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	<title>Nicola Bellotti 5.0 &#187; Pdl</title>
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	<description>Strategia e creativita. Fotografia. Romanzi fantasy. Editoriali ed opinioni.</description>
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		<title>Fini ha voluto fare la conta e si è trovato solo, con il classico cerino in mano</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 08:28:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Bellotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali su Piacenza Night]]></category>
		<category><![CDATA[Gianfranco Fini]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo D'Alema]]></category>
		<category><![CDATA[Pdl]]></category>
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		<description><![CDATA[Gianfranco Fini è uno degli ultimi esemplari di  &#8221;uomo politico&#8221;. Al pari di Massimo D&#8217;Alema, ha una grande  preparazione e una invidiabile capacità dialettica, ma diversamente dal  suo avversario ha saputo tenere insieme un partito per decenni,  stringendo saldamente in mano le redini (e il frustino). Con la  confluenza di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;">Gianfranco Fini è uno degli ultimi esemplari di  &#8221;uomo politico&#8221;. Al pari di Massimo D&#8217;Alema, ha una grande  preparazione e una invidiabile capacità dialettica, ma diversamente dal  suo avversario ha saputo tenere insieme un partito per decenni,  stringendo saldamente in mano le redini (e il frustino). Con la  confluenza di An nel Pdl, però, ha dovuto accettare di non essere più il  capo. Un gradino più in alto di lui, sul trono, ha accettato di far  sedere il suo storico alleato Silvio Berlusconi. Temporaneamente&#8230;</span></p>
<p>Dopo la vittoria alle elezioni politiche, scegliendo il ruolo  istituzionale di Presidente della Camera dei deputati, Fini si è dovuto  inventare ogni tanto qualche polemica per conquistare le pagine dei  giornali. Lui, da vero uomo politico, sa che &#8211; per continuare a contare &#8211;  un leader non può rinunciare ad &#8221;esistere&#8221;.</p>
<p>Tutti sanno che Gianfranco Fini e i suoi fedelissimi si aspettavano una  disfatta per il Pdl alle recenti elezioni regionali. Con un risultato  negativo avrebbero potuto rimescolare le carte, puntando alla  leadership, ma soprattutto a conquistare qualche poltrona in più. E&#8217;  evidente, infatti, che la battaglia interna al Pdl non riguarda ideali,  valori e programmi, ma semplicemente poltrone e potere.</p>
<p>Ai tempi della fusione, Berlusconi e Fini si erano accordati di  dividersi i posti chiave in modo proporzionato: 70 a 30. Ma il 30% di  finiani, negli anni, si è avvicinato un po&#8217; troppo al Cavaliere.</p>
<p>In ogni caso, il Pdl e la Lega Nord hanno stravinto le regionali, e il  piano dei secessionisti è andato in malora. A questo punto, immagino, a  Fini devono essere saltati i nervi. Come ogni cavallo di razza non ci  sta a rimanere troppo a lungo nei box. Così, di scaramuccia in  scaramuccia, siamo arrivati allo scontro in diretta con il premier  Berlusconi e alla fatidica conta.</p>
<p>Ecco l&#8217;errore madornale che non mi sarei mai aspettato da un politico  come Fini. Una delle regole cardine della politica italiana è &#8221;non  andare mai alla conta se non si ha la certezza di vincere&#8221;. Si è visto  come è andata a finire. Gli ex generali di An, dal momento che la loro  sopravvivenza politica non è più stata legata alle redini e al frustino  di Re Gianfranco, gli hanno preferito Berlusconi.</p>
<p>Quando lui ha chiesto un sostegno per andare contro il Premier, si è  ritrovato solo&#8230; con il classico cerino in mano.</p>
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		<title>Pierluigi Bersani alla resa dei conti. Per i veltroniani l&#8217;esito delle elezioni e&#8217; stato disastroso</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Mar 2010 08:19:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Bellotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali su Piacenza Night]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Bertini]]></category>
		<category><![CDATA[Dario Franceschini]]></category>
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		<category><![CDATA[Valter Veltroni]]></category>
		<category><![CDATA[Walter Verini]]></category>

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		<description><![CDATA[Le elezioni regionali si sono concluse e lo scenario attuale ritrae un&#8217;Italia in cui al  centrodestra vanno 11 regioni (Piemonte, Lombardia, Veneto,  Friuli-Venezia-Giulia, Lazio, Molise, Abruzzo, Campania, Calabria,  Sicilia e Sardegna) e al centrosinistra 7 regioni (Emilia-Romagna,  Toscana, Liguria, Marche, Umbria, Puglia, Basilicata).
