Il mio lavoro. Portare la tua idea al successo comunicando in modo efficace.
Posts Tagged ‘Silvio Berlusconi’
Aggressione a Silvio Berlusconi. Soddisfazione di Antonio Di Pietro? La Russa: “Questo è il frutto della politica dell’odio”
Oggi, a Milano, hanno colpito al volto il Presidente del Consiglio del mio Paese, con un pugno o con un oggetto. Silvio Berlusconi è caduto a terra, sanguinando copiosamente dalla bocca e dal naso, ed è stato trasportato con urgenza all’ospedale San Raffaele per accertamenti.
Come ha dichiarato Pier Luigi Bersani, leader dell’opposizione, si tratta di “un gesto inqualificabile che va fermamente condannato”, o meglio – come suggerisce Umberto Bossi – “un atto di terrorismo” diretta conseguenza di un “clima pesante che si avvertiva da tempo”.
Il ministro della difesa Ignazio La Russa ha detto parole gravi e importanti, che condivido pienamente. “Quando si fanno le manifestazioni non per un partito ma contro una persona e si incita all’odio questo è il risultato. Questo è il frutto della politica dell’odio”. Secondo il ministro, “siamo sull’orlo del baratro”.
Rivedendo in tv le immagini del premier del mio Paese, un uomo di 73 anni, accasciarsi a terra sanguinante con il volto stranito, non so perché ma provo un senso di vergogna, e… non riesco a cancellare dalla mia mente le parole di Antonio Di Pietro.
Penso al leader dell’Italia dei Valori (quali valori?) e alla sua faccia mentre dichiara, a commento dell’episodio di violenza contro Berlusconi, quanto riportato dal quotidiano Il Messaggero: “Berlusconi con i suoi comportamenti e il suo menefraghismo istiga alla violenza. Condivido le rimostranze dei cittadini che ogni giorno vedono un premier che tiene bloccato il Parlamento per fare leggi che servono a lui e soltanto a lui, mentre milioni di cittadini perdono il lavoro e faticano ad arrivare a fine mese”.
In pratica, se Di Pietro non avesse premesso di essere “contro la violenza” (e chi non lo è, almeno pubblicamente), qualcuno avrebbe potuto leggere soddisfazione nelle sue parole. In fondo, parafrasando il leader dell’Idv, il criminale che ha aggredito il Presidente del Consiglio italiano ha combattuto per liberare l’Italia da colui il quale “tiene bloccato il Parlamento per fare leggi che servono a lui e soltanto a lui, mentre milioni di cittadini perdono il lavoro e faticano ad arrivare a fine mese”.
Come fa una persona che, come me, ama l’Italia a non provare vergogna? Nemmeno di fronte all’aggressione del nostro Presidente riusciamo ad evitare comportamenti e dichiarazioni incivili. Ma che razza di persone ci rappresentano? Ma che razza di bestie siamo diventati?
Una parte della sinistra italiana (quella forcaiol-editorial-giustizialista) sogna un mondo più giusto, dove vigili l’occhio attento del Nuovo Ministero della Cultura Popolare
Il Minculpop (Ministero della Cultura Popolare) in seno al Governo Italiano del Regno d’Italia aveva il compito di controllare e organizzare la propaganda del fascismo. “Il ministero,” recita Wikipedia, “aveva l’incarico di controllare ogni pubblicazione, sequestrando tutti quei documenti ritenuti pericolosi o contrari al regime e diffondendo i cosiddetti ordini di stampa (o veline) con i quali s’impartivano precise disposizioni circa il contenuto degli articoli, l’importanza dei titoli e la loro grandezza. Più in generale, questo ufficio, si occupava della propaganda, quindi non solo controllo della stampa”.
