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	<title>Nicola Bellotti 5.0 &#187; Grande Fratello</title>
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	<description>Strategia e creativita. Fotografia. Romanzi fantasy. Editoriali ed opinioni.</description>
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		<title>GF10. Mauro Marin, moderno Taschino, piace perchè è uno di noi</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 18:17:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Bellotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali su Piacenza Night]]></category>
		<category><![CDATA[Alessia Marcuzzi]]></category>
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		<description><![CDATA[Il &#8220;matto&#8221;, o &#8220;giullare&#8221;, era l&#8217;unico a potersi prendere gioco del Re. Pensate a &#8220;Re Lear&#8221;, la tragedia scritta intorno al 1606 da William Shakespeare, e ancor più a &#8220;Fool&#8221;, il bestseller di Christopher Moore che racconta la medesima vicenda dal punto di vista del buffone.
Nella rilettura di Moore, il giullare, Taschino, sembra il personaggio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il &#8220;matto&#8221;, o &#8220;giullare&#8221;, era l&#8217;unico a potersi prendere gioco del Re. Pensate a &#8220;Re Lear&#8221;, la tragedia scritta intorno al 1606 da William Shakespeare, e ancor più a &#8220;Fool&#8221;, il bestseller di Christopher Moore che racconta la medesima vicenda dal punto di vista del buffone.</p>
<p>Nella rilettura di Moore, il giullare, Taschino, sembra il personaggio meno influente a corte. Tuttavia è in grado di manovrare tutta l&#8217;azione di nascosto, manipolando le figlie di Re Lear e i loro mariti, e ottenendo alla fine una sorta di giustizia.</p>
<p>Mauro Marin è stato il vero &#8220;matto&#8221; del Grande Fratello. In questa decima edizione il reality si è confermato il più seguito in Italia, con una media del 27,52% di share. Ci ha accompagnato per più di 4 mesi, con ben 20 puntate di prime time, per un totale di 134 giorni e oltre 3.200 ore di diretta tv. E il salumiere è stato sempre l&#8217;indiscusso protagonista.</p>
<p>Il nostro &#8220;matto&#8221; non si è mai finto un santo. Non ha mai sprecato lacrime. Il ventinovenne trevigiano ha superato senza difficoltà gli altri tre finalisti (Giorgio, Cristina e Alberto) perché fuori dalla Casa poteva contare su un vero e proprio esercito di fans, pronti a battersi per lui.</p>
<p>In un articolo pubblicato recentemente su &#8220;Panorama&#8221;, il movimento dei &#8220;mauriani&#8221; viene paragonato a quello che ha sostenuto e portato alla vittoria il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. Stesse tecniche, stesso utilizzo consapevole di internet. Stessa popolarità, nata dal basso, dal popolo&#8230; e impossibile da controllare.</p>
<p>Mauro Marin ha conquistato il pubblico perché è uno di noi. Con uno spirito goliardico e scanzonato da italiano medio (che non si prende troppo sul serio, specialmente mentre partecipa ad un gioco), contando su un&#8217;intelligenza non comune, il salumiere ha portato a casa il bottino finale di 250.000 euro ed ha dichiarato: &#8220;con questi soldi ci pago il mutuo. Sogno di comprare un piccolo salumificio dalle mie parti&#8221;.</p>
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		<title>Purple Book. Libro fotografico di Nicola Bellotti. Il ritratto della ragazza della porta accanto nell&#8217;era del Grande Fratello</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Sep 2008 12:26:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Bellotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pubblicazioni]]></category>
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Una fotografia. Un’immagine appena percepita su un manifesto, guardata distrattamente sfogliando una rivista, un’icona da smembrare e riutilizzare in pubblicità, o magari un’opera osservata con estatica attenzione in una galleria d’arte.
