8211; poteva sperimentarle in quel &#8220;cyber-far-west&#8221; che era internet. Nato quasi per gioco, Piacenza Night ha ottenuto fin da subito un successo di pubblico oltre ogni previsione. Realizzato da una redazione di volontari (che vanta illustri collaborazioni) il magazine è un esperimento &#8220;no profit&#8221; al 100%. Tutti i servizi erogati sono e saranno sempre gratuiti. Non esiste raccolta pubblicitaria e le spese sono solo parzialmente coperte dagli annunci di Google e da pochissimi banner frutto per lo più di collaborazioni. Nel 2006, quando la testata giornalistica è stata registrata presso il tribunale di Piacenza, era letta non solo nel suo territorio elettivo, ma in tutto il Paese. Nel 2010, anno dei record, Piacenza Night era l&#8217;unico prodotto editoriale piacentino ad essere indicizzato nella classifica di Alexa dei migliori 100.000 siti del mondo (raggiungendo la posizione n. 61.000). La versione 4.0 di Piacenza Night, che avrebbe dovuto fare il suo esordio nel gennaio del 2012, verrà presentata al pubblico nei prossimi giorni. Nell&#8217;aprile di quest&#8217;anno, infatti, un grave incidente tecnico avvenuto presso la sede della società che fornisce i servizi di hosting alla nostra rivista, ha seriamente compromesso le funzioni del sito. Il database è stato gravemente danneggiato e molti contenuti sono andati irrimediabilmente persi. Piacenza Night è tornato in linea dopo un mese di black out, con le ossa rotte. Siamo stati costretti a scegliere se chiudere definitivamente il progetto, o se investire tutte le nostre risorse nella realizzazione anticipata di un portale tutto nuovo. Lo sforzo è stato enorme, soprattutto se si considera il fatto che Piacenza Night è (e rimarrà) un progetto non a scopo di lucro. Comprenderete la mia emozione nell&#8217;annunciarvi che ce l&#8217;abbiamo quasi fatta e che tra un paio di settimane metterete le mani sulla versione beta di Piacenza Night 4.0. Spero ardentemente che ci aiuterete a vincere anche questa scommessa. </p>
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		<title>Addio iPod. Apple pronta a mandare in pensione il suo rivoluzionario lettore di mp3?</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Sep 2011 15:59:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Bellotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali su Piacenza Night]]></category>
		<category><![CDATA[Apple]]></category>
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		<description><![CDATA[Nell&#8217;era del touch, la famiglia iPod potrebbe essere ridimensionata, con l&#8217;eliminazione definitiva dei modelli Classic e Shuffle. Secondo il sito americano Cnet.com, l&#8217;azienda di Cupertino punterebbe tutto sulla tecnologia touchscreen di iPhone, iPad e iPod Touch. Se la notizia fosse confermata, l&#8217;era dell&#8217;iPod classico, presentato nel 2001 da Steve Jobs e oggetto che ha contribuito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;era del touch, la famiglia iPod potrebbe essere ridimensionata, con l&#8217;eliminazione definitiva dei modelli Classic e Shuffle. Secondo il sito americano Cnet.com, l&#8217;azienda di Cupertino punterebbe tutto sulla tecnologia touchscreen di iPhone, iPad e iPod Touch. Se la notizia fosse confermata, l&#8217;era dell&#8217;iPod classico, presentato nel 2001 da Steve Jobs e oggetto che ha contribuito fortemente a rivoluzionare la Mela consentendole di penetrare in molte case, potrebbe concludersi dopo soli 10 anni. Senza alcun dubbio la diffusione dell&#8217;iPod ha rivoluzionato in modo decisivo la fruizione della musica a livello globale. Per quelli che, come me, hanno sempre amato il &#8220;Classic&#8221; per la possibilità di portare con sé fino a 160 Gb di musica è un evento luttuoso. Trovo impagabile, infatti, la possibilità di non dover scegliere quali brani caricare sul mio iPod, avendo sempre con me tutti i dischi acquistati, convertiti e scaricati nella mia vita. </p>
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		<title>Standard and Poor&#8217;s declassa l&#8217;Italia. &#8221;Deboli le prospettive del Paese&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Sep 2011 15:58:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Bellotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali su Piacenza Night]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Standard and Poor's]]></category>

