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	<title>Nicola Bellotti 5.0 &#187; Italia</title>
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	<description>Strategia e creativita. Fotografia. Romanzi fantasy. Editoriali ed opinioni.</description>
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		<title>Dopo Grecia e Italia, la prossima a scivolare sarà la Francia?</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Nov 2011 17:13:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Bellotti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Dopo l&#8217;Italia e la Grecia, toccherà alla Francia?&#8221;. Questo titolo a caratteri cubitali è stato pubblicato in prima pagina dal quotidiano &#8220;Le Monde&#8221;, che ha analizzato la situazione francese mettendo in luce una serie di pericoli molto concreti. Nei giorni scorsi Standard &#038; Poor&#8217;s aveva mandato un messaggio ai suoi abbonati scrivendo: &#8220;Debito sovrano, Francia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Dopo l&#8217;Italia e la Grecia, toccherà alla Francia?&#8221;. Questo titolo a caratteri cubitali è stato pubblicato in prima pagina dal quotidiano &#8220;Le Monde&#8221;, che ha analizzato la situazione francese mettendo in luce una serie di pericoli molto concreti. Nei giorni scorsi Standard &#038; Poor&#8217;s aveva mandato un messaggio ai suoi abbonati scrivendo: &#8220;Debito sovrano, Francia, downgrading&#8221;. Poche parole per dire che Parigi non avrebbe più contato sulla &#8220;tripla A&#8221;. Ma alcuni minuti dopo &#8211; quando già il mondo intero era finito nel caos &#8211; la notizia è stata smentita da New York. Una coincidenza strana, soprattutto se si pensa che la perdita dalla &#8220;tripla A&#8221; da parte della Francia è data come sempre più probabile negli ambienti finanziari europei e americani. </p>
<p>La verità è che gli speculatori hanno preso di mira gli Oat, i titoli di Stato francesi che equivalgono &#8211; in sostanza &#8211; ai nostri Btp. Queste operazioni sugli Oat stanno causando problemi di spread e di rendimenti, esattamente come quelli che hanno colpito il nostro Paese. A metà della scorsa settimana il divario tra gli Oat decennali e i loro corrispettivi tedeschi, a cui tutti fanno riferimento, è schizzato a 170 punti base (in luglio erano 60!). Un record negativo storico che non ha precedenti nell&#8217;era dell&#8217;euro. Se i conti francesi sono migliori di quelli italiani, alcuni aspetti dell&#8217;economia reale fanno pensare. La disoccupazione in Francia sta sfiorando il 10% contro l&#8217;8,3% dell&#8217;Italia. Il deficit pubblico a fine 2011 è stimato intorno al 5,8% in Francia, mente in Italia è il 3,7% del Pil. In più il debito delle famiglie francesi nel 2010 era il 55,1% del Pil, contro il 45% del nostro Paese.</p>
<p>L&#8217;economista Marc Touati ha commentato questa fase con parole che non lasciano spazio all&#8217;interpretazione. &#8220;La questione ormai non è più se la Francia abbandonerà la tripla A,&#8221; ha spiegato, &#8220;ma quando&#8221;. &#8220;L&#8217;allargamento dello spread con i Bund tedeschi riflette un&#8217;oggettiva differenza nella gestione delle finanze dello Stato. Dal 2001 il deficit pubblico è stato in media il 4,1% del Pil in Francia e il 2,5% in Germania&#8221;. La conferma arriva da un altro stimato economista, Jacques Attali, che ha sottolineato: &#8220;Non facciamoci illusioni: sul mercato il rating del debito pubblico francese non è più la tripla A&#8221;. Punto.</p>
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		<title>Standard and Poor&#8217;s declassa l&#8217;Italia. &#8221;Deboli le prospettive del Paese&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Sep 2011 15:58:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Bellotti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La classe politica italiana e le inefficienze del settore pubblico in genere sono il vero problema del nostro Paese. E&#8217; ciò che emerge dalle note diffuse da &#8220;Standard and Poor&#8217;s&#8221;, che ha declassato il rating sul debito italiano, portandolo da &#8220;A+/A-1&#8243; ad &#8220;A/A-1&#8243;, con outlook negativo. &#8220;Questo declassamento dell&#8217;Italia&#8221;, ha spiegato l&#8217;agenzia di rating nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La classe politica italiana e le inefficienze del settore pubblico in genere sono il vero problema del nostro Paese. E&#8217; ciò che emerge dalle note diffuse da &#8220;Standard and Poor&#8217;s&#8221;, che ha declassato il rating sul debito italiano, portandolo da &#8220;A+/A-1&#8243; ad &#8220;A/A-1&#8243;, con outlook negativo. &#8220;Questo declassamento dell&#8217;Italia&#8221;, ha spiegato l&#8217;agenzia di rating nella notte, &#8220;riflette le deboli prospettive di crescita del paese, la fragile coalizione di governo (&#8230;) le differenti posizioni politiche all&#8217;interno del Parlamento&#8221; che continuano a &#8220;limitare la capacità del governo di rispondere in modo deciso alle sfide macroeconomiche sia a livello interno che internazionale&#8221;.<br />