Con la sconfitta imprevista in Lazio e Piemonte, i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le elezioni regionali si sono concluse e lo scenario attuale ritrae un&#8217;Italia in cui al  centrodestra vanno 11 regioni (Piemonte, Lombardia, Veneto,  Friuli-Venezia-Giulia, Lazio, Molise, Abruzzo, Campania, Calabria,  Sicilia e Sardegna) e al centrosinistra 7 regioni (Emilia-Romagna,  Toscana, Liguria, Marche, Umbria, Puglia, Basilicata).</p>
<p>Con la sconfitta imprevista in Lazio e Piemonte, i leader del Partito  Democratico fedeli a Veltroni e a Franceschini si sono presentati al  vertice dei big per la resa dei conti con Bersani e D’Alema e  per chiedere a gran voce un cambio di rotta.</p>
<p>Malgrado il centrodestra di Berlusconi si presentasse a queste elezioni  indebolito nei sondaggi ed appesantito dalla figuracca fatta di fronte  al Paese per via delle liste, per il centrosinistra l&#8217;esito di quste  elezioni &#8211; a detta di Veltroni &#8211; è stato &#8220;disastroso&#8221;. Il suo braccio  destro Walter Verini ha fornito un&#8217;analisi spietata. Oggi il Pd è  &#8220;ininfluente al Nord e residuale nel Sud&#8221;.</p>
<p>L&#8217;area vicina a Franceschini ha presentato al leader Bersani due  conticini della serva. Il Pd è sotto il risultato delle europee di circa  mezzo punto, fermo al 26%. &#8220;Ma di quale avanzata parliamo?&#8221; hanno  chiesto al segretario in Transatlantico.</p>
<p>Carlo Bertini su &#8220;La Stampa&#8221; riporta anche le dichiarazioni dell&#8217;ex  segretario. &#8220;Ora serve una correzione di rotta&#8221;, ha dichiarato  Franceschini, &#8220;perché puoi abbandonare un progetto ambizioso e scegliere  la politica del quieto vivere con tutti, ma se non ti porta risultati  allora bisogna tornare al progetto originario per cui è nato il Pd: un  partito che parli al Paese, che non appalti il consenso ad altri  facendosi condizionare da coalizioni disomogenee&#8221;.</p>
<p>Dal canto suo Veltroni rifiuta di fare processi, ma non sottovaluta  quello che lui stesso definisce &#8220;un risultato elettorale così grave&#8221;.  &#8220;Sarebbe sbagliato identificare l’astensionismo solo con la rabbia,&#8221; ha  spiegato, &#8220;c’è anche gente sfiduciata perché non vede un’alternativa  credibile a Berlusconi&#8221;.</p>
<p>Pierluigi Bersani si è difeso strenuamente, spalleggiato da Massimo  D&#8217;Alema. &#8220;Non canto vittoria, ma non siamo neanche sconfitti. A gennaio  nessuno avrebbe scommesso su un sette a sei,&#8221; ha dichiarato. &#8220;È falso  poi che siamo scomparsi al Nord. Il voto alla Lega è un voto contro  Berlusconi&#8221;.</p>
<p>Sarà&#8230; ma guardando la cartina dell&#8217;Italia il Pd sembra confinato nelle  sole regioni storicamente rosse. E anche qui ci sono risultati che  meritano un&#8217;attenta lettura. In Emilia-Romagna, per esempio, Vasco  Errani ha vinto con il 52,06% dei voti, quando cinque anni fa fu eletto  presidente con il 62,7% dei voti.</p>
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		<title>L&#8217;Espresso pronto a pagare Laura Drezwicka del Gf9 per incastrare Berlusconi</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jun 2009 10:40:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Bellotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali su Piacenza Night]]></category>
		<category><![CDATA[El Pais]]></category>
		<category><![CDATA[La Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[L’Espresso]]></category>
		<category><![CDATA[Noemi Letizia]]></category>
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		<category><![CDATA[Pdl]]></category>
