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Nell’era del touch, la famiglia iPod potrebbe essere ridimensionata, con l’eliminazione definitiva dei modelli Classic e Shuffle. Secondo il sito americano Cnet.com, l’azienda di Cupertino punterebbe tutto sulla tecnologia touchscreen di iPhone, iPad e iPod Touch. Se la notizia fosse confermata, l’era dell’iPod classico, presentato nel 2001 da Steve Jobs e oggetto che ha contribuito fortemente a rivoluzionare la Mela consentendole di penetrare in molte case, potrebbe concludersi dopo soli 10 anni. Senza alcun dubbio la diffusione dell’iPod ha rivoluzionato in modo decisivo la fruizione della musica a livello globale. Per quelli che, come me, hanno sempre amato il “Classic” per la possibilità di portare con sé fino a 160 Gb di musica è un evento luttuoso. Trovo impagabile, infatti, la possibilità di non dover scegliere quali brani caricare sul mio iPod, avendo sempre con me tutti i dischi acquistati, convertiti e scaricati nella mia vita.

Non ho mai amato le discoteche, per cui la riviera romagnola è sempre stata per me sinonmo di vacanze divertenti all’insegna di mare, piadine, parchi tematici, “cocco bello” e bomboloni (ok, ok, anche di belle fanciulle). Adoro gli scivoli dell’Acquafan, ma ormai per me – in vacanza con una bimbetta di 2 anni e una moglie in dolce attesa – il “Kamikaze” è soltanto un ricordo…
Tuttavia non resisto all’idea di raccontarvi il primo raduno per maniaci delle “Apps” che si sta svolgendo oggi proprio all’Acquafan di Riccione. Tutti gli amanti di iPhone, iPad e iPod Touch si sono scatenati già da mesi, anticipando su Facebook quello che sarebbe accaduto nel grande parco acquatico.
In effetti vedere tante persone sotto il sole, ad arrostirsi come souvlaki, tutti intenti a smanettare gli schermi touch dei loro dispositivi mobili è a dir poco surreale. C’è chi si scambia consigli tipo: “non puoi non avere GoodReader sull’iPad”, oppure “hai già giocato a Plants vs Zombies? E’ il gioco numero uno in assoluto”, o ancora: “qualcuno ha già scaricato il nuovo podcast di Elio”?
Nel caos generale mi sembra di capire che iPad e iPhone siano apprezzati soprattutto per i giochi e per le app di stampo ludico. Intanto negli “Apps VideoBox”, i clienti arrostiti del parco di Riccione si stanno confessanto per raccontare “l’Applicazione che vorrei e che ancora non c’è”. Chissà che non emerga qualche idea interessante: i tanti sviluppatori di applicazioni presenti all’Acquafan non aspettano altro.

Premetto che ho un iPad, per cui quando sento Steve Jobs e i suoi seguaci dire che “Adobe Flash è sempre più vicino alla tomba” mi sento un po’ preso per i fondelli. Navigando con Safari, il browser presente su iPad, più della metà dei siti che incontro sono penalizzati dall’assenza di Flash, alcuni in modo gravissimo.

Ma lasciamo perdere la mia opinione. Passiamo a snocciolare un po’ di dati, per capire se davvero per Adobe Flash è iniziato il countdown finale.

Dai dati più recenti pubblicati in questi giorni da Millward Brown, una delle organizzazioni mondiali più affidabili in materia di ricerche di mercato, risulta che oltre 3.000.000 di professionisti nel mondo (agenzie di comunicazione, web designer, software house, ecc.) stanno sviluppando applicativi in Flash, con una crescita di oltre un terzo rispetto al 2007. Se tutte queste aziende investono nella tecnologia di Adobe, senza lasciarsi scoraggiare dalle politiche della Mela, ci sarà un motivo.

Inoltre Flash Player è installato ed utilizzato sul 99% dei dispositivi (desktop, notebook, palmari, tablet pc, smartphone, ecc.) presenti sul mercato nei paesi sviluppati. Il nostro amico iPad è relegato in quel triste 1% di dispositivi su cui Flash non gira.

Ecco un po’ di tabelle per i più puntigliosi.

L’altra notte sono andato a dormire tardi. Ho imprecato contro il condizionatore rotto e mi sono infilato a letto, solo. Osservavo le ombre muoversi sul soffitto, in una danza che diventava sempre più ipnotica ad ogni auto che illuminava la strada fuori dalla mia finestra. Avevo la fronte madida di sudore, e tiepide gocce salate mi solcavano il viso, schiantandosi sul cuscino ormai fradicio. Provavo un senso di struggente nostalgia, quella stessa sensazione che milioni di altri padri e mariti devono avere assaporato lasciando la famiglia al mare per tornare soli in città a lavorare.

Ormai vittima di questa forma di insonnia imputabile al caldo, ho acceso l’iPad e ho iniziato a fare zapping su YouTube, passando da un video comico ad una pillola cinematografica, approdando infine, in modo assolutamente casuale, ad un filmato che vorrei condividere con voi.

Si trattava, come avrete notato, del video realizzato per diffondere il brano “Non ho più tempo” degli ET3, un duo di giovani rapper piacentini a me molto caro.

Mentre mi rigiravo nel letto, scaraventando lenzuola e cuscini ormai fradici sul pavimento, mi sono ripromesso di citare questi artisti, Valerio Del Fine e Marco Premoli (in arte Delfo e Prez), in un mio editoriale, sperando che rimbalzi in rete a più non posso.

Se esiste qualcosa di più bello del vedere realizzati i propri sogni, è aiutare un amico (che ha talento e se lo merita) a conquistare i suoi traguardi.