Il software che anticipa il futuro: perché Palantir sta riscrivendo le regole della sicurezza

C’è una parola che circola ovunque in questi giorni: nella geopolitica, nella sicurezza, nell’economia, parlando di guerre, di governi. Una parola che molti pronunciano, come una sorta di spauracchio, ma pochi comprendono a fondo. Questa parola è: Palantir. Niente fantascienza, niente complotti, niente magia. Solo tecnologia. Tecnologia reale. Tecnologia che oggi è una delle più influenti al mondo. Per capirla, bisogna partire da una cosa semplice: Palantir è un software che analizza dati. Tutti i dati. Non crea informazioni dal nulla. Le incrocia. Le collega. Le interpreta. Telecamere, movimenti finanziari, social media, registri pubblici, fonti governative, eserciti, aziende. Milioni di puntini sparsi. Palantir li mette insieme. E quando colleghi i puntini, puoi capire che cosa è successo. E puoi provare a prevedere che cosa potrebbe succedere. È qui che nasce il potere della predizione. Una promessa affascinante, ma anche potentissima.

Per capire perché esiste una tecnologia come Palantir, dobbiamo fare un piccolo ma significativo passo indietro. Dobbiamo parlare del comportamento imitativo degli esseri umani. Una cosa che chi opera nel campo della comunicazione conosce molto bene. René Girard lo chiamava “desiderio mimetico”. Il succo è che non desideriamo davvero ciò che desideriamo. Desideriamo ciò che desiderano gli altri. Per questo nascono le mode, ma anche le polarizzazioni e le rivalità. Desideriamo possedere qualcosa che non abbia il nostro rivale. Per questo nasce la tensione sociale. Le società sono fragili, dice Girard. Sono instabili. Possono esplodere da un momento all’altro, perché il desiderio mimetico genera una spirale di invidia e di violenza. E quando succede, quando il caos diventa incontrollabile, gli esseri umani hanno un istinto antico: cercano un colpevole, un capro espiatorio. Qualcuno da sacrificare per ristabilire ordine. Funziona dalla notte dei tempi. Ed è pericoloso.

Alcuni, nella Silicon Valley, hanno preso questa teoria e l’hanno trasformata in un’idea tecnologica. Se il mondo è instabile, serve un sistema che anticipi il caos. Un sistema che lo prevenga. Ed è così che nasce l’idea della predizione. Non è magia, dicevamo. È matematica. È statistica applicata alla quantità immensa di dati che le nostre vite generano ogni giorno. Funziona così: osservi i comportamenti di una persona. Non sai che cosa farà. Ma sai tutto delle persone che fanno le stesse cose. E allora puoi stimare probabilità. Non eventi certi. Probabilità di eventi.

La fantascienza (Philip K. Dick, per citarne uno) riflette su questo tema da decenni. Se potessimo stimare con assoluta certezza che una persona che mostra un certo comportamento ha il 99,9% di probabilità di compiere una strage, avremmo davvero il diritto di fermarla prima ancora che realizzi di essere, in potenza, un assassino?

E’ questa piccola parola – “probabilità” – che cambia tutto. Perché quando un governo, un esercito o la polizia basano le loro decisioni su ciò che è probabile, cambiano il loro modo di vedere la realtà. Non aspettano più gli eventi. Li prevengono. Li anticipano. A volte li neutralizzano. Questo può salvare vite. Può sventare attacchi. Può proteggere intere città. Ma può anche cambiare la cultura del potere. Da reattiva a preventiva. Da trasparente a opaca.

A questo punto entra in scena il prodotto che più di tutti rappresenta Palantir nel mondo della sicurezza e della cyber-sicurezza: Gotham.

Gotham è il software usato da governi, intelligence, forze di polizia, NATO, grandi aziende sensibili, infrastrutture critiche. Serve a costruire una visione unificata della realtà. Prende dati frammentati (log di rete, allarmi informatici, transazioni sospette, conversazioni, spostamenti, telecamere, report, archivi) e li integra in un’unica piattaforma. In ogni contesto cyber, Gotham permette di riconoscere anomalie invisibili: un server che comunica con un indirizzo insolito, una rete di soggetti collegati da transazioni sospette, un insieme di azioni che assomiglia a un attacco passato. Non si limita ad avvisare. Mostra come i dati si parlano tra loro. Mostra la storia nascosta dentro ciò che vediamo ogni giorno. E spesso permette di prevenire incidenti prima che avvengano. È importante chiarire una cosa: Gotham non è un oracolo, non è onnisciente, non è infallibile.

Dico queste cose non per generare paura. Il punto è provare a capire. Capire che l’innovazione, oltre a non essere infallibile, non è mai neutra. La domanda non è: “Gotham funziona?”. Certo che funziona. La domanda è: quale visione della società promuove? Ed è qui che la discussione diventa geopolitica. Bisogna capire che ogni algoritmo porta con sé un’idea del mondo. Occorre realizzare che la tecnologia non è solo scienza: è politica, è narrazione.

Unire dati significa unire potere e Palantir è il luogo dove tutto questo si incrocia. Predire significa influenzare. Capire significa, spesso, controllare.

Ormai chi legge le cose che scrivo sa che lo faccio soprattutto per fare ordine tra i miei pensieri, per riflettere su ciò che studio, per mettere a fuoco, Non voglio diventare una persona che teme il futuro. Vorrei continuare a leggerlo. Per interpretarlo. Per rimanere curioso. Per non fermarmi alla superficie. Per ricordare che il mondo non si divide più tra chi ha il potere e chi non ce l’ha. Si divide tra chi capisce come il potere funziona… e chi lo subisce.

Tenendo gli occhi aperti, studiando ciò che ci circonda, non accontentandoci di spiegazioni facili, scopriamo che l’innovazione è un linguaggio. La geopolitica è un’altra lingua. Quando le impariamo, capiamo tutto un po’ meglio: i conflitti, le scelte dei governi, le decisioni delle aziende, i movimenti dei mercati, le tecnologie che entreranno nella nostra vita. Il futuro non va temuto. Va capito. E, possibilmente, andrebbe poi guidato.

Categorie