		<category><![CDATA[Rupert Murdoch]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il quotidiano Il Giornale: "Abbiamo la registrazione del colloquio fra Laura Drezwicka e i giornalisti dell' Espresso. E siamo pronti a esibirla in ogni sede opportuna"]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Comprendo perfettamente le critiche di chi ha commentato duramente il mio ultimo editoriale, anche se trovo offensivo &#8211; non per me, ma per il popolo italiano &#8211; che chiunque non sposi l&#8217;ideologia antiberlusconiana debba essere evidentemente un idiota, lobotomizzato davanti alla tv spazzatura, incapace di vedere la verità professata dalla casta degli illuminati (i vari Santoro, Grillo, Travaglio), o peggio colluso con un sistema mafioso&#8230; </p>
<p>Invidio le vostre certezze, anche se preferisco ragionare sui miei tanti dubbi. A me piace dialogare, soprattutto con chi è di sinistra. Soprattutto con chi può aiutarmi a vedere le cose da un diverso punto di vista&#8230; </p>
<p>Permettetemi di tornare, però, un&#8217;ultima volta all&#8217;argomento trattato nel precedente editoriale per riflettere insieme, o almeno per porci delle domande. </p>
<p>Laura Drezwicka, una delle concorrenti dell&#8217;ultima edizione del Grande Fratello (GF9), ha dichiarato che due giornalisti dell&#8217;Espresso hanno avuto con lei una trattativa ed &#8220;erano pronti a pagarmi per incastrare Berlusconi&#8221;. </p>
<p>La dichiarazione della concorrente del GF9 si unisce alle tante che sono state pubblicate nelle ultime settimane sui giornali vicini al centrodestra, segno che in molti &#8211; per fini politici o semplicemente per gonfiare il proprio portafogli &#8211; hanno cercato di trovare l&#8217;oro sotto la montagna di fango con cui si è cercato si seppellire il premier italiano. </p>
<p>E mentre Veronica Lario, che ha sganciato la prima bomba, oggi fa marcia indietro scrivendo al Corriere della Sera che &#8220;la verità del rapporto tra me e mio marito non è neppure stata sfiorata, così come la ragione per cui ho dovuto ricorrere alla stampa per comunicare con lui&#8221;, il Gruppo Espresso prova a difendersi querelando &#8220;Il Giornale&#8221;, reo di avere pubblicato l&#8217;intervista alla Drezwicka. </p>
<p>Ma &#8220;Il Giornale&#8221; ha risposto prontamente che è in loro possesso &#8220;la registrazione del colloquio fra Laura Drezwicka e i giornalisti dell&#8217; Espresso. E siamo pronti a esibirla in ogni sede opportuna&#8221;. </p>
<p>Supponiamo quindi che non sia tutto falso quello scritto dai giornali vicini al centrodestra, le domande che mi pongo (e a cui non pretendo certo di dare una risposta) sono le seguenti: qualcuno sperava di trarre un beneficio dall&#8217;attacco personale a Silvio Berlusconi e alla sua famiglia? Qualcuno ha calcato la mano, scegliendo di non giocare secondo le regole, pur di alimentare il gossip? Qualcuno ha deliberatamente scelto di provare a ridicolizzare l&#8217;immagine del premier italiano (e di conseguenza del popolo che lo ha eletto democraticamente) all&#8217;estero, pur di ottenere un vantaggio alle urne? </p>
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		<title>Noemi, i cronisti di sinistra, il tycoon Rupert Murdoch, El Pais e la trappola contro Berlusconi</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Jun 2009 22:37:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Bellotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali su Piacenza Night]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo averci provato invano con la magistratura, la sinistra ritrova la speranza: affossare il Cav con il gossip]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Guai a dire che esiste un complotto teso a defenestrare un premier eletto democraticamente dagli italiani. Chiunque osi sussurrarlo viene fatto passare per il solito imbecille credulone (ma non sono forse tutti imbecilli creduloni gli italiani che, lobotomizzati davanti alla tv spazzatura, hanno votato per Berlusconi in tutti questi anni?)&#8230; </p>
