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	<title>Nicola Bellotti 5.0 &#187; Antonio Di Pietro</title>
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	<description>Strategia e creativita. Fotografia. Romanzi fantasy. Editoriali ed opinioni.</description>
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		<title>Milano dedica una via a Bettino Craxi. Il &#8220;craxismo&#8221; tra revisione &#8220;estetica&#8221; e rivoluzione modernista, come dice Wikipedia</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 20:07:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Bellotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali su Piacenza Night]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Di Pietro]]></category>
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		<description><![CDATA[Fa discutere la decisione del sindaco di Milano Letizia Moratti di intitolare una strada, un parco o un altro luogo della città a Bettino Craxi, storico leader del Partito Socialista Italiano. L&#8217;ex Presidente del Consiglio, statista la cui attività amministrativa non può che essere ricordata per la sua rilevanza storica, fu travolto dai fatti di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fa discutere la decisione del sindaco di Milano Letizia Moratti di intitolare una strada, un parco o un altro luogo della città a Bettino Craxi, storico leader del Partito Socialista Italiano. L&#8217;ex Presidente del Consiglio, statista la cui attività amministrativa non può che essere ricordata per la sua rilevanza storica, fu travolto dai fatti di Tangentopoli, e morì in Tunisia, ad Hammamet, dove era latitante in seguito alle condanne.</p>
<p>Sul mutamento introdotto da Craxi nella politica e nella società italiana, mi limito a riportare quello che recita Wikipedia.</p>
<p>&#8220;Quali che fossero destinati ad essere i suoi orientamenti tattici dopo la rovinosa caduta degli anni Novanta, la sua formazione personale e politica restava strategicamente di sinistra: per tutti gli anni Ottanta l&#8217;attenzione per il progresso sociale e le conquiste sociali della sinistra non fu da lui abbandonata, se è vero che, ancora vent&#8217;anni dopo, Massimo D&#8217;Alema indicava in Craxi uno dei due soli leader di partiti di sinistra che abbiano assunto la carica di capo del Governo nei 148 anni dall&#8217;Unità d&#8217;Italia&#8221;.</p>
<p>(&#8230;) vi è chi ha sottolineato come, al di là delle estremizzazioni mediatiche, il craxismo abbia &#8220;lanciato&#8221; una generazione di giovani di cui, ancora a vent&#8217;anni di distanza e dagli opposti fronti degli schieramenti parlamentari, le istituzioni e la gestione della cosa pubblica ancora si avvalgono. Ma il quesito storiografico è se questa spinta modernizzatrice abbia avuto anche un valore in sé, oltre all&#8217;emersione di una nuova generazione di politici e di amministratori. Secondo alcuni gli anni di Craxi “sono il frutto di quell&#8217;idea di moderno in cui l&#8217;individualismo senza princìpi si sostituisce alle solidarietà tradizionali in crisi”, di cui quel governo seppe solo accelerare la “destrutturazione” senza sostituirvi nuovi valori. Secondo altri, invece, “Craxi interpreta le domande di dinamicità di una società che cambia e chiede alla politica di stare al passo”, a differenza di chi vedeva “nei cambiamenti un&#8217;insidia, anziché un&#8217;opportunità”.</p>
<p>Tornando alla proposta del sindaco Moratti, Antonio Di Pietro ha commentato con la consueta delicatezza che lo contraddistingue: facciamola pure questa via, ma scriviamo che era un politico corrotto ed è morto da latitante. Al commento di Di Pietro si è associato il vecchio capo del pool Francesco Saverio Borrelli, anch&#8217;egli convinto che sia &#8221;indecoroso e insultante&#8221; dedicare una strada &#8221;a chi e&#8217; morto da latitante&#8221;, e l&#8217;altro ex magistrato Luigi De Magistris, che ha definito &#8216;indecente&#8221; la sola idea.</p>
<p>In questo polverone ho trovato, una volta tanto, illuminanti le parole di Pier Ferdinando Casini, che ha commentato: &#8220;Le vie d&#8217;Italia non devono necessariamente essere dedicate ai santi ma a personalita&#8217; che hanno servito il proprio Paese. Credo che Craxi sia stato riabilitato gia&#8217; nei fatti molto prima di questa decisione della Moratti. Ha fatto errori, e certamente non ce ne possiamo dimenticare, ma ha avuto anche meriti&#8221;.</p>
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		<title>Aggressione a Silvio Berlusconi. Soddisfazione di Antonio Di Pietro? La Russa: &#8220;Questo è il frutto della politica dell&#8217;odio&#8221;</title>
		<link>http://www.nicolabellotti.it/index.php/2009/12/aggressione-a-silvio-berlusconi-soddisfazione-di-antonio-di-pietro-la-russa-questo-e-il-frutto-della-politica-dellodio/</link>
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		<pubDate>Mon, 14 Dec 2009 08:31:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Bellotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali su Piacenza Night]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Di Pietro]]></category>
		<category><![CDATA[Ignazio La Russa]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi, a Milano, hanno colpito al volto il Presidente del Consiglio del mio Paese, con un pugno o con un oggetto. Silvio Berlusconi è caduto a terra, sanguinando copiosamente dalla bocca e dal naso, ed è stato trasportato con urgenza all&#8217;ospedale San Raffaele per accertamenti.