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		<description><![CDATA[La classe politica italiana e le inefficienze del settore pubblico in genere sono il vero problema del nostro Paese. E&#8217; ciò che emerge dalle note diffuse da &#8220;Standard and Poor&#8217;s&#8221;, che ha declassato il rating sul debito italiano, portandolo da &#8220;A+/A-1&#8243; ad &#8220;A/A-1&#8243;, con outlook negativo. &#8220;Questo declassamento dell&#8217;Italia&#8221;, ha spiegato l&#8217;agenzia di rating nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La classe politica italiana e le inefficienze del settore pubblico in genere sono il vero problema del nostro Paese. E&#8217; ciò che emerge dalle note diffuse da &#8220;Standard and Poor&#8217;s&#8221;, che ha declassato il rating sul debito italiano, portandolo da &#8220;A+/A-1&#8243; ad &#8220;A/A-1&#8243;, con outlook negativo. &#8220;Questo declassamento dell&#8217;Italia&#8221;, ha spiegato l&#8217;agenzia di rating nella notte, &#8220;riflette le deboli prospettive di crescita del paese, la fragile coalizione di governo (&#8230;) le differenti posizioni politiche all&#8217;interno del Parlamento&#8221; che continuano a &#8220;limitare la capacità del governo di rispondere in modo deciso alle sfide macroeconomiche sia a livello interno che internazionale&#8221;.<br />
Secondo &#8220;Standard and Poor&#8217;s&#8221;, le misure varate non senza difficoltà dal Governo, con una manovra complessiva da 60 miliardi, si tradurranno in una crescita ancora più debole dell&#8217;economia italiana rispetto alle previsioni dello scorso maggio. Inoltre l&#8217;aumento della pressione fiscale in un Paese già gravato da troppe tasse, la crescita prevista per i tassi di interesse e la modesta attrazione di investimenti e capitali dall&#8217;estero, fanno pensare che l&#8217;Italia non riuscirà a consolidare i conti pubblici entro il 2013.</p>
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		<title>Silvio Berlusconi: &#8221;Non ho nulla di cui vergognarmi&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Sep 2011 15:56:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Bellotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali su Piacenza Night]]></category>
		<category><![CDATA[Giuliano Ferrara]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa mattina ho ricevuto una email dall&#8217;entourage del Presidente del Consiglio, Sivlio Berlusconi, nella quale viene riportata una lunga lettera scritta al direttore de &#8220;Il Foglio&#8221;, Giuliano Ferrara. In questa lettera il Presidente Berlusconi si sfoga, parlando dello scandalo che riempie le pagine dei giornali e di come tale scandalo riguardi &#8220;centinaia di persone sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa mattina ho ricevuto una email dall&#8217;entourage del Presidente del Consiglio, Sivlio Berlusconi, nella quale viene riportata una lunga lettera scritta al direttore de &#8220;Il Foglio&#8221;, Giuliano Ferrara. In questa lettera il Presidente Berlusconi si sfoga, parlando dello scandalo che riempie le pagine dei giornali e di come tale scandalo riguardi &#8220;centinaia di persone sono esposte al ludibrio e al linciaggio&#8221;. La ritengo una lettera molto interessante e ve la ripropongo, sperando che possa nascere un dibattito costruttivo sull&#8217;uso a mio avviso inaccettabile delle intercettazioni. La vita privata di molte persone è stata sbattuta sui giornali per attaccare Silvio Berlusconi. Per lo stesso motivo nel Regno Unito è stato chiuso il tabloid più popolare (leggi: &#8220;Dopo lo scandalo del giornalismo britannico Murdoch chiude News of The World&#8221;).<span id="more-385"></span></p>
<p>&#8220;Caro direttore,<br />
è vero, come Lei scrive, che il mio comportamento, così come descritto dai giornali in questi giorni, appare scandaloso. Ma il mio comportamento non è stato assolutamente quello che viene descritto ed io Le confermo, come ho già avuto modo di dirLe, che non ho fatto mai nulla di cui io debba vergognarmi. E&#8217; invece, per fare un esempio, del tutto inaccettabile e addirittura criminale che persone che sono solo state presenti a mie cene con numerosi invitati siano marchiate a vita come &#8220;escort&#8221;. Mi dispiace anche, per fare un altro esempio, dei falsi pettegolezzi che sono stati creati grazie ai soliti brogliacci telefonici sulla signora Arcuri, che è stata invece mia ospite inappuntabile in Sardegna e a Palazzo Grazioli.<br />
Non ho affatto intenzione di respingere una richiesta di testimonianza, che è mio interesse rendere, tanto che ho già inviato una dichiarazione scritta ma che ha, così come congegnata, l&#8217;aria di un trappolone politico-mediatico-giudiziario. Pretendo però come ogni cittadino che i magistrati rispettino anche loro la legge. Da tre anni sono sottoposto a un regime di piena e incontrollata sorveglianza il cui evidente scopo è quello di costruirmi addosso l&#8217;immagine di ciò che non sono, con deformazioni grottesche delle mie amicizie e del mio modo di vivere il mio privato, che può piacere o non piacere, ma che è personale, riservato e incensurabile. Il problema però è che da tre anni è in atto un mascalzonesco tentativo di trasformare la mia vita privata in un reato. Ed è questo uno scandalo intollerabile da parte di un circuito mediatico e giudiziario completamente impazzito di cui nessuno sembra preoccuparsi e di cui nessuno si scusa.<br />