<p>Io sono convinto che questo attacco a Silvio Berlusconi, orchestrato a suon di gossip dalla stampa, non vada affatto minimizzato. Siamo di fronte ad un caso analogo a quello del 1994, quando &#8211; con un avviso di garanzia recapitato dalle colonne del Corriere della sera a un Berlusconi impegnato a presiedere il summit dell’Onu sulla criminalità &#8211; la magistratura riuscì ad abbattere un governo eletto democraticamente. </p>
<p>Dopo le successive vittorie del centrodestra, la magistratura non riuscì a compiere nuovamente il miracolo. La sinistra si trovò con i coltelli spuntati a doversi confrontare solo sul piano politico&#8230; e subì una serie di dure sconfitte. </p>
<p>Oggi siamo di fronte allo stesso scenario del 1994. I nemici di Berlusconi si sono però ingegnati ed hanno deciso di non ricorrere più alla via giudiziaria, ma allo screditamento privato, applicando le regole del gossip per la demolizione dell’avversario politico. </p>
<p>E in questa azione la stampa di sinistra ha trovato preziosi alleati. Il tycoon Rupert Murdoch, proprietario dei media di mezzo mondo e da sempre nemico di Berlusconi, che con i suoi giornali tenta di screditarlo all&#8217;estero. Il quotidiano spagnolo El Pais, grazie al quale &#8211; alla vigilia del voto &#8211; si è potuto costruire un caso intorno ad una serie di foto private, che nella loro innocenza non dimostrano assolutamente nulla se non che il piano era orchestrato da tempo, e che sul campo le milizie anti-Cav sono ben organizzate. Veronica Lario, che si è prestata (dopo le prove generali durante le precedenti due tornate elettorali) ad innescare la bomba. </p>
<p>E infine arriviamo a Noemi Letizia e alle storie raccontate dall&#8217;ex fidanzato, ritenuto teste credibilissimo da parte dei giornali di sinistra, che però ben si sono guardati dal riferire che il ragazzino per bene è in realtà stato condannato a un anno e due mesi per rapina, e in un&#8217;intervista ha ammesso di essere stato usato. </p>
<p>La trappola contro Silvio Berlusconi, e contro la maggioranza degli italiani che lo ha democraticamente incaricato di governare il Paese, è scattata. Indipendentemente da come finiranno le elezioni europee ed amministrative, il Cav è esposto ad un fuoco pesante che punta a renderlo impresentabile, a ridicolizzarlo, a renderlo vulnerabile agli occhi della comunità internazionale. Ecco perché è sbagliato minimizzare: questo attacco è soltanto l&#8217;inizio di un&#8217;azione che continuerà nei prossimi mesi, a suon di pseudo-scoop e finte notizie, fino a che il dubbio non si sarà insinuato&#8230; </p>
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		<title>Il 2 giugno gli italiani furono chiamati a scegliere tra repubblica e monarchia</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Jun 2009 12:42:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Bellotti</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Umberto II]]></category>

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		<description><![CDATA[La festa offre lo spunto per riflessioni storiche interessanti, mentre il principe Emanuele Filiberto di Savoia corre per le europee]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 2 giugno è la festa della Repubblica Italiana. Prima della nascita della Repubblica, la festa nazionale italiana era la prima domenica di giugno (anniversario della concessione dello Statuto Albertino); in seguito alla fondazione venne scelto il 2 giugno come festa nazionale, ma per decenni la tradizione fu abbandonata, fino al 2000 quando il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e il governo Amato la reintrodussero. </p>
