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Benvenuti sul nuovo Piacenza Night 4.0
Sono davvero emozionato. Quello che avete davanti è il frutto di mesi di incessante lavoro, di decisioni prese con il fiato sospeso, di continui confronti con i lettori attraverso Facebook, Twitter e LinkedIn. La versione 4.0 di Piacenza Night era prevista per il 2012, ma uno tsunami informatico che ha travolto la società che gestiva i nostri server nell’aprile scorso, cancellando in un lampo 12 anni di lavoro, ci ha obbligato a cambiare le nostre strategie. Nelle settimane successive all’incidente, grazie ai vecchi backup e soprattutto alla cache di Google e di Yahoo, una parte dei contenuti è stata ripristinata e siamo riusciti a rimettere in linea un sito che, pur sembrando funzionante, riusciva a stare in piedi per miracolo. Da allora abbiamo investito tutte le nostre risorse nella realizzazione di un portale tutto nuovo, progettato da zero. Lo sforzo è stato enorme, soprattutto se si considera il fatto che Piacenza Night è (e rimarrà sempre) un progetto no profit.
Piacenza Night, il primo web magazine di Piacenza e dintorni, è nato nel 2000. Fin da subito è stato apprezzato per la sua rubrica di critica cinematografica – ripresa da più testate a livello nazionale – e per le recensioni di tutti i ristoranti, gli alberghi, i locali pubblici e gli agriturismi della nostra Provincia. La scelta di dedicare mensilmente la copertina ad una “ragazza della porta accanto” ha permesso a Piacenza Night di superare i confini territoriali elettivi, divenendo oggetto di interesse e di curiosità in tutto il Paese. Negli anni successivi il magazine è stato arricchito con contenuti informativi aggiornati 24 ore su 24, divenendo immediatamente una delle fonti di Google News. Nel 2006, quando la testata giornalistica è stata registrata presso il tribunale di Piacenza, vantava circa 100.000 contatti (hits) e 7.000 visitatori unici al giorno. Le più recenti rilevazioni, che si riferiscono ai mesi del 2010 precedenti il blackout, confermano Piacenza Night al primo posto nella classifica dei siti web a contenuto giornalistico editi nel territorio piacentino. Il nostro magazine è l’unico ad essere indicizzato nella classifica di Alexa dei migliori 100.000 siti del mondo (a febbraio la sua posizione era la n. 69.000 nel ranking internazionale, e la n. 1600 nel ranking italiano).
Nel salutare il lancio di questo rinnovato magazine, desidero ringraziare tutti coloro che negli ultimi 12 anni hanno contribuito al suo successo. Un ringraziamento particolare va al nostro direttore responsabile, Susanna Pasquali, che supervisiona il nostro lavoro e cerca di tenerci lontano dai guai, e al nostro webmaster Gagan Deep Dharam, che con le sue visioni ci traghetta sempre più vicini al futuro. Un altro “grazie” speciale va a mia moglie Ghita Pasquali, che oltre ad avermi dato la gioia di due splendide bambine, alimenta questo nostro figlio elettronico sobbarcandosi da 12 anni l’intera gestione della rubrica di critica cinematografica. Grazie anche a Linda Barani, che con i suoi articoli di gossip e cronaca rosa rende più leggera e divertente ogni nostra giornata. Grazie ad Alessandro Bucalo, un pilastro portante della nostra redazione (senza il cui aiuto non riuscirei nemmeno a trovare il tempo di allacciarmi le scarpe). Grazie a Davide Galli, alle sue stoccate e alle sue pillole di saggezza; grazie per l’opportunità di confronto che offri a chi non la pensa come te. Grazie a Giorgio Betti per le sue opinioni libere che non temono l’altrui giudizio. Grazie al nuovo acquisto Alessandro Maggi, che si occuperà di scienza e tecnologia.
