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	<title>Nicola Bellotti 5.0 &#187; Silvio Berlusconi</title>
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	<description>Strategia e creativita. Fotografia. Romanzi fantasy. Editoriali ed opinioni.</description>
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		<title>Intercettazioni. Meglio la &#8220;legge-bavaglio&#8221; del far west</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Jun 2010 14:14:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Bellotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali su Piacenza Night]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Rutelli]]></category>
		<category><![CDATA[Pd]]></category>
		<category><![CDATA[Romano Prodi]]></category>
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		<description><![CDATA[Pur avendo scritto nella mia vita almeno 5.000  articoli pubblicati su riviste specializzate, testate giornalistiche,  quotidiani e soprattutto su PiacenzaNight.com, premetto che non sono un  giornalista. Un po&#8217; per pigrizia, un po&#8217; perché il mio mestiere è un  altro, non ho mai mandato all&#8217;Ordine di Bologna i miei pezzi (stampati e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span>Pur avendo scritto nella mia vita almeno 5.000  articoli pubblicati su riviste specializzate, testate giornalistiche,  quotidiani e soprattutto su PiacenzaNight.com, premetto che non sono un  giornalista. Un po&#8217; per pigrizia, un po&#8217; perché il mio mestiere è un  altro, non ho mai mandato all&#8217;Ordine di Bologna i miei pezzi (stampati e  raccolti diligentemente già da anni) per ottenere il patentino.</span></p>
<p>Ho il massimo rispetto per la categoria dei giornalisti, ma trovo che  &#8220;La Repubblica&#8221; e i politici allineati a sinistra stiano esagerando  gridando al golpe, dimostrando una volta di più quanto in questo Paese  sia tragicamente impossibile dialogare. Basti pensare che solo pochi  anni fa una riforma ancora più restrittiva, proposta dal Governo Prodi,  era stata descritta come &#8220;necessaria&#8221;.</p>
<p>Ricordate il ddl Mastella? Fu votato da tutti senza battere ciglio,  dagli stessi politici che oggi &#8211; sostenuti dai giornalisti &#8211; gridano  alla morte delle libertà civili.</p>
<p>Il decreto sulle intercettazioni potrà non essere la panacea di ogni  male. In un clima così teso, è possibile &#8211; anzi, probabile &#8211; che il  testo sia imperfetto e migliorabile. Tuttavia ritengo che anche un testo  imperfetto e antipatico sia meglio del far west in cui ci troviamo.</p>
<p>Ripensiamo a come siamo arrivati a questa cd. &#8220;legge bavaglio&#8221;. In  questi anni abbiamo asistito a centinaia di sputtanamenti mediatici che  hanno rovinato la vita a persone risultate poi innocenti nelle aule di  Tribunale. E si, perché interi fascicoli di indagine, intercettazioni e  indiscrezioni varie finivano sulle prime pagine dei giornali, solo allo  scopo di condizionare l&#8217;opinione pubblica e arrivare ad una condanna di  piazza, senza bisogno che la legge facesse il proprio corso.</p>
<p>La Legge (quella con la &#8220;L&#8221; maiuscola) è stata pensata e scritta per  proteggere ogni imputato, fino a che non siano dimostrate in modo  convincente le sue colpe. In uno stato garantista come l&#8217;Italia, gli  imputati sono innocenti fino a prova contraria. Dall&#8217;antica Roma fino a  l&#8217;altro ieri, questo principio è stato il pilastro sul quale poggiava  l&#8217;intero sistema giudiziario.</p>
<p>Poi alcuni giornali hanno deciso di sostituirsi ai Tribunali (e ai  politici, i quali pensano di avere il controllo di questo mostro, ma non  sono altro che pedine inconsapevoli), e tutto ha preso una piega  diversa.</p>
<p>Questa &#8220;legge-bavaglio&#8221; dice una cosa importante: <em>è fatto divieto di  pubblicazione, anche parziale, di tutti gli atti fino alla conclusione  delle indagini</em>. E&#8217; un sacrosanto diritto di ogni imputato, innocente  fino a prova contraria! Ed è un diritto che dovrebbe, in uno stato  civile e garantista, essere più importante del diritto del giornalista  di scrivere ciò che gli pare e piace.</p>
<p>Oggi l&#8217;opposizione grida allo scandalo. Ma leggendo il programma del  Partito Democratico (benedetto e osannato da &#8220;La Reppubblica&#8221; &amp;  Co.), alla voce &#8220;Giustizia&#8221; troviamo un imperativo: &#8220;il divieto assoluto  di pubblicazione di tutta la documentazione relativa alle  intercettazioni &#8211; si legge &#8211; serve a tutelare i diritti fondamentali del  cittadino. È necessario ridurre drasticamente il numero dei centri di  ascolto e determinare sanzioni penali e amministrative molto più severe  delle attuali&#8221;. Infatti, il vice-premier del Governo Prodi, Francesco  Rutelli, ha dichiarato un paio d&#8217;anni fa: &#8220;La magistratura indaghi pure,  faccia le intercettazioni, però finché non c&#8217;è una verità non sbattiamo  sui giornali delle persone che si trovano prima ricattate e poi  svergognate&#8221;.</p>