Come ha dichiarato Pier Luigi Bersani, leader dell&#8217;opposizione, si tratta di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, a Milano, hanno colpito al volto il Presidente del Consiglio del mio Paese, con un pugno o con un oggetto. Silvio Berlusconi è caduto a terra, sanguinando copiosamente dalla bocca e dal naso, ed è stato trasportato con urgenza all&#8217;ospedale San Raffaele per accertamenti.</p>
<p>Come ha dichiarato Pier Luigi Bersani, leader dell&#8217;opposizione, si tratta di &#8220;un gesto inqualificabile che va fermamente condannato&#8221;, o meglio &#8211; come suggerisce Umberto Bossi &#8211; &#8220;un atto di terrorismo&#8221; diretta conseguenza di un &#8220;clima pesante che si avvertiva da tempo&#8221;.</p>
<p>Il ministro della difesa Ignazio La Russa ha detto parole gravi e importanti, che condivido pienamente. &#8220;Quando si fanno le manifestazioni non per un partito ma contro una persona e si incita all&#8217;odio questo è il risultato. Questo è il frutto della politica dell&#8217;odio&#8221;. Secondo il ministro, &#8220;siamo sull&#8217;orlo del baratro&#8221;.</p>
<p>Rivedendo in tv le immagini del premier del mio Paese, un uomo di 73 anni, accasciarsi a terra sanguinante con il volto stranito, non so perché ma provo un senso di vergogna, e&#8230; non riesco a cancellare dalla mia mente le parole di Antonio Di Pietro.</p>
<p>Penso al leader dell&#8217;Italia dei Valori (quali valori?) e alla sua faccia mentre dichiara, a commento dell&#8217;episodio di violenza contro Berlusconi, quanto riportato dal quotidiano <em>Il Messaggero</em>: &#8220;Berlusconi con i suoi comportamenti e il suo menefraghismo istiga alla violenza. Condivido le rimostranze dei cittadini che ogni giorno vedono un premier che tiene bloccato il Parlamento per fare leggi che servono a lui e soltanto a lui, mentre milioni di cittadini perdono il lavoro e faticano ad arrivare a fine mese&#8221;.</p>
<p>In pratica, se Di Pietro non avesse premesso di essere &#8220;contro la violenza&#8221; (e chi non lo è, almeno pubblicamente), qualcuno avrebbe potuto leggere soddisfazione nelle sue parole. In fondo, parafrasando il leader dell&#8217;Idv, il criminale che ha aggredito il Presidente del Consiglio italiano ha combattuto per liberare l&#8217;Italia da colui il quale &#8220;tiene bloccato il Parlamento per fare leggi che servono a lui e soltanto a lui, mentre milioni di cittadini perdono il lavoro e faticano ad arrivare a fine mese&#8221;.</p>
<p>Come fa una persona che, come me, ama l&#8217;Italia a non provare vergogna? Nemmeno di fronte all&#8217;aggressione del nostro Presidente riusciamo ad evitare comportamenti e dichiarazioni incivili. Ma che razza di persone ci rappresentano? Ma che razza di bestie siamo diventati?</p>
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		<title>Una parte della sinistra italiana (quella forcaiol-editorial-giustizialista) sogna un mondo più giusto, dove vigili l&#8217;occhio attento del Nuovo Ministero della Cultura Popolare</title>
