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Il format di Pane e Salame è un esempio di come una buona idea accompagnata da una strategia di marketing e comunicazione possa arrivare al successo dimezzando i tempi necessari. Sul progetto, ispirati dalle idee del “demiurgo” Luigi Morini, hanno lavorato Nicola Bellotti e un gruppo di giovani talentuosi selezionati tra i consulenti di Blacklemon per le specifiche competenze. Il management e i consulenti hanno supervisionato ogni aspetto del format, dal marketing di sistema alla comunicazione, dalla selezione dei partners fino alla cura degli aspetti economici e finanziari del kick-off.

Corporate ID e Brand Management di Pane e Salame a cura di Blacklemon

Esaminando il primo ristorante aperto a Milano i dati sono impressionanti.

Gli incassi, patendo da una previsione in business plan di 60.000 € mensili (a regime dopo 6 mesi), superano in realtà la media di 90.000 € al mese. La forza lavoro in meno di sei mesi è pronta a passare da 15 unità a 25.

A pochi giorni dall’apertura del secondo ristorante, in Porta Romana a Milano, lo stesso team che ha creato “Pane e Salame” e varato i primi locali del capoluogo meneghino, sta preparandosi a portare il progetto oltre i confini nazionali, sfruttando l’interesse dimostrato verso il format da investitori operanti sui mercati di Londra e Tokyo.

Fonte: www.piacenzanight.com

Saranno l’assessore al Commercio del Comune di Piacenza, Sabrina Freda, insieme a Maurizio Lupi, vice presidente della Camera dei Deputati, a tagliare il nastro del primo ristorante “Pane e Salame” di Milano, in via Vincenzo Monti 26. Il sindaco di Piacenza Roberto Reggi non potrĂ  partecipare per impegni assunti precedentemente.

La grande festa di “Pane e Salame” lancerĂ  il progetto tutto piacentino di esportare la qualitĂ  dei prodotti enogastronomici locali nelle metropoli italiane e all’estero, in particolare a Londra e a Tokyo (dove alcuni imprenditori sarebbero giĂ  pronti a traghettare l’iniziativa).

L’amministratore delegato di “Pane e Salame”, Luigi Morini, presenterĂ  il progetto alle 19.30, proprio in via Vincenzo Monti, che per l’occasione sarĂ  parzialmente occupata dalla degustazione a buffet aperta al pubblico. Insieme a lui sarĂ  presente la cordata di produttori locali, selezionati dallo staff della neonata societĂ  e dai gastronomi capitanati da Corrado Astrua (che saranno chiamati a garantire l’eccellenza dei salumi, dei formaggi e dei vini a menĂą, sui quali potrĂ  essere applicato il marchio “Piacenza Quality Mark”).

SarĂ  presete all’iniziativa anche lo staff di Blacklemon, l’agenzia pubblicitaria di Piacenza fondata da Nicola Bellotti, che ha curato ogni aspetto della comunicazione strategica e del design dei locali.


Una fotografia. Un’immagine appena percepita su un manifesto, guardata distrattamente sfogliando una rivista, un’icona da smembrare e riutilizzare in pubblicità, o magari un’opera osservata con estatica attenzione in una galleria d’arte.
La fotografia è una cosa ambigua, da sempre prigioniera di un limbo collocato sul confine tra l’arte e il nulla, soprattutto in una società come la nostra, dominata da un eccesso di immagini di pronto consumo.

“Purple Book” è un’opera prima che Nicola Bellotti dedica al ritratto femminile. Raccoglie numerose immagini inedite, e alcune tra le piĂą significative opere realizzate nel corso di un decennio per l’irriverente magazine telematico www.piacenzanight.com.
Nicola Bellotti ritrae esclusivamente modelle non professioniste, ragazze “della porta accanto” che per la prima volta si confrontano con l’obiettivo del fotografo. E il suo scopo non è la rappresentazione della realtà, ma piuttosto la ricerca del sogno, il voler essere al posto dell’essere. Con i suoi volti struccati, le sue location essenziali, le luci naturali e mai studiate a tavolino, l’artista trasforma le diversità reali dei soggetti ritratti (fatte anche di difetti) nel suo ideale di bellezza.

Nicola Bellotti ha un rapporto particolare con la modella. Durante la realizzazione del servizio fotografico le parla, la osserva, la studia, cerca di instaurare un feeling che gli permetta di ritrarre qualcosa che in natura non esiste. Non rimane un osservatore esterno, ma diventa un complice discreto e silenzioso, capace di far sparire l’obiettivo e di proiettare il set in una dimensione quasi onirica.
L’erotismo inscenato dall’artista nasce proprio dalla capacità di immortalare una suggestione, di trasmettere il piacere delle modelle di essere osservate mentre mettono in mostra il loro corpo, e contemporaneamente a nudo la loro anima.

Bellotti non nasce come fotografo, ma come art director di Blacklemon, la sua agenzia pubblicitaria. E il suo gusto estetico incentrato sulla semplicità delle forme, sulla delicatezza dei colori, sulle contaminazioni di minimalismo orientale emerge con forza anche nella sua passione per il ritratto femminile. Le sue composizioni non sono necessariamente inedite, anzi sembrano ispirarsi ai grandi maestri della suggestione. Le modelle ritratte da terra, con queste gambe lunghissime, ricordano le donne perfette illustrate da Milo Manara (delle cui opere Bellotti è un grande collezionista); i corpi nudi e in tensione, ritratti con pellicola in bianco e nero, sembrano rifarsi alla fotografia di Andreas H. Bitesnich; il pudore che traspare dalle pose più erotiche riporta alla mente i nudi di Patrick Demarchelier e Jeanloup Sieff. Le contaminazioni con il glamour di Bob Richardson, il postmodernismo di Nobuyoshi Araki, la grande arte di Helmut Newton, la raffinatezza di Fabrizio Ferri, il genio di Guido Argentini, sono frutto della grande passione con cui Nicola Bellotti si è avvicinato all’opera dei maestri che lo hanno preceduto. Prima come semplice collezionista, poi nell’ambito della sua professione, ed infine nel corso della sua ricerca artistica.

Conversando con Nicola Bellotti questi ha dichiarato: “Per me una foto è davvero riuscita quando non si percepisce la presenza del fotografo. Quando la storia raccontata da quell’immagine immobile trova la forza di continuare nella mente dell’osservatore, ogni volta in modo differente”.
E senza dubbio l’artista ci regala, in questa sua opera, il fotogramma di molte storie diverse, tutte da raccontare con la grande magia dell’immaginazione.

Cadey, societĂ  italiana leader nel mercato delle creme solari e dei prodotti per la cura della persona, presente sul mercato internazionale con marchi del calibro di Bilboa, Bilba, DepilSoap, Cambiapele e Senoalto, ha lanciato in questi giorni il nuovo sito web www.cadey.it

Il progetto di rilancio del web è stato affidato alla società Blacklemon Srl e al team di esperti di web design e SEO capitanato da Nicola Bellotti.

Il punto di forza del nuovo sito di Cadey saranno i contenuti e l’interfaccia interna di content management progettata su misura per l’azienda. Gli utenti del nuovo sito potranno essere informati in tempo reale sui prodotti e sulle novitĂ  del mondo Cadey, sfogliare un album dei ricordi cone le migliori campagne pubblicitarie televisive, avere accesso a test clinici e dati tecnici, partecipare ad eventi e concorsi, e contattare l’azienda che si ripromette con questo strumento di avvicinarsi ancora di piĂą alla propria clientela.