<p>Avranno cambiato idea? Chissà&#8230; a me sembra che come al solito in  Italia si affrontino temi delicatissimi, che condizionano e  condizioneranno la vita della gente, con la stessa leggerezza e la  stessa arroganza di quegli ubriaconi che il lunedì mattina commentano le  partite al bar.</p>
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		<title>Fini ha voluto fare la conta e si è trovato solo, con il classico cerino in mano</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 08:28:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Bellotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali su Piacenza Night]]></category>
		<category><![CDATA[Gianfranco Fini]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo D'Alema]]></category>
		<category><![CDATA[Pdl]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>

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		<description><![CDATA[Gianfranco Fini è uno degli ultimi esemplari di  &#8221;uomo politico&#8221;. Al pari di Massimo D&#8217;Alema, ha una grande  preparazione e una invidiabile capacità dialettica, ma diversamente dal  suo avversario ha saputo tenere insieme un partito per decenni,  stringendo saldamente in mano le redini (e il frustino). Con la  confluenza di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;">Gianfranco Fini è uno degli ultimi esemplari di  &#8221;uomo politico&#8221;. Al pari di Massimo D&#8217;Alema, ha una grande  preparazione e una invidiabile capacità dialettica, ma diversamente dal  suo avversario ha saputo tenere insieme un partito per decenni,  stringendo saldamente in mano le redini (e il frustino). Con la  confluenza di An nel Pdl, però, ha dovuto accettare di non essere più il  capo. Un gradino più in alto di lui, sul trono, ha accettato di far  sedere il suo storico alleato Silvio Berlusconi. Temporaneamente&#8230;</span></p>
<p>Dopo la vittoria alle elezioni politiche, scegliendo il ruolo  istituzionale di Presidente della Camera dei deputati, Fini si è dovuto  inventare ogni tanto qualche polemica per conquistare le pagine dei  giornali. Lui, da vero uomo politico, sa che &#8211; per continuare a contare &#8211;  un leader non può rinunciare ad &#8221;esistere&#8221;.</p>
<p>Tutti sanno che Gianfranco Fini e i suoi fedelissimi si aspettavano una  disfatta per il Pdl alle recenti elezioni regionali. Con un risultato  negativo avrebbero potuto rimescolare le carte, puntando alla  leadership, ma soprattutto a conquistare qualche poltrona in più. E&#8217;  evidente, infatti, che la battaglia interna al Pdl non riguarda ideali,  valori e programmi, ma semplicemente poltrone e potere.</p>
<p>Ai tempi della fusione, Berlusconi e Fini si erano accordati di  dividersi i posti chiave in modo proporzionato: 70 a 30. Ma il 30% di  finiani, negli anni, si è avvicinato un po&#8217; troppo al Cavaliere.</p>
<p>In ogni caso, il Pdl e la Lega Nord hanno stravinto le regionali, e il  piano dei secessionisti è andato in malora. A questo punto, immagino, a  Fini devono essere saltati i nervi. Come ogni cavallo di razza non ci  sta a rimanere troppo a lungo nei box. Così, di scaramuccia in  scaramuccia, siamo arrivati allo scontro in diretta con il premier  Berlusconi e alla fatidica conta.</p>
<p>Ecco l&#8217;errore madornale che non mi sarei mai aspettato da un politico  come Fini. Una delle regole cardine della politica italiana è &#8221;non  andare mai alla conta se non si ha la certezza di vincere&#8221;. Si è visto  come è andata a finire. Gli ex generali di An, dal momento che la loro  sopravvivenza politica non è più stata legata alle redini e al frustino  di Re Gianfranco, gli hanno preferito Berlusconi.</p>
<p>Quando lui ha chiesto un sostegno per andare contro il Premier, si è  ritrovato solo&#8230; con il classico cerino in mano.</p>
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		<title>Afghanistan. Il peccato originale di Emergency e di Gino Strada</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 07:53:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Bellotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali su Piacenza Night]]></category>
		<category><![CDATA[Afghanistan]]></category>
		<category><![CDATA[Daoud Ahmadi]]></category>
		<category><![CDATA[Emergency]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Frattini]]></category>
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		<category><![CDATA[Quetta Shura]]></category>
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		<description><![CDATA[Nessuno mette in discussione il lavoro di medici e  volontari che fanno capo ad Emergency. Questa premessa è doverosa  andando a trattare un argomento così delicato, e soprattutto  apprestandomi a criticare Gino Strada e il suo atteggiamento a mio  avviso sempre meno opportuno.
