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Beppe Grillo candidato alle primarie del Pd. Roba da morire dal ridere
Beppe Grillo questa volta vuole far ridere sul serio. L’annuncio è arrivato dalle pagine del suo famoso blog. Quel blog – secondo lui – libero, rivoluzionario, aperto e democratico. Lo stesso blog – secondo me – dove Grillo non si è mai degnato di dare una risposta diretta ai suoi interlocutori, specialmente a chi non la pensava come lui.
“Beppe Grillo si candida alle primarie del Pd”. Questo si legge su quello stesso blog dal quale aveva spesso tuonato che non si sarebbe “mai e poi mai candidato al Parlamento”.
Come farà , povero Grillo, qualora riuscisse a prendere in mano il timone del Partito Democratico e – come di norma accade ai leader di partito – venisse eletto a Montecitorio, a sopportare il puzzo di quelle deputate definite “zoccole” e di quei deputati con la fedina penale sporca che lui vorrebbe tutti a casa indipendentemente dalle ragioni della macchia. Ma… un momento! Come ricorda Mannucci in un articolo sul quotidiano “Il Tempo”, anche Beppe Grillo a questo punto sarebbe costretto ad auto decapitarsi, dal momento che la sua pedina è macchiata da un “omicidio colposo plurimo” (per via di un tragico incidente stradale). Sono certo, però, che con la sua loquela da Azzecca-garbugli e grazie al suo moderno “latinorum” fatto di boria e astuzia, riuscirebbe a convincermi che non avevo capito bene le sue parole…
Beppe Grillo si propone di colmare il vuoto di idee della sinistra italiana, e lo fa proclamandosi “il successore di gente del calibro di Franceschini, Fassino e Veltroni”. “Dalla morte di Enrico Berlinguer nella sinistra c’è il Vuoto,” scrive Grillo. “Un Vuoto di idee, di proposte, di coraggio, di uomini. Una sinistra senza programmi, inciucista, radicata solo nello sfruttamento delle amministrazioni locali”. “Il mio programma sarà quello dei Comuni a Cinque Stelle a livello nazionale, la restituzione della dignità alla Repubblica con l’applicazione delle leggi popolari di Parlamento Pulito e un’informazione libera con il ritiro delle concessioni televisive di Stato ad ogni soggetto politico, a partire da Silvio Berlusconi. Temi troppo duri per le delicate orecchie di un Rutelli e di un Chiamparino”.
Ricordiamoci, però, che il Beppe Grillo attento all’ecologia è lo stesso Beppe Grillo che su una tv locale, in veste di imbonitore, promuoveva il “biowashball”, una sorta di palla da infilare in lavatrice senza detersivo (che tutti i test di laboratorio hanno definito “nient’altro che acqua calda”). Lo stesso Beppe Grillo che, con i suoi 4 milioni di euro di reddito all’anno (dai del 2005), girava in Ferrari (ma ora l’ha venduta) e se la spassava sulla sua barca.
La notizia di Beppe Grillo candidato alle primarie del Pd, però, temo sia solo una boutade pubblicitaria per il suo liberissimo blog. Grillo, infatti, non è un aderente al Pd, e di fatto non può correre per le primarie. Peccato… ci sarebbe stato davvero da ridere.
L’Espresso pronto a pagare Laura Drezwicka del Gf9 per incastrare Berlusconi
Comprendo perfettamente le critiche di chi ha commentato duramente il mio ultimo editoriale, anche se trovo offensivo – non per me, ma per il popolo italiano – che chiunque non sposi l’ideologia antiberlusconiana debba essere evidentemente un idiota, lobotomizzato davanti alla tv spazzatura, incapace di vedere la verità professata dalla casta degli illuminati (i vari Santoro, Grillo, Travaglio), o peggio colluso con un sistema mafioso…
Invidio le vostre certezze, anche se preferisco ragionare sui miei tanti dubbi. A me piace dialogare, soprattutto con chi è di sinistra. Soprattutto con chi può aiutarmi a vedere le cose da un diverso punto di vista…
Permettetemi di tornare, però, un’ultima volta all’argomento trattato nel precedente editoriale per riflettere insieme, o almeno per porci delle domande.
