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Dopo Grecia e Italia, la prossima a scivolare sarà la Francia?
“Dopo l’Italia e la Grecia, toccherà alla Francia?”. Questo titolo a caratteri cubitali è stato pubblicato in prima pagina dal quotidiano “Le Monde”, che ha analizzato la situazione francese mettendo in luce una serie di pericoli molto concreti. Nei giorni scorsi Standard & Poor’s aveva mandato un messaggio ai suoi abbonati scrivendo: “Debito sovrano, Francia, downgrading”. Poche parole per dire che Parigi non avrebbe più contato sulla “tripla A”. Ma alcuni minuti dopo – quando già il mondo intero era finito nel caos – la notizia è stata smentita da New York. Una coincidenza strana, soprattutto se si pensa che la perdita dalla “tripla A” da parte della Francia è data come sempre più probabile negli ambienti finanziari europei e americani.
La verità è che gli speculatori hanno preso di mira gli Oat, i titoli di Stato francesi che equivalgono – in sostanza – ai nostri Btp. Queste operazioni sugli Oat stanno causando problemi di spread e di rendimenti, esattamente come quelli che hanno colpito il nostro Paese. A metà della scorsa settimana il divario tra gli Oat decennali e i loro corrispettivi tedeschi, a cui tutti fanno riferimento, è schizzato a 170 punti base (in luglio erano 60!). Un record negativo storico che non ha precedenti nell’era dell’euro. Se i conti francesi sono migliori di quelli italiani, alcuni aspetti dell’economia reale fanno pensare. La disoccupazione in Francia sta sfiorando il 10% contro l’8,3% dell’Italia. Il deficit pubblico a fine 2011 è stimato intorno al 5,8% in Francia, mente in Italia è il 3,7% del Pil. In più il debito delle famiglie francesi nel 2010 era il 55,1% del Pil, contro il 45% del nostro Paese.
L’economista Marc Touati ha commentato questa fase con parole che non lasciano spazio all’interpretazione. “La questione ormai non è più se la Francia abbandonerà la tripla A,” ha spiegato, “ma quando”. “L’allargamento dello spread con i Bund tedeschi riflette un’oggettiva differenza nella gestione delle finanze dello Stato. Dal 2001 il deficit pubblico è stato in media il 4,1% del Pil in Francia e il 2,5% in Germania”. La conferma arriva da un altro stimato economista, Jacques Attali, che ha sottolineato: “Non facciamoci illusioni: sul mercato il rating del debito pubblico francese non è più la tripla A”. Punto.
Israele pronto ad attaccare l’Iran. Uno scenario da Terza Guerra Mondiale
Tutto il mondo attende le rivelazioni dell’Agenzia atomica dell’Onu con le foto satellitari che proverebbero i test iraniani con le armi atomiche. I nuovi missili forniti all’Iran dalla Siria, alleato anti israeliano, sono in grado di raggiungere qualsiasi città ebraica, e Israele è pronto ad un attacco militare. Ieri il presidente Shimon Peres ha ribadito in una intervista ad una televisione israeliana, che “un attacco all’Iran è sempre più verosimile”. Questa minaccia preoccupa gli USA che temono di non essere avvertiti prima di un possibile attacco, e che la rappresaglia colpisca i soldati americani in Irak e nel Golfo Persico. Le minacce di Teheran al popolo ebraico si fanno sempre più concrete, e negli ultimi mesi la situazione sta diventando davvero critica. Una guerra tra Iran e Israele potrebbe avere effetti devastanti e portare ad un conflitto globale dagli scenari solo ipotizzabili.
Tra gli obiettivi minacciati dall’Iran ci sono tutte le basi americane nella zona e anche la base aerea di Shindad nell’Afghanistan occidentale, sotto comando italiano. Israele dispone di una potenza di fuoco impressionante e potrebbe attaccare con i missili balistici Jericho, i quali hanno una gittata di 4.000 chilometri, o dai sottomarini armati con testate nucleari e presenti nel golfo dell’Oman. Per Israele “è possibile un’incursione aerea di 24 ore, ma non riuscirebbero ad evitare la ritorsione”, ha sottolineato Mario Arpino, ex capo di stato maggiore e comandante italiano durante la guerra del Golfo nel ‘91. In poche ore una pioggia di missili (con testate chimiche, batteriologiche o peggio nucleari) colpirebbe tutte le città israeliane. I missili Shabab 4 possono raggiungere anche l’Europa meridionale. “Tutte le installazioni nucleari sul territorio sionista sono nel nostro raggio d’azione. Se saremo attaccati risponderemo con i missili all’aggressione” ha dichiarato ai media il generale Mohammed Ali Jafari, comandante dei Guardiani della rivoluzione.