Secondo &#8220;Standard and Poor&#8217;s&#8221;, le misure varate non senza difficoltà dal Governo, con una manovra complessiva da 60 miliardi, si tradurranno in una crescita ancora più debole dell&#8217;economia italiana rispetto alle previsioni dello scorso maggio. Inoltre l&#8217;aumento della pressione fiscale in un Paese già gravato da troppe tasse, la crescita prevista per i tassi di interesse e la modesta attrazione di investimenti e capitali dall&#8217;estero, fanno pensare che l&#8217;Italia non riuscirà a consolidare i conti pubblici entro il 2013.</p>
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		<title>Libertà e tirannia. All&#8217;Italia serve la mano severa di un padre giusto</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Apr 2011 05:22:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Bellotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali su Piacenza Night]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Platone]]></category>

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		<description><![CDATA[Il filosofo greco Platone, discepolo di Socrate e maestro di Aristotele, é uno dei padri fondatori del pensiero occidentale. Nei giorni scorsi ho ripreso in mano uno dei miei libri di filosofia risalenti agli anni del liceo per andare alla ricerca di una massima che all&#8217;epoca avevo sottolineato e che avevo trovato incredibilmente attuale. Osservando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il filosofo greco Platone, discepolo di Socrate e maestro di Aristotele, é uno dei padri fondatori del pensiero occidentale. Nei giorni scorsi ho ripreso in mano uno dei miei libri di filosofia risalenti agli anni del liceo per andare alla ricerca di una massima che all&#8217;epoca avevo sottolineato e che avevo trovato incredibilmente attuale. Osservando con spirito critico l&#8217;involuzione della politica italiana e come il nostro Paese stia fronteggiando questa importante crisi economica e di valori, oggi ancora più di ieri trovo le argomentazioni di Platone pesanti come un macigno.</p>
<p>&#8220;Quando un popolo, divorato dalla sete di libertà, si trova ad avere a capo dei coppieri che gliene versano quanta ne vuole, fino ad ubriacarlo, accade allora che, se i governanti resistono alle richieste dei sempre più esigenti sudditi, sono dichiarati tiranni.<br />
E avviene pure che chi si dimostra disciplinato nei confronti dei superiori è definito un uomo senza carattere, servo; che il padre impaurito finisce per trattare il figlio come suo pari e non è più rispettato; che il maestro non osa rimproverare gli scolari e costoro si fanno beffe di lui; che i giovani pretendono gli stessi diritti, la stessa considerazione dei vecchi e questi, per non parer troppo severi, danno ragione ai giovani.<br />
In questo clima di libertà, nel nome della medesima, non vi è più riguardo né rispetto per nessuno. In mezzo a tanta licenza nasce e si sviluppa una mala pianta: la tirannia&#8221;.</p>
<p>Platone. La Repubblica. Libro VIII</p>
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		<title>Povera Italia. I pensieri di uno che di calcio se ne intende, ma solo una volta ogni 4 anni</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 15:35:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Bellotti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il calcio non è un brutto sport. Da vedere in tv è  uno dei più avvincenti, insieme al biliardo e al curling. Lo dice uno  che di calcio se ne intende, ma solo una volta ogni 4 anni.
Si, lo ammetto, faccio parte di quella tribù che si pittura la faccia  una volta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span>Il calcio non è un brutto sport. Da vedere in tv è  uno dei più avvincenti, insieme al biliardo e al curling. Lo dice uno  che di calcio se ne intende, ma solo una volta ogni 4 anni.</p>
<p>Si, lo ammetto, faccio parte di quella tribù che si pittura la faccia  una volta ogni 4 anni, per tifare con tutto il cuore per gli Azzurri,  per gufare la Francia e per sparare frasi d&#8217;effetto la mattina al bar,  tipo: &#8220;il calcio ormai è monopolio sudamericano&#8221;, oppure &#8220;io avrei messo  in campo Tizio o Caio, non Sempronio&#8221;, ecc.</p>
<p>Non posso nemmeno definirmi un tifoso della domenica, perchè la domenica  faccio tutto tranne che seguire il campionato.</p>
<p>Però sono qui, sul divano di casa, arrivato di corsa tra un appuntamento  di lavoro e l&#8217;altro, per sperare di vedere l&#8217;Italia ribaltare un  risultato negativo&#8230; Siamo 2 a 1 per la Slovacchia, e le speranze sono  ridotte all&#8217;osso.</p>
<p>Il commento sulla Rai è più fastidioso dell&#8217;orticaria. Un tono lamentoso  costante che ti fa pensare &#8220;che palle&#8221; ogni 10 secondi.</p>
<p>Diavolo! L&#8217;Italia ha segnato&#8230; Ma era fuorigioco&#8230;</p>