<p>Il 2 giugno 1946 in Italia si svolse il primo referendum istituzionale e gli italiani (per la prima volta anche le donne) furono chiamati a scegliere tra repubblica e monarchia. Fu un giorno molto importante, che avrebbe cambiato il volto del nostro Paese per sempre. </p>
<p>A distanza di oltre 60 anni, non si spengono le critiche sull&#8217;esito di quel referendum. Cercando informazioni su Wikipedia ho trovato questa breve annotazione che può far riflettere. </p>
<p>Alla lettura dei primi dati, che indicavano un forte vantaggio per la monarchia soprattutto nel meridione, l&#8217;allora guardasigilli Palmiro Togliatti inviò migliaia di funzionari del proprio ministero a prelevare i verbali elettorali direttamente all&#8217;interno dei seggi, ordinando la contestuale sospensione delle operazioni di spoglio. I verbali furono portati a Roma e qui sottoposti a pesanti manipolazioni. Qualche ora dopo, Togliatti scrisse al presidente della Corte di Cassazione Giuseppe Pagano invitandolo a dare semplice lettura dei verbali complessivi delle 31 circoscrizioni elettorali, senza effettuare alcuna proclamazione del risultato. Pagano ribatté che la procedura era illegale e per tutta risposta fu minacciato di morte.</p>
<p>Lo storico Giulio Vignoli afferma inoltre che Togliatti intervenne per ritardare il rientro in Italia dei reduci dai campi di prigionia russi, in quanto ne temeva le testimonianze ai fini del voto.<br />
Non poterono votare neppure coloro che prima della chiusura delle liste elettorali (aprile 1945) si trovavano ancora fuori del territorio nazionale nei campi di prigionia o di internamento all&#8217;estero, o comunque non sul territorio nazionale. Di queste centinaia di migliaia di persone non furono ammesse al voto neppure quelle rientrate tra la data di chiusura delle liste e le votazioni. Furono inoltre escluse dal voto: la provincia di Bolzano con Bolzano, la Venezia Giulia con Gorizia, Trieste, Pola e Fiume, la città di Zara. </p>
<p>Fu un colpo di stato? E&#8217; lecito pensarlo, in ogni caso dopo 85 anni di regno, l&#8217;Italia divenne una Repubblica e il suo ex sovrano Umberto II, prima di lasciare il Paese, dichiarò: &#8220;Questa notte, in spregio alle leggi e al potere indipendente e sovrano della magistratura, il governo ha compiuto un gesto rivoluzionario assumendo, con atto unilaterale e arbitrario, poteri che non gli spettano e mi ha posto nell&#8217;alternativa di provocare spargimento di sangue o di subire la violenza. Proclamo pertanto lo scioglimento del giuramento di fedeltà al Re, non a quello verso verso la Patria, di coloro che lo hanno prestato e che vi hanno tenuto fede attraverso tante durissime prove&#8221;. </p>
<p>Oggi, nel 2009, alla vigilia del 2 giugno, mi fa un certo effetto osservare la corsa del principe Emanuele Filiberto di Savoia, candidato alle Elezioni Europee per l’Udc nella circoscrizione Nord-Ovest. </p>
<p>L&#8217;immagine del principe che corre per le elezioni europee sembra proprio spegnere ogni polemica sul presunto colpo di stato, e chiudere una volta per tutte il discorso. Anche alla luce del fatto che Emanuele Filiberto di Savoia sembra essere il candidato più preparato di tutti sull&#8217;Europa e sul suo Parlamento, a giudicare dall&#8217;esito del sondaggio promosso dal Secolo XIX. </p>
<p>Il più sicuro, che ha snocciolato una risposta dietro l’altra (quasi) senza esitazione e senza sbagliare un colpo, è stato Emanuele Filiberto di Savoia, candidato per l’Udc nella circoscrizione Nord-Ovest (che comprende anche la Liguria) alle prossime elezioni europee del 6 e 7 giugno.<br />