		<link>http://www.nicolabellotti.it/index.php/2009/10/una-parte-della-sinistra-italiana-quella-forcaiol-editorial-giustizialista-sogna-un-mondo-piu-giusto-dove-vigili-locchio-attento-del-nuovo-ministero-della-cultura-popolare/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 09:49:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Bellotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali su Piacenza Night]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Minculpop (Ministero della Cultura Popolare) in seno al Governo Italiano del Regno d&#8217;Italia aveva il compito di controllare e organizzare la propaganda del fascismo. &#8220;Il ministero,&#8221; recita Wikipedia, &#8220;aveva l&#8217;incarico di controllare ogni pubblicazione, sequestrando tutti quei documenti ritenuti pericolosi o contrari al regime e diffondendo i cosiddetti ordini di stampa (o veline) con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Minculpop (Ministero della Cultura Popolare) in seno al Governo Italiano del Regno d&#8217;Italia aveva il compito di controllare e organizzare la propaganda del fascismo. &#8220;Il ministero,&#8221; recita Wikipedia, &#8220;aveva l&#8217;incarico di controllare ogni pubblicazione, sequestrando tutti quei documenti ritenuti pericolosi o contrari al regime e diffondendo i cosiddetti ordini di stampa (o veline) con i quali s&#8217;impartivano precise disposizioni circa il contenuto degli articoli, l&#8217;importanza dei titoli e la loro grandezza. Più in generale, questo ufficio, si occupava della propaganda, quindi non solo controllo della stampa&#8221;.</p>
<p>Una parte della sinistra italiana, quella che non sopporta che altri possano avere idee differenti dalle proprie, quella che osanna Beppe Grillo o Marco Travaglio, quella che sogna un Antonio Di Pietro che &#8211; ovviamente in piazzale Loreto &#8211; riesca ad appendere per i piedi il Premier Silvio Berlusconi, quella che grida alla &#8220;libertà di stampa perduta&#8221;, in realtà sogna la riaffermazione in grande stile del Minculpop.</p>
<p>Vi immaginate se questi signori fossero al potere? Il nuovo Minculpop prenderebbe subito possesso della tv di stato, pagata con i soldi di tutti, per fare propaganda secondo i propri interessi?</p>
<p>Nell&#8217;anno zero di questo mondo nuovo, in prima serata, magari il giovedì sera, il Minculpop metterebbe forse un giornalista di regime, contornato da una platea di ospiti tutti schierati dalla stessa parte, per demonizzare gli avversari, naturalmente senza contraddittorio, possibilmente con insulti e calunnie a go-go.</p>
<p>Per non dare troppo nell&#8217;occhio, il Minculpop darebbe un ruolo chiave ad un intrattenitore apparentemente defilato e distaccato, ma in grado di fare informazione di regime come si deve. Uno capace di mettere le frasi scomode in bocca agli ospiti (opportunamente preparati) per poi fingere di dissociarsi. Ogni sabato, indipendentemente dal&#8230; tempo che fa, le famiglie rimarrebbero incollate alla tv.</p>
<p>Nella squadra del Minculpop non potrebbe mancare una giornalista un po&#8217; snob che, dall&#8217;alto del suo pulpito, educhi le masse alla morale di stato. Una che ai tempi dell&#8217;inquisizione si sarebbe trovata a proprio agio, grazie alla granitica fede nel giustizialismo più forcaiolo. Una donna fredda e lucida, che avrebbe resistito all&#8217;era glaciale, e fronteggiato senza paura le invasioni barbariche.</p>
<p>Per fortuna questi signori non sono al potere. E, ringraziando il cielo, queste trasmissioni faziose, schierate a senso unico e pagate con i soldi di tutti non esistono&#8230; vero?</p>
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