In Afghanistan sono stati arrestati tre medici italiani, accusati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;">Nessuno mette in discussione il lavoro di medici e  volontari che fanno capo ad Emergency. Questa premessa è doverosa  andando a trattare un argomento così delicato, e soprattutto  apprestandomi a criticare Gino Strada e il suo atteggiamento a mio  avviso sempre meno opportuno.</span></p>
<p>In Afghanistan sono stati arrestati tre medici italiani, accusati di  avere legami con Quetta Shura (la dirigenza talebana in esilio). Il  portavoce del governatorato di Helmand, Daoud Ahmadi, ha confermato che  nell&#8217;incursione presso il centro ospedaliero incriminato sono stati  trovai esplosivi, fra cui bombe a mano, cinture esplosive e alcune armi,  nascoste in casse di medicinali, e che si stava indagando su queste  persone da oltre un mese.</p>
<p>Il deus ex machina di Emergency ha sempre avuto il brutto vizio di voler  fare il politico a tutti i costi, dimenticandosi di quanto il suo ruolo  sia delicato. In questi giorni, dopo l&#8217;arresto da parte delle autorità  afghane di alcuni esponenti di Emergency, accusati di avere favorito  l&#8217;attività di alcuni terroristi, Gino Strada ha dichiarato: &#8220;Ce l’ho con  quel governo (si riferisce a quello afgano, n.d.r.) sostenuto pure  dall’Italia. Ma pure con le forze militari occidentali dell’Isaf che  hanno partecipato a questa manovra contro di noi. Mi sembra chiaro che  stanno tutti cooperando per mandarci via. Vogliono che ce ne andiamo.  Vogliono che Emergency si levi di mezzo&#8221;. E poi ha aggiunto: &#8220;il governo  italiano in Afghanistan conta come il due di picche quando la briscola è  fiori&#8221;.</p>
<p>Anche io stento a credere che medici italiani, che rischiano la vita per  anni in zone di guerra, accettino di partecipare ad un complotto per  attentare alla vita del governatore della provincia di Helmand, Gulab  Mangal. Tuttavia la reazione di Gino Strada è inopportuna e pericolosa  per la vita stessa dei tre operatori. Il suo peccato originale è quello  di non essere in grado di separare, nemmeno in situazioni critiche come  questa, il suo ruolo di medico, leader di Emergency, dal suo desiderio  di partecipare al dibattito politico contro Berlusconi.</p>
<p>Insomma, da un lato Emergency che ha sempre rivendicato con orgoglio la  propria indipendenza dalle autorità italiane vorrebbe essere neutrale  (&#8221;è una struttura neutrale,&#8221; ha sempre detto Gino Strada, &#8220;non abbiamo  armi, curiamo chiunque ne abbia bisogno senza guardare in faccia  nessuno&#8221;); dall&#8217;altro si preoccupa di richiedere l&#8217;intervento della  Farnesina senza rinunciare ad attaccarla in conferenza stampa,  complicandone il lavoro diplomatico.</p>
<p>Il Ministro degli Esteri Frattini ha spiegato che la Farnesina è attiva  in prima linea per cercare di liberare i volontari italiani che secondo  le autorià locali avrebbero confessato di avere tenuto nascosti in  ospedale armi ed esplosivi appartenenti ai ribelli. &#8220;Prego con tutto il  cuore che quelle accuse non siano vere,&#8221; ha dichiarato il Ministro,  &#8220;prego con tutto il cuore da italiano perché l&#8217;idea che possano essere  degli italiani per i quali anche una parte di quelle accuse siano vere  mi fa rabbrividire: quando vi sono accuse gravi bisogna accertare la  verità&#8220;.</p>
<p>Frattini ha giustamente precisato con le autorità locali che Emergency e  &#8220;i medici italiani in stato di fermo lavoravano in una struttura  umanitaria non riconducibile alle attività finanziate dalla cooperazione  italiana&#8221;. E&#8217; la sacrosanta verità, predicata quotidianamente dal  medico Gino Strada.</p>
<p>Ma il politico Gino Strada non ci sta. &#8220;La Farnesina non può tirarsi  fuori. Il ministero deve intervenire per far immediatamente rilasciare i  nostri operatori,&#8221; ha dichiarato attaccando il governo italiano che &#8220;in  Afghanistan conta come il due di picche quando la briscola è fiori&#8221;.</p>
<p>Per il bene dei nostri operatori arrestati, il medico Gino Strada  dovrebbe convincere il suo alter ego politico a contare fino a dieci  prima di aprire bocca.</p>
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		<title>Pierluigi Bersani alla resa dei conti. Per i veltroniani l&#8217;esito delle elezioni e&#8217; stato disastroso</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Mar 2010 08:19:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Bellotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali su Piacenza Night]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Bertini]]></category>
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		<category><![CDATA[Pier Luigi Bersani]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Valter Veltroni]]></category>
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		<description><![CDATA[Le elezioni regionali si sono concluse e lo scenario attuale ritrae un&#8217;Italia in cui al  centrodestra vanno 11 regioni (Piemonte, Lombardia, Veneto,  Friuli-Venezia-Giulia, Lazio, Molise, Abruzzo, Campania, Calabria,  Sicilia e Sardegna) e al centrosinistra 7 regioni (Emilia-Romagna,  Toscana, Liguria, Marche, Umbria, Puglia, Basilicata).