Laura Drezwicka, una delle concorrenti dell’ultima edizione del Grande Fratello (GF9), ha dichiarato che due giornalisti dell’Espresso hanno avuto con lei una trattativa ed “erano pronti a pagarmi per incastrare Berlusconi”.
La dichiarazione della concorrente del GF9 si unisce alle tante che sono state pubblicate nelle ultime settimane sui giornali vicini al centrodestra, segno che in molti – per fini politici o semplicemente per gonfiare il proprio portafogli – hanno cercato di trovare l’oro sotto la montagna di fango con cui si è cercato si seppellire il premier italiano.
E mentre Veronica Lario, che ha sganciato la prima bomba, oggi fa marcia indietro scrivendo al Corriere della Sera che “la verità del rapporto tra me e mio marito non è neppure stata sfiorata, così come la ragione per cui ho dovuto ricorrere alla stampa per comunicare con lui”, il Gruppo Espresso prova a difendersi querelando “Il Giornale”, reo di avere pubblicato l’intervista alla Drezwicka.
Ma “Il Giornale” ha risposto prontamente che è in loro possesso “la registrazione del colloquio fra Laura Drezwicka e i giornalisti dell’ Espresso. E siamo pronti a esibirla in ogni sede opportuna”.
Supponiamo quindi che non sia tutto falso quello scritto dai giornali vicini al centrodestra, le domande che mi pongo (e a cui non pretendo certo di dare una risposta) sono le seguenti: qualcuno sperava di trarre un beneficio dall’attacco personale a Silvio Berlusconi e alla sua famiglia? Qualcuno ha calcato la mano, scegliendo di non giocare secondo le regole, pur di alimentare il gossip? Qualcuno ha deliberatamente scelto di provare a ridicolizzare l’immagine del premier italiano (e di conseguenza del popolo che lo ha eletto democraticamente) all’estero, pur di ottenere un vantaggio alle urne?
Noemi, i cronisti di sinistra, il tycoon Rupert Murdoch, El Pais e la trappola contro Berlusconi
Guai a dire che esiste un complotto teso a defenestrare un premier eletto democraticamente dagli italiani. Chiunque osi sussurrarlo viene fatto passare per il solito imbecille credulone (ma non sono forse tutti imbecilli creduloni gli italiani che, lobotomizzati davanti alla tv spazzatura, hanno votato per Berlusconi in tutti questi anni?)…
Io sono convinto che questo attacco a Silvio Berlusconi, orchestrato a suon di gossip dalla stampa, non vada affatto minimizzato. Siamo di fronte ad un caso analogo a quello del 1994, quando – con un avviso di garanzia recapitato dalle colonne del Corriere della sera a un Berlusconi impegnato a presiedere il summit dell’Onu sulla criminalità – la magistratura riuscì ad abbattere un governo eletto democraticamente.
Dopo le successive vittorie del centrodestra, la magistratura non riuscì a compiere nuovamente il miracolo. La sinistra si trovò con i coltelli spuntati a doversi confrontare solo sul piano politico… e subì una serie di dure sconfitte.
Oggi siamo di fronte allo stesso scenario del 1994. I nemici di Berlusconi si sono però ingegnati ed hanno deciso di non ricorrere più alla via giudiziaria, ma allo screditamento privato, applicando le regole del gossip per la demolizione dell’avversario politico.
E in questa azione la stampa di sinistra ha trovato preziosi alleati. Il tycoon Rupert Murdoch, proprietario dei media di mezzo mondo e da sempre nemico di Berlusconi, che con i suoi giornali tenta di screditarlo all’estero. Il quotidiano spagnolo El Pais, grazie al quale – alla vigilia del voto – si è potuto costruire un caso intorno ad una serie di foto private, che nella loro innocenza non dimostrano assolutamente nulla se non che il piano era orchestrato da tempo, e che sul campo le milizie anti-Cav sono ben organizzate. Veronica Lario, che si è prestata (dopo le prove generali durante le precedenti due tornate elettorali) ad innescare la bomba.
E infine arriviamo a Noemi Letizia e alle storie raccontate dall’ex fidanzato, ritenuto teste credibilissimo da parte dei giornali di sinistra, che però ben si sono guardati dal riferire che il ragazzino per bene è in realtà stato condannato a un anno e due mesi per rapina, e in un’intervista ha ammesso di essere stato usato.