L’Iran potrebbe attaccare l’Occidente anche tagliando alcune arterie petrolifere sotto il controllo della Repubblica Islamica, influenzando almeno il 50% delle forniture mondiali di greggio, facendo esplodere una crisi già in atto. Inoltre tutte le cellule terroristiche potrebbero attivarsi per compiere attacchi suicidi nelle principali capitali europee e negli Stati Uniti.
Intanto in Sardegna, proprio in queste ore, è stata condotta un’esercitazione dell’aviazione israeliana in collaborazione con quella italiana, per addestrarsi alle missioni a lunga distanza che necessitano di rifornimenti in volo. Tutti segnali di uno stato di agitazione concreto che trovano conferma nelle dichiarazioni del presidente israeliano in una intervista a Channel 2: “Israele è più vicino a ricorrere all’opzione militare che a trovare una soluzione diplomatica contro la minaccia” del programma nucleare di Teheran. E’ lecito essere preoccupati.
Benvenuti sul nuovo Piacenza Night 4.0
Sono davvero emozionato. Quello che avete davanti è il frutto di mesi di incessante lavoro, di decisioni prese con il fiato sospeso, di continui confronti con i lettori attraverso Facebook, Twitter e LinkedIn. La versione 4.0 di Piacenza Night era prevista per il 2012, ma uno tsunami informatico che ha travolto la società che gestiva i nostri server nell’aprile scorso, cancellando in un lampo 12 anni di lavoro, ci ha obbligato a cambiare le nostre strategie. Nelle settimane successive all’incidente, grazie ai vecchi backup e soprattutto alla cache di Google e di Yahoo, una parte dei contenuti è stata ripristinata e siamo riusciti a rimettere in linea un sito che, pur sembrando funzionante, riusciva a stare in piedi per miracolo. Da allora abbiamo investito tutte le nostre risorse nella realizzazione di un portale tutto nuovo, progettato da zero. Lo sforzo è stato enorme, soprattutto se si considera il fatto che Piacenza Night è (e rimarrà sempre) un progetto no profit.
Piacenza Night, il primo web magazine di Piacenza e dintorni, è nato nel 2000. Fin da subito è stato apprezzato per la sua rubrica di critica cinematografica – ripresa da più testate a livello nazionale – e per le recensioni di tutti i ristoranti, gli alberghi, i locali pubblici e gli agriturismi della nostra Provincia. La scelta di dedicare mensilmente la copertina ad una “ragazza della porta accanto” ha permesso a Piacenza Night di superare i confini territoriali elettivi, divenendo oggetto di interesse e di curiosità in tutto il Paese. Negli anni successivi il magazine è stato arricchito con contenuti informativi aggiornati 24 ore su 24, divenendo immediatamente una delle fonti di Google News. Nel 2006, quando la testata giornalistica è stata registrata presso il tribunale di Piacenza, vantava circa 100.000 contatti (hits) e 7.000 visitatori unici al giorno. Le più recenti rilevazioni, che si riferiscono ai mesi del 2010 precedenti il blackout, confermano Piacenza Night al primo posto nella classifica dei siti web a contenuto giornalistico editi nel territorio piacentino. Il nostro magazine è l’unico ad essere indicizzato nella classifica di Alexa dei migliori 100.000 siti del mondo (a febbraio la sua posizione era la n. 69.000 nel ranking internazionale, e la n. 1600 nel ranking italiano).
Nel salutare il lancio di questo rinnovato magazine, desidero ringraziare tutti coloro che negli ultimi 12 anni hanno contribuito al suo successo. Un ringraziamento particolare va al nostro direttore responsabile, Susanna Pasquali, che supervisiona il nostro lavoro e cerca di tenerci lontano dai guai, e al nostro webmaster Gagan Deep Dharam, che con le sue visioni ci traghetta sempre più vicini al futuro. Un altro “grazie” speciale va a mia moglie Ghita Pasquali, che oltre ad avermi dato la gioia di due splendide bambine, alimenta questo nostro figlio elettronico sobbarcandosi da 12 anni l’intera gestione della rubrica di critica cinematografica. Grazie anche a Linda Barani, che con i suoi articoli di gossip e cronaca rosa rende più leggera e divertente ogni nostra giornata. Grazie ad Alessandro Bucalo, un pilastro portante della nostra redazione (senza il cui aiuto non riuscirei nemmeno a trovare il tempo di allacciarmi le scarpe). Grazie a Davide Galli, alle sue stoccate e alle sue pillole di saggezza; grazie per l’opportunità di confronto che offri a chi non la pensa come te. Grazie a Giorgio Betti per le sue opinioni libere che non temono l’altrui giudizio. Grazie al nuovo acquisto Alessandro Maggi, che si occuperà di scienza e tecnologia.