Con la sconfitta imprevista in Lazio e Piemonte, i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le elezioni regionali si sono concluse e lo scenario attuale ritrae un&#8217;Italia in cui al  centrodestra vanno 11 regioni (Piemonte, Lombardia, Veneto,  Friuli-Venezia-Giulia, Lazio, Molise, Abruzzo, Campania, Calabria,  Sicilia e Sardegna) e al centrosinistra 7 regioni (Emilia-Romagna,  Toscana, Liguria, Marche, Umbria, Puglia, Basilicata).</p>
<p>Con la sconfitta imprevista in Lazio e Piemonte, i leader del Partito  Democratico fedeli a Veltroni e a Franceschini si sono presentati al  vertice dei big per la resa dei conti con Bersani e D’Alema e  per chiedere a gran voce un cambio di rotta.</p>
<p>Malgrado il centrodestra di Berlusconi si presentasse a queste elezioni  indebolito nei sondaggi ed appesantito dalla figuracca fatta di fronte  al Paese per via delle liste, per il centrosinistra l&#8217;esito di quste  elezioni &#8211; a detta di Veltroni &#8211; è stato &#8220;disastroso&#8221;. Il suo braccio  destro Walter Verini ha fornito un&#8217;analisi spietata. Oggi il Pd è  &#8220;ininfluente al Nord e residuale nel Sud&#8221;.</p>
<p>L&#8217;area vicina a Franceschini ha presentato al leader Bersani due  conticini della serva. Il Pd è sotto il risultato delle europee di circa  mezzo punto, fermo al 26%. &#8220;Ma di quale avanzata parliamo?&#8221; hanno  chiesto al segretario in Transatlantico.</p>
<p>Carlo Bertini su &#8220;La Stampa&#8221; riporta anche le dichiarazioni dell&#8217;ex  segretario. &#8220;Ora serve una correzione di rotta&#8221;, ha dichiarato  Franceschini, &#8220;perché puoi abbandonare un progetto ambizioso e scegliere  la politica del quieto vivere con tutti, ma se non ti porta risultati  allora bisogna tornare al progetto originario per cui è nato il Pd: un  partito che parli al Paese, che non appalti il consenso ad altri  facendosi condizionare da coalizioni disomogenee&#8221;.</p>
<p>Dal canto suo Veltroni rifiuta di fare processi, ma non sottovaluta  quello che lui stesso definisce &#8220;un risultato elettorale così grave&#8221;.  &#8220;Sarebbe sbagliato identificare l’astensionismo solo con la rabbia,&#8221; ha  spiegato, &#8220;c’è anche gente sfiduciata perché non vede un’alternativa  credibile a Berlusconi&#8221;.</p>
<p>Pierluigi Bersani si è difeso strenuamente, spalleggiato da Massimo  D&#8217;Alema. &#8220;Non canto vittoria, ma non siamo neanche sconfitti. A gennaio  nessuno avrebbe scommesso su un sette a sei,&#8221; ha dichiarato. &#8220;È falso  poi che siamo scomparsi al Nord. Il voto alla Lega è un voto contro  Berlusconi&#8221;.</p>
<p>Sarà&#8230; ma guardando la cartina dell&#8217;Italia il Pd sembra confinato nelle  sole regioni storicamente rosse. E anche qui ci sono risultati che  meritano un&#8217;attenta lettura. In Emilia-Romagna, per esempio, Vasco  Errani ha vinto con il 52,06% dei voti, quando cinque anni fa fu eletto  presidente con il 62,7% dei voti.</p>
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		<title>Aggressione a Silvio Berlusconi. Soddisfazione di Antonio Di Pietro? La Russa: &#8220;Questo è il frutto della politica dell&#8217;odio&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Dec 2009 08:31:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Bellotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali su Piacenza Night]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Di Pietro]]></category>
		<category><![CDATA[Ignazio La Russa]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Pier Luigi Bersani]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Umberto Bossi]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi, a Milano, hanno colpito al volto il Presidente del Consiglio del mio Paese, con un pugno o con un oggetto. Silvio Berlusconi è caduto a terra, sanguinando copiosamente dalla bocca e dal naso, ed è stato trasportato con urgenza all&#8217;ospedale San Raffaele per accertamenti.