Questo incommensurabile scandalo non riguarda solo me. Decine, centinaia di persone sono esposte al ludibrio e al linciaggio, senza alcuna remora sia quando si tratti di gente comune o di personalità della vita pubblica e di questioni di bottega domestica sia perfino quando si tratti di vicende che determinano lo status del Paese sulla scena internazionale. Non è mai successo prima.<br />
Nessun uomo di Stato è stato fatto oggetto di una aggressione politica, mediatica, giudiziaria, fisica, patrimoniale e di immagine come quella a cui sono stato sottoposto io. È un trattamento inaccettabile, che si accompagna a una campagna di delegittimazione che punta a scardinare il funzionamento regolare delle istituzioni per interessi fin troppo chiari. La campagna si è intensificata quando ho vinto le elezioni per la terza volta, quando il sistema è stato semplificato e reso più trasparente in senso bipolare, quando si è capito che era alle porte una legislatura aperta alle riforme necessarie alla crescita di questo Paese e alla sua modernizzazione. Missione difficile per la quale ho cercato di mettere in campo gente nuova, estranea ai vecchi giochi dell&#8217;establishment, gente giovane e votata al &#8220;fare&#8221;. Questa campagna non è mai finita, si è nutrita di attacchi a me, al mio partito, ai miei uomini, ai miei ministri, alla generazione di giovani che ho promosso in politica, e si è sparso su tutti il magma eruttivo dello scandalismo per ridurre in cenere una alta popolarità e una grande speranza. Sfruttando ogni aspetto della mia vita privata e della mia personalità, cercando di colpirmi definitivamente con mezzi diversi da quelli della critica politica e della verifica elettorale.<br />
Lei dice bene: Berlusconi è uno scandalo permanente, perché è scandalosa la pretesa di governare stabilmente un Paese con il mandato degli italiani, è scandaloso che un imprenditore rubi il mestiere a una classe politica fallimentare, è scandalosa la pretesa di fronteggiare la grande crisi mondiale con mezzi e con propositi diversi da quelli tradizionali. Ho presentato il mio governo alle Camere nel 2008 chiedendo uno sforzo comune per la crescita e proponendo una fase nuova e pacificata nella vita nazionale dopo le drammatiche divisioni del passato e l&#8217;imbarbarimento del linguaggio e dei metodi politici. Ho cercato di fare il mio dovere e di riunificare il Paese, come con il discorso di Onna il 25 aprile. Ho ammonito tutti, nel gennaio di quest&#8217;anno, sulla necessità di arrivare alla primavera-estate, mentre nuove regole e parametri incombevano sul sistema finanziario europeo e mondiale, con la più grande frustata della storia al cavallo dell&#8217;economia.<br />
Non tutto quello che in politica si vuole è poi possibile ottenerlo, e non nego anche miei possibili errori. Ma l&#8217;obiettivo di distruggere un uomo politico e una leadership, usando mezzi impropri e di dubbia legalità, come ha fatto e fa il circuito mediatico-giudiziario, costituisce un tentativo che sa di profonda, radicale ingiustizia e che va combattuto per la libertà di ciascuno di noi.<br />
Io non mollo, caro direttore. Per quanto lo spionaggio sistematico e l&#8217;accanimento fazioso mi abbiano preso di mira, e con me vogliano arrivare a pregiudicare l&#8217;autonomia e la sovranità del Parlamento e del popolo elettore, c&#8217;è ancora in questo Paese, in questa Italia che amo e che è stata divisa da una partigianeria senza principi, un&#8217;opinione pubblica, un insieme di persone e di gruppi leali allo spirito repubblicano, una maggioranza di italiani che non sono disponibili ad avventure e a nuovi ribaltoni decisi nei salotti, nelle redazioni e in certi ambienti giudiziari.<br />
Il mio appello è a tutte le persone e le forze responsabili, e non deriva da interesse personale. È un appello in nome dei valori di libertà, di autonomia e di indipendenza dell&#8217;individuo di fronte allo Stato, un monito che viene raccolto ogni giorno da molti e il cui frutto sarà pronto per il giudizio dei cittadini quando si terranno, nel 2013, le prossime elezioni politiche.<br />
Alcuni circoli mediatico-finanziari anglofoni mi hanno giudicato inadatto a governare l&#8217;Italia ma gli italiani sono stati di diverso parere, e ho dalla mia, dal tempo in cui entrai in politica, risultati che saranno scritti nei libri di storia. Saranno ancora una volta gli italiani, e poi gli storici, a dare il loro giudizio su un Paese in cui si fanno centomila e poi altre centomila intercettazioni ancora per devastare attraverso i media il lavoro quotidiano di chi ha avuto l&#8217;investitura democratica per guidare l&#8217;Italia in questi anni difficili&#8221;. </p>
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