<p>Un cliente mi chiama e mi tiene al telefono ma non riesco a capire cosa  dice&#8230; Difficile guardare la partita, scrivere questo post e parlare al  telefono.</p>
<p>Bon. Hanno segnato il terzo gol. Siamo fuori dai Mondiali. Ah, no,  aspetta&#8230; L&#8217;Italia ha segnato, giusto per farmi stare in ansia gli  ultimi 4 minuti di recupero.</p>
<p>Meglio tornare in ufficio, va&#8230;</span></p>
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		<title>Cesare Battisti, serial killer mai pentito, fa la bella vita alla faccia delle sue vittime e dell&#8217;Italia intera</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Feb 2009 08:51:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Bellotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali su Piacenza Night]]></category>
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		<category><![CDATA[Pietro Mutti]]></category>

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		<description><![CDATA[Boicottiamo il Brasile! Il Paese di Luiz Inácio Lula da Silva ha offeso l'Italia intera, trattando il nostro Paese alla stragua di una dittatura incapace di portare a compimento un giudizio obiettivo e giusto nei suoi tribunali]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Biocottiamo i prodotti Brasiliani! Organizziamo le nostre vacanze in altri paesi del sudamerica! Rifiutiamoci di giocare le partite di calcio contro la nazionale verde-oro! No, credetemi, non sono impazzito&#8230; sono solo offeso e indignato. Il Brasile (come prima la Francia) se ne frega delle nostre leggi. Non ha rispetto per il popolo italiano e per le decisioni dei nostri tribunali. Ecco perché ho deciso, e vi invito ad unirvi a me, di boicottare in ogni modo il Paese che sulla bandiera ha ricamate le parole &#8220;Ordem e Progresso&#8221;. Procediamo con ordine&#8230; </p>
<p>Chi è Cesare Battisti? E&#8217; l&#8217;ex leader dei Proletari armati per il comunismo (PAC), un uomo condannato con sentenze definitive all&#8217;ergastolo e ad un periodo di isolamento diurno, oltre che per banda armata, rapine, armi, gambizzazioni, per ben quattro omicidi. </p>
<p>In due di questi efferati omicidi (quello del maresciallo degli allora Agenti di Custodia Antonio Santoro, Udine 6 giugno 1978, e quello dell’agente Andrea Campagna, Milano 19 aprile 1979) egli sparò materialmente in testa o alle spalle delle vittime. </p>
<p>Per un terzo (Lino Sabbadin, macellaio, ucciso a Mestre il 16 febbraio 1979) partecipò materialmente facendo da copertura armata al killer Diego Giacomini. Per il quarto (Pieluigi Torregiani, Milano 16 febbraio 1979) fu condannato come co-ideatore e co-organizzatore. Gli omicidi Sabbadin e Torregiani, infatti, furono compiuti a distanza di un&#8217; ora l&#8217;uno dall&#8217;altro, nello stesso giorno (16 febbraio 1979, appunto, a pochi giorni dagli omicidi di Guido Rossa ed Emilio Alessandrini), perché responsabili, secondo “la giustizia proletaria”, di avere reagito a rapine che avevano subito poco tempo prima. Furono uccisi perché mai avrebbero dovuto reagire ai proletari costretti alle rapine per sopravvivere. La stessa organizzazione (Proletari Armati per il Comunismo, Pac), di cui Battisti era uno dei capì, organizzò i due omicidi in contemporanea per darvi maggior risalto: un gruppo agì a Mestre (tra essi Battisti), un altro a Milano.</p>
<p>Se questa breve introduzione &#8211; utile per non dimenticare di chi stiamo parlando &#8211; non dovesse bastare, ecco cosa dicono di lui gli ex terroristi che hanno agito al suo fianco. </p>
<p>Pietro Mutti, 54 anni, ha fondato i Pac con Battisti, ma si è pentito delle sue azioni. Oggi lo definisce un cinico. Dopo la morte del maresciallo Santoro non vi fu, secondo Mutti, alcuna scena di esultanza. &#8220;Cesare era tranquillo, è sempre stato un freddo,&#8221; dichiara a Panorama. &#8220;Non era un intellettuale, ma un delinquente comune e così si dava da fare per meritare di restare con noi, il gruppo fondatore dei Pac, che in cambio gli garantivamo vitto, alloggio e documenti falsi&#8221;. I commenti di Mutti, che con il terrorista ha costruito un movimento ribelle, ha sparato, ha ammazzato persone, si riassumono in pochi concetti. Chi è Cesare Battisti? &#8220;il peggiore di tutti&#8221;, un &#8220;assassino puro&#8221;, un &#8220;freddo opportunista&#8221;, &#8220;protagonista di tutte le malefatte del gruppo&#8221;. </p>
<p>Non sono solo le famiglie delle vittime del &#8220;serial killer&#8221; Battisti ad essere umiliate dal presidente del Brasile Luiz Inácio Lula da Silva (che con il suo partito si è fortemente opposto all&#8217;estradizione). Il Brasile ha offeso l&#8217;Italia intera, trattando il nostro Paese alla stragua di una dittatura incapace di portare a compimento un giudizio obiettivo e giusto nei suoi tribunali.<br />
&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p>Il curriculum completo di questo assassino è sul sito VittimeDelTerrorismo.it </p>
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