Come ha dichiarato Pier Luigi Bersani, leader dell&#8217;opposizione, si tratta di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, a Milano, hanno colpito al volto il Presidente del Consiglio del mio Paese, con un pugno o con un oggetto. Silvio Berlusconi è caduto a terra, sanguinando copiosamente dalla bocca e dal naso, ed è stato trasportato con urgenza all&#8217;ospedale San Raffaele per accertamenti.</p>
<p>Come ha dichiarato Pier Luigi Bersani, leader dell&#8217;opposizione, si tratta di &#8220;un gesto inqualificabile che va fermamente condannato&#8221;, o meglio &#8211; come suggerisce Umberto Bossi &#8211; &#8220;un atto di terrorismo&#8221; diretta conseguenza di un &#8220;clima pesante che si avvertiva da tempo&#8221;.</p>
<p>Il ministro della difesa Ignazio La Russa ha detto parole gravi e importanti, che condivido pienamente. &#8220;Quando si fanno le manifestazioni non per un partito ma contro una persona e si incita all&#8217;odio questo è il risultato. Questo è il frutto della politica dell&#8217;odio&#8221;. Secondo il ministro, &#8220;siamo sull&#8217;orlo del baratro&#8221;.</p>
<p>Rivedendo in tv le immagini del premier del mio Paese, un uomo di 73 anni, accasciarsi a terra sanguinante con il volto stranito, non so perché ma provo un senso di vergogna, e&#8230; non riesco a cancellare dalla mia mente le parole di Antonio Di Pietro.</p>
<p>Penso al leader dell&#8217;Italia dei Valori (quali valori?) e alla sua faccia mentre dichiara, a commento dell&#8217;episodio di violenza contro Berlusconi, quanto riportato dal quotidiano <em>Il Messaggero</em>: &#8220;Berlusconi con i suoi comportamenti e il suo menefraghismo istiga alla violenza. Condivido le rimostranze dei cittadini che ogni giorno vedono un premier che tiene bloccato il Parlamento per fare leggi che servono a lui e soltanto a lui, mentre milioni di cittadini perdono il lavoro e faticano ad arrivare a fine mese&#8221;.</p>
<p>In pratica, se Di Pietro non avesse premesso di essere &#8220;contro la violenza&#8221; (e chi non lo è, almeno pubblicamente), qualcuno avrebbe potuto leggere soddisfazione nelle sue parole. In fondo, parafrasando il leader dell&#8217;Idv, il criminale che ha aggredito il Presidente del Consiglio italiano ha combattuto per liberare l&#8217;Italia da colui il quale &#8220;tiene bloccato il Parlamento per fare leggi che servono a lui e soltanto a lui, mentre milioni di cittadini perdono il lavoro e faticano ad arrivare a fine mese&#8221;.</p>
<p>Come fa una persona che, come me, ama l&#8217;Italia a non provare vergogna? Nemmeno di fronte all&#8217;aggressione del nostro Presidente riusciamo ad evitare comportamenti e dichiarazioni incivili. Ma che razza di persone ci rappresentano? Ma che razza di bestie siamo diventati?</p>
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		<title>Una parte della sinistra italiana (quella forcaiol-editorial-giustizialista) sogna un mondo più giusto, dove vigili l&#8217;occhio attento del Nuovo Ministero della Cultura Popolare</title>
		<link>http://www.nicolabellotti.it/index.php/2009/10/una-parte-della-sinistra-italiana-quella-forcaiol-editorial-giustizialista-sogna-un-mondo-piu-giusto-dove-vigili-locchio-attento-del-nuovo-ministero-della-cultura-popolare/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 09:49:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Bellotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali su Piacenza Night]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Di Pietro]]></category>
		<category><![CDATA[Beppe Grillo]]></category>
		<category><![CDATA[Daria Bignardi]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Fazio]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Travaglio]]></category>
		<category><![CDATA[Michele Santoro]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Minculpop (Ministero della Cultura Popolare) in seno al Governo Italiano del Regno d&#8217;Italia aveva il compito di controllare e organizzare la propaganda del fascismo. &#8220;Il ministero,&#8221; recita Wikipedia, &#8220;aveva l&#8217;incarico di controllare ogni pubblicazione, sequestrando tutti quei documenti ritenuti pericolosi o contrari al regime e diffondendo i cosiddetti ordini di stampa (o veline) con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Minculpop (Ministero della Cultura Popolare) in seno al Governo Italiano del Regno d&#8217;Italia aveva il compito di controllare e organizzare la propaganda del fascismo. &#8220;Il ministero,&#8221; recita Wikipedia, &#8220;aveva l&#8217;incarico di controllare ogni pubblicazione, sequestrando tutti quei documenti ritenuti pericolosi o contrari al regime e diffondendo i cosiddetti ordini di stampa (o veline) con i quali s&#8217;impartivano precise disposizioni circa il contenuto degli articoli, l&#8217;importanza dei titoli e la loro grandezza. Più in generale, questo ufficio, si occupava della propaganda, quindi non solo controllo della stampa&#8221;.</p>
<p>Una parte della sinistra italiana, quella che non sopporta che altri possano avere idee differenti dalle proprie, quella che osanna Beppe Grillo o Marco Travaglio, quella che sogna un Antonio Di Pietro che &#8211; ovviamente in piazzale Loreto &#8211; riesca ad appendere per i piedi il Premier Silvio Berlusconi, quella che grida alla &#8220;libertà di stampa perduta&#8221;, in realtà sogna la riaffermazione in grande stile del Minculpop.</p>