Emanuele Filiberto è uno dei dieci candidati che Il Secolo XIX ha scelto perché rispondessero a dieci domande tratte da un questionario ufficiale del Parlamento europeo: volevamo verificare sul campo, e senza preavviso, quale sia la preparazione “comunitaria” dei candidati in corsa.<br />
Il voto più basso, un secco 2, è andato a Bruno Ravera, il veterano leghista che ha confessato di non sapere quasi nulla di politica comunitaria, ma di avere «idee da esportare in Europa». Fra Ravera ed Emanuele Filiberto, molte incertezze, alcuni silenzi imbarazzanti, confusioni imperdonabili fra l’identità del presidente della Bce, quello del Parlamento europeo e quello della Commissione europea.<br />
Poi ci sono stati candidati come Ignazio La Russa, ministro della Difesa, che ha rifiutato di sottoporsi al test, o come Licia Ronzulli, giovane promessa del Pdl, che, dopo essere “inciampata” nelle prime domande, ha chiesto una prova d’appello in un’occasione più consona. </p>
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		<title>Silvio Berlusconi vs. Veronica Lario&#8230; E intanto Dario Franceschini vede la luce in fondo al tunnel</title>
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		<pubDate>Tue, 05 May 2009 22:44:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Bellotti</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Antonio Palmieri]]></category>
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		<category><![CDATA[Il Sole 24 Ore]]></category>
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		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Veronica Lario]]></category>

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		<description><![CDATA[La valanga Veronica regala al Pd una speranza cui aggrapparsi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non c&#8217;è da stupirsi se del possibile divorzio di un premier parli mezzo mondo. Quando Nicolas Sarkozy, il presidente francese, divorziò dalla moglie per gettarsi tra le braccia di Carla Bruni alimentò pettegolezzi per mesi e mesi. Della vicenda personale tra Silvio Berlusconi e la moglie Veronica Lario non parlerei se non fosse che qualcuno ha accusato il premier di &#8220;farsela con le ragazzine&#8221;. </p>
<p>&#8220;Ero alla Fiera del mobile vicino Milano. Dal mio comando dell&#8217;elicottero mi dicono che si stava avvicinando un forte temporale e per questo ho deciso di partire prima&#8221;. Così Berlusconi ha ripercorso a Porta a Porta le tappe che lo hanno portato alla festa di compleanno di una 18enne, Noemi, a Casoria. &#8220;Avevo un&#8217;ora di anticipo, sono arrivato presto a Napoli e mi è stato riferito che c&#8217;era una riunione familiare per il compleanno di Noemi in un ristorante a tre minuti dall&#8217;aeroporto di Capodichino. Sono arrivato con otto auto al seguito, sembrava un funerale&#8230; poi ci sono stati applausi a non finire e io ho fatto foto con il papà, la mamma, i nonni, gli zii e i parenti della ragazzi e con tutta l&#8217;equipe di cuochi e camerieri&#8221;. </p>
<p>Non sembra certamente una vicenda tanto segreta e scabrosa da provocare un divorzio. Eppure Veronica Lario ha sfruttato questo evento per dare ai giornali la notizia della sua volontà di chiedere il divorzio. &#8220;Non posso stare con un uomo che frequenta le minorenni,&#8221; ha dichiarato.</p>
<p>&#8220;Veronica dovrà chiedermi scusa pubblicamente,&#8221; si è lamentato il premier Berlusconi. &#8220;E non so se basterà. È la terza volta che in campagna elettorale mi gioca uno scherzo di questo tipo&#8221;. </p>