La trappola contro Silvio Berlusconi, e contro la maggioranza degli italiani che lo ha democraticamente incaricato di governare il Paese, è scattata. Indipendentemente da come finiranno le elezioni europee ed amministrative, il Cav è esposto ad un fuoco pesante che punta a renderlo impresentabile, a ridicolizzarlo, a renderlo vulnerabile agli occhi della comunità internazionale. Ecco perché è sbagliato minimizzare: questo attacco è soltanto l’inizio di un’azione che continuerà nei prossimi mesi, a suon di pseudo-scoop e finte notizie, fino a che il dubbio non si sarà insinuato…
Silvio Berlusconi vs. Veronica Lario… E intanto Dario Franceschini vede la luce in fondo al tunnel
Non c’è da stupirsi se del possibile divorzio di un premier parli mezzo mondo. Quando Nicolas Sarkozy, il presidente francese, divorziò dalla moglie per gettarsi tra le braccia di Carla Bruni alimentò pettegolezzi per mesi e mesi. Della vicenda personale tra Silvio Berlusconi e la moglie Veronica Lario non parlerei se non fosse che qualcuno ha accusato il premier di “farsela con le ragazzine”.
“Ero alla Fiera del mobile vicino Milano. Dal mio comando dell’elicottero mi dicono che si stava avvicinando un forte temporale e per questo ho deciso di partire prima”. Così Berlusconi ha ripercorso a Porta a Porta le tappe che lo hanno portato alla festa di compleanno di una 18enne, Noemi, a Casoria. “Avevo un’ora di anticipo, sono arrivato presto a Napoli e mi è stato riferito che c’era una riunione familiare per il compleanno di Noemi in un ristorante a tre minuti dall’aeroporto di Capodichino. Sono arrivato con otto auto al seguito, sembrava un funerale… poi ci sono stati applausi a non finire e io ho fatto foto con il papà , la mamma, i nonni, gli zii e i parenti della ragazzi e con tutta l’equipe di cuochi e camerieri”.
Non sembra certamente una vicenda tanto segreta e scabrosa da provocare un divorzio. Eppure Veronica Lario ha sfruttato questo evento per dare ai giornali la notizia della sua volontà di chiedere il divorzio. “Non posso stare con un uomo che frequenta le minorenni,” ha dichiarato.
“Veronica dovrà chiedermi scusa pubblicamente,” si è lamentato il premier Berlusconi. “E non so se basterà . È la terza volta che in campagna elettorale mi gioca uno scherzo di questo tipo”.
Difatti, checché ne dica il suo leader, la valanga Veronica regala al Pd una speranza cui aggrapparsi. “Pubblicamente,” scrive il Sole 24 Ore, “nessun dirigente del principale partito di opposizione dice una parola sull’argomento”. “Tra moglie e marito non mettere il dito”, motteggia Dario Franceschini, ” e poi ogni italiano si sarà già fatto un’opinione senza bisogno di commenti politici”. “Ma l’affaire, che esplode fragorosamente proprio nel giorno in cui il Sole 24 Ore pubblica un sondaggio pesantissimo per il Pd, che non solo lo dà al 26% con un Pdl oltre il 40%, ma che soprattutto analizza la perdita di consenso del centrosinistra nelle fasce sociali che una volta erano il suo zoccolo duro (a partire proprio dagli operai), rappresenta per il partito di Dario Franceschini una sorta di luce in fondo al tunnel”.
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Aggiungo a questo post una riflessione dell’amico Antonio Palmieri, uno dei più grandi esperti di comunicazione politica nel nostro Paese.
“Ieri sera a Ballarò,” scrive Palmieri, “Franceschini ha perentoriamente richiesto coerenza tra comportamenti privati e pubblici degli uomini politici. E’ la nuova frontiera di una campagna elettorale che loro stanno davvero americanizzando, usando pesantemente, per la prima volta in Italia, uno degli aspetti più deleteri delle campagne all’americana: fomentare pesanti insinuazioni sulla moralità personale dell’avversario e buttargli fango addosso, cercando di screditarlo agli occhi dei cittadini”.