<p>Vi immaginate se questi signori fossero al potere? Il nuovo Minculpop prenderebbe subito possesso della tv di stato, pagata con i soldi di tutti, per fare propaganda secondo i propri interessi?</p>
<p>Nell&#8217;anno zero di questo mondo nuovo, in prima serata, magari il giovedì sera, il Minculpop metterebbe forse un giornalista di regime, contornato da una platea di ospiti tutti schierati dalla stessa parte, per demonizzare gli avversari, naturalmente senza contraddittorio, possibilmente con insulti e calunnie a go-go.</p>
<p>Per non dare troppo nell&#8217;occhio, il Minculpop darebbe un ruolo chiave ad un intrattenitore apparentemente defilato e distaccato, ma in grado di fare informazione di regime come si deve. Uno capace di mettere le frasi scomode in bocca agli ospiti (opportunamente preparati) per poi fingere di dissociarsi. Ogni sabato, indipendentemente dal&#8230; tempo che fa, le famiglie rimarrebbero incollate alla tv.</p>
<p>Nella squadra del Minculpop non potrebbe mancare una giornalista un po&#8217; snob che, dall&#8217;alto del suo pulpito, educhi le masse alla morale di stato. Una che ai tempi dell&#8217;inquisizione si sarebbe trovata a proprio agio, grazie alla granitica fede nel giustizialismo più forcaiolo. Una donna fredda e lucida, che avrebbe resistito all&#8217;era glaciale, e fronteggiato senza paura le invasioni barbariche.</p>
<p>Per fortuna questi signori non sono al potere. E, ringraziando il cielo, queste trasmissioni faziose, schierate a senso unico e pagate con i soldi di tutti non esistono&#8230; vero?</p>
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		<title>L&#8217;Espresso pronto a pagare Laura Drezwicka del Gf9 per incastrare Berlusconi</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jun 2009 10:40:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Bellotti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il quotidiano Il Giornale: "Abbiamo la registrazione del colloquio fra Laura Drezwicka e i giornalisti dell' Espresso. E siamo pronti a esibirla in ogni sede opportuna"]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Comprendo perfettamente le critiche di chi ha commentato duramente il mio ultimo editoriale, anche se trovo offensivo &#8211; non per me, ma per il popolo italiano &#8211; che chiunque non sposi l&#8217;ideologia antiberlusconiana debba essere evidentemente un idiota, lobotomizzato davanti alla tv spazzatura, incapace di vedere la verità professata dalla casta degli illuminati (i vari Santoro, Grillo, Travaglio), o peggio colluso con un sistema mafioso&#8230; </p>
<p>Invidio le vostre certezze, anche se preferisco ragionare sui miei tanti dubbi. A me piace dialogare, soprattutto con chi è di sinistra. Soprattutto con chi può aiutarmi a vedere le cose da un diverso punto di vista&#8230; </p>
<p>Permettetemi di tornare, però, un&#8217;ultima volta all&#8217;argomento trattato nel precedente editoriale per riflettere insieme, o almeno per porci delle domande. </p>
<p>Laura Drezwicka, una delle concorrenti dell&#8217;ultima edizione del Grande Fratello (GF9), ha dichiarato che due giornalisti dell&#8217;Espresso hanno avuto con lei una trattativa ed &#8220;erano pronti a pagarmi per incastrare Berlusconi&#8221;. </p>
<p>La dichiarazione della concorrente del GF9 si unisce alle tante che sono state pubblicate nelle ultime settimane sui giornali vicini al centrodestra, segno che in molti &#8211; per fini politici o semplicemente per gonfiare il proprio portafogli &#8211; hanno cercato di trovare l&#8217;oro sotto la montagna di fango con cui si è cercato si seppellire il premier italiano. </p>
<p>E mentre Veronica Lario, che ha sganciato la prima bomba, oggi fa marcia indietro scrivendo al Corriere della Sera che &#8220;la verità del rapporto tra me e mio marito non è neppure stata sfiorata, così come la ragione per cui ho dovuto ricorrere alla stampa per comunicare con lui&#8221;, il Gruppo Espresso prova a difendersi querelando &#8220;Il Giornale&#8221;, reo di avere pubblicato l&#8217;intervista alla Drezwicka. </p>
<p>Ma &#8220;Il Giornale&#8221; ha risposto prontamente che è in loro possesso &#8220;la registrazione del colloquio fra Laura Drezwicka e i giornalisti dell&#8217; Espresso. E siamo pronti a esibirla in ogni sede opportuna&#8221;. </p>
<p>Supponiamo quindi che non sia tutto falso quello scritto dai giornali vicini al centrodestra, le domande che mi pongo (e a cui non pretendo certo di dare una risposta) sono le seguenti: qualcuno sperava di trarre un beneficio dall&#8217;attacco personale a Silvio Berlusconi e alla sua famiglia? Qualcuno ha calcato la mano, scegliendo di non giocare secondo le regole, pur di alimentare il gossip? Qualcuno ha deliberatamente scelto di provare a ridicolizzare l&#8217;immagine del premier italiano (e di conseguenza del popolo che lo ha eletto democraticamente) all&#8217;estero, pur di ottenere un vantaggio alle urne? </p>