Una parte della sinistra italiana, quella che non sopporta che altri possano avere idee differenti dalle proprie, quella che osanna Beppe Grillo o Marco Travaglio, quella che sogna un Antonio Di Pietro che – ovviamente in piazzale Loreto – riesca ad appendere per i piedi il Premier Silvio Berlusconi, quella che grida alla “libertà di stampa perduta”, in realtà sogna la riaffermazione in grande stile del Minculpop.
Vi immaginate se questi signori fossero al potere? Il nuovo Minculpop prenderebbe subito possesso della tv di stato, pagata con i soldi di tutti, per fare propaganda secondo i propri interessi?
Nell’anno zero di questo mondo nuovo, in prima serata, magari il giovedì sera, il Minculpop metterebbe forse un giornalista di regime, contornato da una platea di ospiti tutti schierati dalla stessa parte, per demonizzare gli avversari, naturalmente senza contraddittorio, possibilmente con insulti e calunnie a go-go.
Per non dare troppo nell’occhio, il Minculpop darebbe un ruolo chiave ad un intrattenitore apparentemente defilato e distaccato, ma in grado di fare informazione di regime come si deve. Uno capace di mettere le frasi scomode in bocca agli ospiti (opportunamente preparati) per poi fingere di dissociarsi. Ogni sabato, indipendentemente dal… tempo che fa, le famiglie rimarrebbero incollate alla tv.
Nella squadra del Minculpop non potrebbe mancare una giornalista un po’ snob che, dall’alto del suo pulpito, educhi le masse alla morale di stato. Una che ai tempi dell’inquisizione si sarebbe trovata a proprio agio, grazie alla granitica fede nel giustizialismo più forcaiolo. Una donna fredda e lucida, che avrebbe resistito all’era glaciale, e fronteggiato senza paura le invasioni barbariche.
Per fortuna questi signori non sono al potere. E, ringraziando il cielo, queste trasmissioni faziose, schierate a senso unico e pagate con i soldi di tutti non esistono… vero?
L’Espresso pronto a pagare Laura Drezwicka del Gf9 per incastrare Berlusconi
Comprendo perfettamente le critiche di chi ha commentato duramente il mio ultimo editoriale, anche se trovo offensivo – non per me, ma per il popolo italiano – che chiunque non sposi l’ideologia antiberlusconiana debba essere evidentemente un idiota, lobotomizzato davanti alla tv spazzatura, incapace di vedere la verità professata dalla casta degli illuminati (i vari Santoro, Grillo, Travaglio), o peggio colluso con un sistema mafioso…
Invidio le vostre certezze, anche se preferisco ragionare sui miei tanti dubbi. A me piace dialogare, soprattutto con chi è di sinistra. Soprattutto con chi può aiutarmi a vedere le cose da un diverso punto di vista…
Permettetemi di tornare, però, un’ultima volta all’argomento trattato nel precedente editoriale per riflettere insieme, o almeno per porci delle domande.
Laura Drezwicka, una delle concorrenti dell’ultima edizione del Grande Fratello (GF9), ha dichiarato che due giornalisti dell’Espresso hanno avuto con lei una trattativa ed “erano pronti a pagarmi per incastrare Berlusconi”.
La dichiarazione della concorrente del GF9 si unisce alle tante che sono state pubblicate nelle ultime settimane sui giornali vicini al centrodestra, segno che in molti – per fini politici o semplicemente per gonfiare il proprio portafogli – hanno cercato di trovare l’oro sotto la montagna di fango con cui si è cercato si seppellire il premier italiano.
E mentre Veronica Lario, che ha sganciato la prima bomba, oggi fa marcia indietro scrivendo al Corriere della Sera che “la verità del rapporto tra me e mio marito non è neppure stata sfiorata, così come la ragione per cui ho dovuto ricorrere alla stampa per comunicare con lui”, il Gruppo Espresso prova a difendersi querelando “Il Giornale”, reo di avere pubblicato l’intervista alla Drezwicka.