Grazie ancora a Caterina Baldini, che oggi conduce “Sky TG 24″ e che fondò insieme a me questa rivista; ad Alessandra Menzani, che leggiamo su “Libero”; a Vladimiro Poggi che ha trovato la sua strada in televisione. E infine, spero di non dimenticare nessuno, grazie a tutti quelli che hanno collaborato con contenuti, sul fronte tecnico o con le loro preziose idee: Marco Tozzi-Condivi, Eviana Pasquali, Matteo Maria Maj, Andrea Pasquali, Gianpietro Bisaglia, Giovanni Rutigliano, Roberto Ridella, Maria Clara Zermani, Bernardo Tacchini, Davide Civardi, Matteo Gobbi, Alessandro Mastroianni, Alessandro Borghi, Gaetano Jose Gasparini, Tony Face, Jennifer Diana Tagliaferri, Alessandro Marseglia, Ilia Casali, Corrado De Castro, Benedetta Soffientini, Andrea Grieco, Paolo Di Benedetto, Monica Marcotti, Francesca Villa, Donato De Ieso, Corrado Gaviglio, Paolo Malpeli, Paolo Bassini, Samantha Baldini. Marco Cirasaro, Alessandra Pellettieri, Lucia Valla, Francesca Di Mauro, Gianandrea Petrolati, Moreno Moschioni, Mattia Bersani, Alessandro Carminati, Laura Bellotti, Giuseppe Dieci, Giorgio Lambri, Marzia Foletti, Luigi Niccolò Caramatti, Corrado Astrua, Davide Bellocchi, Gianmatteo Mazzoni, Leone Astrua, Michele Orsi, Luca Chiodaroli, Andrea Santangelo, Andrea Montenet, Enrico Morini, Michele Mancuso, Giacomo Ghisolfi.
Anas. Le responsabilità del crollo del ponte sul Po. L’odissea del pedaggio gratuito per i piacentini
Anas, in base alle dichiarazioni del Presidente Pietro Ciucci, potrebbe iniziare a far pagare il pedaggio autostradale (tra i caselli di Piacenza Sud e Piacenza Nord) ai piacentini dal primo di gennaio. “Per ora – ha dichiarato – lasceremo il pedaggio autostradale gratuito fino al 31 dicembre e poi ci regoleremo in base ai flussi di traffico”.
Dalle dichiarazioni di Ciucci sembra che offrire ai cittadini danneggiati dal crollo del ponte sul Po l’uso gratuito di qualche chilometro di autostrada sia un impegno economico davvero troppo gravoso. Insostenibile nel lungo periodo. Eppure…
In realtà sembra che la cosa ad Anas non costi nulla. Nel corso di un convegno al Politecnico di Milano, infatti, Sergio Castellucci (amministratore delegato di Autostrade per l’Italia) ha dichiarato: “Noi diamo il servizio gratuito ai residenti che si sono iscritti per ricevere una viacard, ma Anas non ci darà un euro per i mancati incassi derivanti dalla gratuità â€.
A questo punto mi tornano in mente le parole del sindaco di Piacenza Roberto Reggi in seguito al crollo del ponte. “Anas dovrebbe spiegare, ai cittadini e agli amministratori locali, perchè ha impiegato quasi otto anni, subito dopo la piena del Po nel 2000, a far partire i lavori di manutenzione straordinaria al ponte, nonostante le ripetute segnalazioni – basate sulle relazioni tecniche di ingegneri specializzati – riguardanti la necessità di intervenire sulla struttura”.
Anas colpevole del crollo? Dalle parole del sindaco di Piacenza sembra che qualcuno lo sospetti. “La documentazione che ho presentato nei giorni scorsi ai Carabinieri – ha spiegato Roberto Reggi – è basata non su una mia opinione personale, bensì sull’analisi di esperti del settore, e altro non fa che confermare le inadempienze e l’indifferenza del gestore della rete stradale, che già dopo le piene del 1994 e del 2000, responsabili in buona misura dell’ammaloramento del ponte, avrebbe dovuto avviare con sollecitudine i lavori”.