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		<title>Noemi, i cronisti di sinistra, il tycoon Rupert Murdoch, El Pais e la trappola contro Berlusconi</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Jun 2009 22:37:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Bellotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali su Piacenza Night]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo averci provato invano con la magistratura, la sinistra ritrova la speranza: affossare il Cav con il gossip]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Guai a dire che esiste un complotto teso a defenestrare un premier eletto democraticamente dagli italiani. Chiunque osi sussurrarlo viene fatto passare per il solito imbecille credulone (ma non sono forse tutti imbecilli creduloni gli italiani che, lobotomizzati davanti alla tv spazzatura, hanno votato per Berlusconi in tutti questi anni?)&#8230; </p>
<p>Io sono convinto che questo attacco a Silvio Berlusconi, orchestrato a suon di gossip dalla stampa, non vada affatto minimizzato. Siamo di fronte ad un caso analogo a quello del 1994, quando &#8211; con un avviso di garanzia recapitato dalle colonne del Corriere della sera a un Berlusconi impegnato a presiedere il summit dell’Onu sulla criminalità &#8211; la magistratura riuscì ad abbattere un governo eletto democraticamente. </p>
<p>Dopo le successive vittorie del centrodestra, la magistratura non riuscì a compiere nuovamente il miracolo. La sinistra si trovò con i coltelli spuntati a doversi confrontare solo sul piano politico&#8230; e subì una serie di dure sconfitte. </p>
<p>Oggi siamo di fronte allo stesso scenario del 1994. I nemici di Berlusconi si sono però ingegnati ed hanno deciso di non ricorrere più alla via giudiziaria, ma allo screditamento privato, applicando le regole del gossip per la demolizione dell’avversario politico. </p>
<p>E in questa azione la stampa di sinistra ha trovato preziosi alleati. Il tycoon Rupert Murdoch, proprietario dei media di mezzo mondo e da sempre nemico di Berlusconi, che con i suoi giornali tenta di screditarlo all&#8217;estero. Il quotidiano spagnolo El Pais, grazie al quale &#8211; alla vigilia del voto &#8211; si è potuto costruire un caso intorno ad una serie di foto private, che nella loro innocenza non dimostrano assolutamente nulla se non che il piano era orchestrato da tempo, e che sul campo le milizie anti-Cav sono ben organizzate. Veronica Lario, che si è prestata (dopo le prove generali durante le precedenti due tornate elettorali) ad innescare la bomba. </p>
<p>E infine arriviamo a Noemi Letizia e alle storie raccontate dall&#8217;ex fidanzato, ritenuto teste credibilissimo da parte dei giornali di sinistra, che però ben si sono guardati dal riferire che il ragazzino per bene è in realtà stato condannato a un anno e due mesi per rapina, e in un&#8217;intervista ha ammesso di essere stato usato. </p>
<p>La trappola contro Silvio Berlusconi, e contro la maggioranza degli italiani che lo ha democraticamente incaricato di governare il Paese, è scattata. Indipendentemente da come finiranno le elezioni europee ed amministrative, il Cav è esposto ad un fuoco pesante che punta a renderlo impresentabile, a ridicolizzarlo, a renderlo vulnerabile agli occhi della comunità internazionale. Ecco perché è sbagliato minimizzare: questo attacco è soltanto l&#8217;inizio di un&#8217;azione che continuerà nei prossimi mesi, a suon di pseudo-scoop e finte notizie, fino a che il dubbio non si sarà insinuato&#8230; </p>
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		<title>Silvio Berlusconi vs. Veronica Lario&#8230; E intanto Dario Franceschini vede la luce in fondo al tunnel</title>
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		<pubDate>Tue, 05 May 2009 22:44:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Bellotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali su Piacenza Night]]></category>
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		<description><![CDATA[La valanga Veronica regala al Pd una speranza cui aggrapparsi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non c&#8217;è da stupirsi se del possibile divorzio di un premier parli mezzo mondo. Quando Nicolas Sarkozy, il presidente francese, divorziò dalla moglie per gettarsi tra le braccia di Carla Bruni alimentò pettegolezzi per mesi e mesi. Della vicenda personale tra Silvio Berlusconi e la moglie Veronica Lario non parlerei se non fosse che qualcuno ha accusato il premier di &#8220;farsela con le ragazzine&#8221;. </p>
<p>&#8220;Ero alla Fiera del mobile vicino Milano. Dal mio comando dell&#8217;elicottero mi dicono che si stava avvicinando un forte temporale e per questo ho deciso di partire prima&#8221;. Così Berlusconi ha ripercorso a Porta a Porta le tappe che lo hanno portato alla festa di compleanno di una 18enne, Noemi, a Casoria. &#8220;Avevo un&#8217;ora di anticipo, sono arrivato presto a Napoli e mi è stato riferito che c&#8217;era una riunione familiare per il compleanno di Noemi in un ristorante a tre minuti dall&#8217;aeroporto di Capodichino. Sono arrivato con otto auto al seguito, sembrava un funerale&#8230; poi ci sono stati applausi a non finire e io ho fatto foto con il papà, la mamma, i nonni, gli zii e i parenti della ragazzi e con tutta l&#8217;equipe di cuochi e camerieri&#8221;. </p>
<p>Non sembra certamente una vicenda tanto segreta e scabrosa da provocare un divorzio. Eppure Veronica Lario ha sfruttato questo evento per dare ai giornali la notizia della sua volontà di chiedere il divorzio. &#8220;Non posso stare con un uomo che frequenta le minorenni,&#8221; ha dichiarato.</p>