Ma “Il Giornale” ha risposto prontamente che è in loro possesso “la registrazione del colloquio fra Laura Drezwicka e i giornalisti dell’ Espresso. E siamo pronti a esibirla in ogni sede opportuna”.
Supponiamo quindi che non sia tutto falso quello scritto dai giornali vicini al centrodestra, le domande che mi pongo (e a cui non pretendo certo di dare una risposta) sono le seguenti: qualcuno sperava di trarre un beneficio dall’attacco personale a Silvio Berlusconi e alla sua famiglia? Qualcuno ha calcato la mano, scegliendo di non giocare secondo le regole, pur di alimentare il gossip? Qualcuno ha deliberatamente scelto di provare a ridicolizzare l’immagine del premier italiano (e di conseguenza del popolo che lo ha eletto democraticamente) all’estero, pur di ottenere un vantaggio alle urne?
Noemi, i cronisti di sinistra, il tycoon Rupert Murdoch, El Pais e la trappola contro Berlusconi
Guai a dire che esiste un complotto teso a defenestrare un premier eletto democraticamente dagli italiani. Chiunque osi sussurrarlo viene fatto passare per il solito imbecille credulone (ma non sono forse tutti imbecilli creduloni gli italiani che, lobotomizzati davanti alla tv spazzatura, hanno votato per Berlusconi in tutti questi anni?)…
Io sono convinto che questo attacco a Silvio Berlusconi, orchestrato a suon di gossip dalla stampa, non vada affatto minimizzato. Siamo di fronte ad un caso analogo a quello del 1994, quando – con un avviso di garanzia recapitato dalle colonne del Corriere della sera a un Berlusconi impegnato a presiedere il summit dell’Onu sulla criminalità – la magistratura riuscì ad abbattere un governo eletto democraticamente.
Dopo le successive vittorie del centrodestra, la magistratura non riuscì a compiere nuovamente il miracolo. La sinistra si trovò con i coltelli spuntati a doversi confrontare solo sul piano politico… e subì una serie di dure sconfitte.
Oggi siamo di fronte allo stesso scenario del 1994. I nemici di Berlusconi si sono però ingegnati ed hanno deciso di non ricorrere più alla via giudiziaria, ma allo screditamento privato, applicando le regole del gossip per la demolizione dell’avversario politico.
E in questa azione la stampa di sinistra ha trovato preziosi alleati. Il tycoon Rupert Murdoch, proprietario dei media di mezzo mondo e da sempre nemico di Berlusconi, che con i suoi giornali tenta di screditarlo all’estero. Il quotidiano spagnolo El Pais, grazie al quale – alla vigilia del voto – si è potuto costruire un caso intorno ad una serie di foto private, che nella loro innocenza non dimostrano assolutamente nulla se non che il piano era orchestrato da tempo, e che sul campo le milizie anti-Cav sono ben organizzate. Veronica Lario, che si è prestata (dopo le prove generali durante le precedenti due tornate elettorali) ad innescare la bomba.
E infine arriviamo a Noemi Letizia e alle storie raccontate dall’ex fidanzato, ritenuto teste credibilissimo da parte dei giornali di sinistra, che però ben si sono guardati dal riferire che il ragazzino per bene è in realtà stato condannato a un anno e due mesi per rapina, e in un’intervista ha ammesso di essere stato usato.
La trappola contro Silvio Berlusconi, e contro la maggioranza degli italiani che lo ha democraticamente incaricato di governare il Paese, è scattata. Indipendentemente da come finiranno le elezioni europee ed amministrative, il Cav è esposto ad un fuoco pesante che punta a renderlo impresentabile, a ridicolizzarlo, a renderlo vulnerabile agli occhi della comunità internazionale. Ecco perché è sbagliato minimizzare: questo attacco è soltanto l’inizio di un’azione che continuerà nei prossimi mesi, a suon di pseudo-scoop e finte notizie, fino a che il dubbio non si sarà insinuato…