La fotografia è una cosa ambigua, da sempre prigioniera di un limbo collocato sul confine tra l’arte e il nulla, soprattutto in una società come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lulu.com/content/libro-a-copertina-rigida/purple-book/2180299"><img alt="" src="http://www.nicolabellotti.it/wp-content/themes/seoblogsystem/images/purple.jpg" title="Purple Book. Libro fotografico di Nicola Bellotti" class="alignnone" width="368" height="436" /></a><br />
Una fotografia. Un’immagine appena percepita su un manifesto, guardata distrattamente sfogliando una rivista, un’icona da smembrare e riutilizzare in pubblicità, o magari un’opera osservata con estatica attenzione in una galleria d’arte.<br />
La fotografia è una cosa ambigua, da sempre prigioniera di un limbo collocato sul confine tra l’arte e il nulla, soprattutto in una società come la nostra, dominata da un eccesso di immagini di pronto consumo.</p>
<p>&#8220;Purple Book&#8221; è un’opera prima che Nicola Bellotti dedica al ritratto femminile. Raccoglie numerose immagini inedite, e alcune tra le più significative opere realizzate nel corso di un decennio per l’irriverente magazine telematico www.piacenzanight.com.<br />
Nicola Bellotti ritrae esclusivamente modelle non professioniste, ragazze “della porta accanto” che per la prima volta si confrontano con l’obiettivo del fotografo. E il suo scopo non è la rappresentazione della realtà, ma piuttosto la ricerca del sogno, il voler essere al posto dell’essere. Con i suoi volti struccati, le sue location essenziali, le luci naturali e mai studiate a tavolino, l’artista trasforma le diversità reali dei soggetti ritratti (fatte anche di difetti) nel suo ideale di bellezza.</p>
<p>Nicola Bellotti ha un rapporto particolare con la modella. Durante la realizzazione del servizio fotografico le parla, la osserva, la studia, cerca di instaurare un feeling che gli permetta di ritrarre qualcosa che in natura non esiste. Non rimane un osservatore esterno, ma diventa un complice discreto e silenzioso, capace di far sparire l’obiettivo e di proiettare il set in una dimensione quasi onirica.<br />
L’erotismo inscenato dall’artista nasce proprio dalla capacità di immortalare una suggestione, di trasmettere il piacere delle modelle di essere osservate mentre mettono in mostra il loro corpo, e contemporaneamente a nudo la loro anima.</p>
<p>Bellotti non nasce come fotografo, ma come art director di Blacklemon, la sua agenzia pubblicitaria. E il suo gusto estetico incentrato sulla semplicità delle forme, sulla delicatezza dei colori, sulle contaminazioni di minimalismo orientale emerge con forza anche nella sua passione per il ritratto femminile. Le sue composizioni non sono necessariamente inedite, anzi sembrano ispirarsi ai grandi maestri della suggestione. Le modelle ritratte da terra, con queste gambe lunghissime, ricordano le donne perfette illustrate da Milo Manara (delle cui opere Bellotti è un grande collezionista); i corpi nudi e in tensione, ritratti con pellicola in bianco e nero, sembrano rifarsi alla fotografia di Andreas H. Bitesnich; il pudore che traspare dalle pose più erotiche riporta alla mente i nudi di Patrick Demarchelier e Jeanloup Sieff. Le contaminazioni con il glamour di Bob Richardson, il postmodernismo di Nobuyoshi Araki, la grande arte di Helmut Newton, la raffinatezza di Fabrizio Ferri, il genio di Guido Argentini, sono frutto della grande passione con cui Nicola Bellotti si è avvicinato all’opera dei maestri che lo hanno preceduto. Prima come semplice collezionista, poi nell’ambito della sua professione, ed infine nel corso della sua ricerca artistica.</p>
<p>Conversando con Nicola Bellotti questi ha dichiarato: “Per me una foto è davvero riuscita quando non si percepisce la presenza del fotografo. Quando la storia raccontata da quell’immagine immobile trova la forza di continuare nella mente dell’osservatore, ogni volta in modo differente”.<br />
E senza dubbio l’artista ci regala, in questa sua opera, il fotogramma di molte storie diverse, tutte da raccontare con la grande magia dell’immaginazione.</p>
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		<title>Il caso di Lina del Grande Fratello fa riflettere sul disastro della sanita&#8217; italiana</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Mar 2008 13:54:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Bellotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali su Piacenza Night]]></category>
		<category><![CDATA[Grande Fratello]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Una dottoressa non dovrebbe fare certe cose in pubblico (&#8230;) secondo qualcuno sta screditando la categoria&#8221;. Queste le parole con cui Gabriele Peperoni, vicepresidente dell&#8217;Ordine dei Medici di Napoli, ha commentato il caso &#8220;Lina del Grande Fratello&#8221;. La ragazza rischierebbe di essere radiata dall&#8217;albo per avere fatto sesso in casa, nascosta dalle coperte, al buio, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Una dottoressa non dovrebbe fare certe cose in pubblico (&#8230;) secondo qualcuno sta screditando la categoria&#8221;. Queste le parole con cui Gabriele Peperoni, vicepresidente dell&#8217;Ordine dei Medici di Napoli, ha commentato il caso &#8220;Lina del Grande Fratello&#8221;. La ragazza rischierebbe di essere radiata dall&#8217;albo per avere fatto sesso in casa, nascosta dalle coperte, al buio, spiata dalle telecamere ad infrarossi. In realtà il pubblico non ha visto nulla; tutto lo scandalo è montato su una frase &#8220;compromettente&#8221; pronunciata sotto le lenzuola del partner Roberto.</p>
<p>A mio avviso la vicenda è paradossale. Considerato lo stato della sanità italiana, in particolare nelle regioni meridionali (dove per fare un esame una persona deve mediamente aspettare mesi, dove l&#8217;inchiesta di uno dei maggiori settimanali italiani ha svelato che i pazienti vengono operati in strutture da terzo mondo, dove le telecamere di Striscia la Notizia hanno mostrato situazioni al limite della decenza) viene da chiedere al dottor Peperoni come faccia il suo Ordine a sprecare tempo nell&#8217;esaminare la vicenda di &#8220;Lina del Grande Fratello&#8221;. Invece di chiedere la cassetta dell&#8217;episodio incriminato a Mediaset, per fare riunioni ed esaminare se la ragazza possa in qualche modo avere screditato i colleghi con il suo comportamento immorale, l&#8217;Ordine dei Medici non farebbe meglio a dedicarsi a quelle vicende che davvero screditano tutta la sanità italiana?</p>
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