<p>&#8220;Veronica dovrà chiedermi scusa pubblicamente,&#8221; si è lamentato il premier Berlusconi. &#8220;E non so se basterà. È la terza volta che in campagna elettorale mi gioca uno scherzo di questo tipo&#8221;. </p>
<p>Difatti, checché ne dica il suo leader, la valanga Veronica regala al Pd una speranza cui aggrapparsi. &#8220;Pubblicamente,&#8221; scrive il Sole 24 Ore, &#8220;nessun dirigente del principale partito di opposizione dice una parola sull&#8217;argomento&#8221;. &#8220;Tra moglie e marito non mettere il dito&#8221;, motteggia Dario Franceschini, &#8221; e poi ogni italiano si sarà già fatto un&#8217;opinione senza bisogno di commenti politici&#8221;. &#8220;Ma l&#8217;affaire, che esplode fragorosamente proprio nel giorno in cui il Sole 24 Ore pubblica un sondaggio pesantissimo per il Pd, che non solo lo dà al 26% con un Pdl oltre il 40%, ma che soprattutto analizza la perdita di consenso del centrosinistra nelle fasce sociali che una volta erano il suo zoccolo duro (a partire proprio dagli operai), rappresenta per il partito di Dario Franceschini una sorta di luce in fondo al tunnel&#8221;.<br />
&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p>Aggiungo a questo post una riflessione dell&#8217;amico Antonio Palmieri, uno dei più grandi esperti di comunicazione politica nel nostro Paese.</p>
<p>&#8220;Ieri sera a Ballarò,&#8221; scrive Palmieri, &#8220;Franceschini ha perentoriamente richiesto coerenza tra comportamenti privati e pubblici degli uomini politici. E’ la nuova frontiera di una campagna elettorale che loro stanno davvero americanizzando, usando pesantemente, per la prima volta in Italia, uno degli aspetti più deleteri delle campagne all&#8217;americana: fomentare pesanti insinuazioni sulla moralità personale dell’avversario e buttargli fango addosso, cercando di screditarlo agli occhi dei cittadini&#8221;.</p>
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		<title>Annozero. Michele Santoro talmente fazioso da far inorridire addirittura Lucia Annunziata</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Jan 2009 22:53:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Bellotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali su Piacenza Night]]></category>
		<category><![CDATA[Annozero]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[Lucia Annunziata]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Corsini]]></category>
		<category><![CDATA[Michele Santoro]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>

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		<description><![CDATA[La tragedia di un conduttore troppo fazioso persino per i più faziosi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Corsera Magazine, in un articolo di Matteo Corsini, definisce la trasmissione di Michele Santoro &#8220;una pagliacciata degna del grande Fratello o di Amici&#8221; e continua: &#8220;L&#8217;egocentrismo di Michele Santoro si sfilacciava ad ogni singulto&#8221;. Insomma un vero disastro.</p>
<p>La cosa è davvero buffa perché in pochi ancora si prodigavano per impedire la caduta di quel velo di ipocrisia che copriva a stento il lavoro del più fazioso tra i faziosi della tv italiana. Santoro è un conduttore che ha sempre trattato gli argomenti imbastendo processi mediatici senza un adeguato contraddittorio, e permettendo alle mezze verità e alle opportune bugie di mescolarsi con la realtà delle cose. </p>
<p>Il &#8220;Sabatini Coletti&#8221;, Dizionario della Lingua Italiana, definisce così la parola faziosità: &#8220;Adesione aggressiva agli interessi di una parte&#8221;. Qualcuno, dopo avere visto l&#8217;ultima puntata di Annozero, può ancora dubitare del fatto che Santoro sia un conduttore di parte? Qualcuno può ancora ritenere che non sia &#8220;aggressivo&#8221; nella sua adesione agli interessi di una parte? </p>
<p>Ora, quando l&#8217;obiettivo dell&#8217;aggressione di Santoro è Berlusconi, il Papa, o il centrodestra italiano, tutti quelli a cui i processi sommari fanno comodo chiudono gli occhi. Ma quando si parla dei dolori e degli orrori di una guerra, di due popoli ognuno con la sua parte di torti e di ragioni, il processo sommario si è tramutato in &#8220;una pagliacciata degna del grande Fratello o di Amici&#8221;. </p>
<p>La trasmissione era talmente pro-Palestina che persino Lucia Annunziata, nota per non essere meno faziosa di Santoro, non ce l&#8217;ha fatta a stare al gioco. &#8220;Sarò stronza,&#8221; ha dichiarato, &#8220;ma la trasmissione così è impostata male.&#8221; Santoro, già in grande difficoltà durante la conduzione, è andato su tutte le furie insultando la Annunziata in diretta con una sgradevolissima battuta &#8220;vuoi forse compiacere a qualcuno?&#8221;. </p>
<p>&#8220;Ma peggio faceva anche contro un&#8217;altra vittima innocente,&#8221; chiude Corsera, &#8220;un ragazzo intervistato dalla brufolosa Granbassi che ancorato con le mani alla balaustra di ferro della galleria degli spettatori non riusciva a finire il suo ragionamento venendo letteralmente scalciato dal cavallo impazzito Michele Santoro ormai in preda al delirio e al panico. La Lucia Annunziata lasciava in diretta la trasmissione, altro gesto plateale dell&#8217;intera pagliacciata andata in onda. Un risultato penoso, devastante per la televisione di informazione, una smaccata contraddizione tra conseguenze e convinzioni&#8221;. </p>
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