<p>Difatti, checché ne dica il suo leader, la valanga Veronica regala al Pd una speranza cui aggrapparsi. &#8220;Pubblicamente,&#8221; scrive il Sole 24 Ore, &#8220;nessun dirigente del principale partito di opposizione dice una parola sull&#8217;argomento&#8221;. &#8220;Tra moglie e marito non mettere il dito&#8221;, motteggia Dario Franceschini, &#8221; e poi ogni italiano si sarà già fatto un&#8217;opinione senza bisogno di commenti politici&#8221;. &#8220;Ma l&#8217;affaire, che esplode fragorosamente proprio nel giorno in cui il Sole 24 Ore pubblica un sondaggio pesantissimo per il Pd, che non solo lo dà al 26% con un Pdl oltre il 40%, ma che soprattutto analizza la perdita di consenso del centrosinistra nelle fasce sociali che una volta erano il suo zoccolo duro (a partire proprio dagli operai), rappresenta per il partito di Dario Franceschini una sorta di luce in fondo al tunnel&#8221;.<br />
&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p>Aggiungo a questo post una riflessione dell&#8217;amico Antonio Palmieri, uno dei più grandi esperti di comunicazione politica nel nostro Paese.</p>
<p>&#8220;Ieri sera a Ballarò,&#8221; scrive Palmieri, &#8220;Franceschini ha perentoriamente richiesto coerenza tra comportamenti privati e pubblici degli uomini politici. E’ la nuova frontiera di una campagna elettorale che loro stanno davvero americanizzando, usando pesantemente, per la prima volta in Italia, uno degli aspetti più deleteri delle campagne all&#8217;americana: fomentare pesanti insinuazioni sulla moralità personale dell’avversario e buttargli fango addosso, cercando di screditarlo agli occhi dei cittadini&#8221;.</p>
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		<title>Scompaiono da Camera e Senato quasi tutti i partitini. Finalmente!</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Apr 2008 13:50:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Bellotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali su Piacenza Night]]></category>
		<category><![CDATA[Fausto Bertinotti]]></category>
		<category><![CDATA[Idv]]></category>
		<category><![CDATA[Lega Nord]]></category>
		<category><![CDATA[Pd]]></category>
		<category><![CDATA[Pdl]]></category>
		<category><![CDATA[Pierferdinando Casini]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>

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		<description><![CDATA[Sto seguendo in diretta lo spoglio delle schede e a risultati quasi definitivi sembra ci sia almeno una ragione per gioire, comune a tutti gli italiani. Sono scomparsi quasi tutti i partitini.
Alla Camera e al Senato entreranno solamente candidati appartenenti alle grandi coalizioni &#8220;Pdl-Lega Nord&#8221; e &#8220;Pd-Idv&#8221;, e probabilmente all&#8217;Udc di Casini.
Scompare la sinistra radicale, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sto seguendo in diretta lo spoglio delle schede e a risultati quasi definitivi sembra ci sia almeno una ragione per gioire, comune a tutti gli italiani. Sono scomparsi quasi tutti i partitini.</p>
<p>Alla Camera e al Senato entreranno solamente candidati appartenenti alle grandi coalizioni &#8220;Pdl-Lega Nord&#8221; e &#8220;Pd-Idv&#8221;, e probabilmente all&#8217;Udc di Casini.</p>
<p>Scompare la sinistra radicale, e un po&#8217; dispiace vedere un grande politico come Fausto Bertinotti rassegnare le proprie dimissioni dalla guida della Sinistra Arcobaleno. Non riesce l&#8217;esperimento politico della Destra di Storace, e risultano azzerati i socialisti di Boselli.</p>
<p>Non so cosa ne pensiate voi, ma questo scenario mi sembra l&#8217;unica novità di rilievo&#8230; staremo a vedere. </p>
]]></content:encoded>
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