Influenza A. Le cifre non giustificano l’allarmismo di alcuni media
Se in Italia si piangono 24 persone decedute a causa dell’influenza A H1N1, è altrettanto vero che l’allarmismo scatenato dai media non sembra giustificato dalle cifre. Secondo il Ministero della Salute sono circa 250.000 gli italiani contagiati dal virus che si sono rivolti ad ospedali o medici (la cifra è sottostimata a causa dell’impossibilità di eseguire dei controlli esatti su chi resta a casa e guarisce da sé). Secondo le statistiche de “Il Sole 24 Ore” i contagiati dal virus sarebbero invece oltre 500.000.
La mortalità resta comunque sotto lo 0,1 ogni mille persone infette (meno di un decesso ogni 10.000 malati) e fino ad ora ha riguardato persone che erano già gravemente malate. Se lo scorso anno la normale influenza di stagione ha fatto 8000 vittime, e se è vero che quella suina è cinque volte meno aggressiva, è lecito sperare che il panico sia davvero ingiustificato.
Sempre su “Il Sole 24 Ore” si legge che a rischio di contrarre l’influenza A “sono i giovanissimi, per l’alta capacità di subire e di trasmettere il contagio”. I bimbi sani saranno comunque vaccinati al più presto, una volta tutelate le categorie a rischio, a partire da dicembre. “Non perché temiamo per la loro salute”, ha voluto precisare il viceministro Fazio, “ma perché dobbiamo eradicare la pandemia”.
Quanto ai vaccini, l’Italia è uno dei paesi occidentali meglio organizzati. Entro la prima settimana di dicembre arriveranno a destinazione complessivamente 10 milioni di dosi di vaccino (il ciclo competo prevede due iniezioni, a distanza di un mese l’una dall’altra).
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Media Planning. Una corretta pianificazione più aiutare a risparmiare investendo meglio le proprie risorse
Porto sempre ad esempio, quando mi capita di affrontare il tema del “media planning”, il caso della mia città . A Piacenza tutte le attività commerciali ed industriali investono la quasi totalità del proprio budget sul quotidiano locale. Il quale, forte di questa assoluta leadership, vende i propri spazi pubblicitari a prezzi che farebbero vacillare uno sceicco.
Nei casi in cui mi è stata offerta la possibilità di aiutare un cliente a stendere un piano media, è stato facile ottenere risultati significativi dirottando una piccola porzione di quello stesso budget su mezzi di comunicazione alternativi (e spesso più efficaci). Impostando una pianificazione quantitativa e qualitativa degli investimenti pubblicitari sui mezzi di comunicazione locali (internet, radio e tv) siamo riusciti a raggiungere target specifici, spendendo meno ed aumentando i contatti.
Un’azienda di abbigliamento, per esempio, che volesse comunicare ai giovani di età compresa tra i 15 e i 25 anni a chi dovrebbe rivolgersi?
Il quotidiano locale, come tutti i quotidiani, soffre di una distanza de facto dalla cultura giovanile. Da un sondaggio effettuato sugli studenti di un liceo classico e di uno scientifico, su un campione di circa 1000 persone, solo un misero 3% ha detto di leggere il giornale tutti i giorni. Mentre oltre il 70% utilizza internet quotidianamente, e si informa accedendo alle risorse che la rete mette a disposizione.
Dovendo rispondere alla domanda precedente, direi che l’azienda di abbigliamento potrebbe provare a dirottare – prudenzialmente – il 20% del proprio budget su internet, per andare ad intercettare quel 70% di giovani che sul giornale non troverebbe mai.
Una buona comunicazione pubblicitaria necessita di un media planning ben configurato, al fine di fornire ai consuenti di marketing gli strumenti teorici e pratici per comprendere e interpretare le esigenze di comunicazione aziendale, formulare campagne pubblicitarie coerenti con le strategie di chi sta al timone dell’azienda e interagire con i settori creativi per favorire campagne più efficaci.