Grazie ancora a Caterina Baldini, che oggi conduce “Sky TG 24″ e che fondò insieme a me questa rivista; ad Alessandra Menzani, che leggiamo su “Libero”; a Vladimiro Poggi che ha trovato la sua strada in televisione. E infine, spero di non dimenticare nessuno, grazie a tutti quelli che hanno collaborato con contenuti, sul fronte tecnico o con le loro preziose idee: Marco Tozzi-Condivi, Eviana Pasquali, Matteo Maria Maj, Andrea Pasquali, Gianpietro Bisaglia, Giovanni Rutigliano, Roberto Ridella, Maria Clara Zermani, Bernardo Tacchini, Davide Civardi, Matteo Gobbi, Alessandro Mastroianni, Alessandro Borghi, Gaetano Jose Gasparini, Tony Face, Jennifer Diana Tagliaferri, Alessandro Marseglia, Ilia Casali, Corrado De Castro, Benedetta Soffientini, Andrea Grieco, Paolo Di Benedetto, Monica Marcotti, Francesca Villa, Donato De Ieso, Corrado Gaviglio, Paolo Malpeli, Paolo Bassini, Samantha Baldini. Marco Cirasaro, Alessandra Pellettieri, Lucia Valla, Francesca Di Mauro, Gianandrea Petrolati, Moreno Moschioni, Mattia Bersani, Alessandro Carminati, Laura Bellotti, Giuseppe Dieci, Giorgio Lambri, Marzia Foletti, Luigi Niccolò Caramatti, Corrado Astrua, Davide Bellocchi, Gianmatteo Mazzoni, Leone Astrua, Michele Orsi, Luca Chiodaroli, Andrea Santangelo, Andrea Montenet, Enrico Morini, Michele Mancuso, Giacomo Ghisolfi.
SIAE. Non canto sotto la doccia per paura che mi chieda i diritti
Su Facebook è nato un gruppo che si chiama: “Non canto sotto la doccia e non fischio per strada per paura della Siae”. E’ un’idea simpatica per trattare con un velo di ironia la notizia che in questi giorni ha fatto infuriare il popolo del web. La Siae, infatti, avrebbe invitato i maggiori siti di trailer a carattere commerciale a regolarizzare la propria posizione perché diffondere al pubblico colonne sonore senza aver assolto i diritti rappresenterebbe una violazione della legge. Ci sono siti che con i trailers ci campano, ma tutti i blog, le newsletter e i magazine che incorporano, come oggetti provenienti da fonti terze, le anteprime dei film, come dovrebbero comportarsi? Ecco la risposta ufficiale: “i magazine e i blog cinematografici on line e gli altri siti aumentano la loro attrattività verso gli utenti (e quindi verso gli inserzionisti pubblicitari) arricchendo con i trailer e con la musica in genere i loro contenuti”. La Siae ha provato a spiegare le sue ragioni. “Dov’ è la sorpresa”, chiede la società , “se un’impresa deve pagare quando si procura le materie prime per fare business? Grazie ai produttori e ai distributori cinematografici i trailer arrivano pronti all’uso ai siti e alle riviste on line che trattano dell’argomento. L’unico diritto da pagare è quello per le colonne sonore. Chi le utilizza dovrebbe trovare tutti i titolari delle varie musiche, ma con la licenza della SIAE gli utenti risolvono il problema con un unico pagamento” (450 euro a trimestre, per essere chiari). La Siae avrebbe intrapreso questa azione “per diffondere la cultura del rispetto dei diritti degli autori anche su Internet”. Sarà , ma a molti è parsa l’ennesima gabella in stile “equo compenso”, l’obolo previsto dal discusso Decreto Bondi. A ben guardare il trailer non è altro che una pubblicità che serve a promuovere la fruizione di un audiovisivo, sul quale la Siae vanta i suoi legittimi diritti. Con questa trovata la società chiede di essere pagata per promuovere un film che, a sua volta, porterà soldi nelle sue casse.













